Vincolo quinquennale, “è norma distruggi-famiglia”. Granato, “garantire continuità didattica”. Fioramonti, “è stato un baratto”

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Dibattito su Orizzonte Scuola TV tra l’ex ministro Miur, Lorenzo Fioramonti, Gruppo Misto, e la senatrice del Movimento 5 Stelle, Bianca Laura Granato sul concorso straordinario ormai alle porte e sul vincolo quinquennale. Presenti anche Margherita Stimolo, presidente del Coordinamento Nazionale Docenti Abilitati, e Valentina Santarpia del Corriere della Sera.

Diverse le posizioni tra l’ex ministro e la senatrice sul concorso straordinario. “Andava fatto un concorso diverso, per titoli, con una prova finale e la prova di un anno sul campo, ma con immissione in ruolo dal 1 settembre 2020. E’ anche quello che si fa all’università“,  spiega Fioramonti.

Noi non vogliamo sanatorie e un concorso per titoli e servizi lo sarebbe stato”, risponde la senatrice Granato, che poi rassicura sullo svolgimento dei concorsi in sicurezza.

Sul vincolo quinquennale interviene Stimolo: “Una norma anti-famiglia, o meglio distruggi famiglia. Non si può – sottolinea -, con la pretesa di difendere il diritto della continuità didattica, calpestare un altro sacrosanto diritto che riguarda i docenti e che li obbliga a stare lontano dai propri affetti. I docenti non hanno risposto positivamente alla call veloce perché hanno paura, poiché non sanno quando potranno ricongiungersi ai propri cari. Si possono sopportare uno o due anni, ma un blocco di cinque anni non è tollerabile“.

Fioramonti spiega da dove nasce il vincolo quinquennale: “Per approvare il decreto contenente anche i concorsi, ho dovuto fare dei negoziati estenuanti con la mia stessa forza politica e con il Partito democratico, in cambio dell’approvazione di un concorso straordinario con quelle modalità e di tutti gli altri provvedimenti sono venuto incontro a delle loro richieste tra cui c’era anche quella del vincolo quinquennale”.

La senatrice ricorda la proposta di autonomia scolastica regionale: “Per scongiurare l’epilogo della scuola statale sono stati fatti dei correttivi sulla mobilità. Inutile parlare della call veloce – sottolinea Granato – non si aderisce alla call veloce in una regione dove non si vuole andare. Non si può innescare il meccanismo per cui si prende il posto con la call veloce per poi lasciare il posto scoperto con un’assegnazione dopo pochissimo tempo essere stati immessi in ruolo”. “La continuità didattica va garantita a tutti gli studenti” evidenzia la senatrice, “faccio l’esempio delle piccole isole dove nessuno vuole andare: i ragazzi hanno lo stesso diritto di tutti gli altri e non è giusto mandare in questi posti sempre docenti precari alle primissime armi”.

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