Vincolo quinquennale, bocciati gli emendamenti per l’assegnazione provvisoria: le speranze dei docenti sempre più ridotte

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Nulla da fare sul fronte vincolo quinquennale docenti: in Commissione Finanze e Tesoro al Senato sono stati respinti gli emendamenti che riguardavano proprio il tema del blocco di cinque anni degli insegnanti. La proposta presentata, sia dalla Lega che dal Partito democratico, ad esempio, era quella di concedere l’assegnazione provvisoria per il prossimo anno scolastico a tutti i docenti vincolati.

Una fonte parlamentare ci riferisce però che l’ultima parola spetta alla presidente del Senato Casellati che potrebbe rivalutare gli emendamenti. Ma le speranze non sono molte.

“In considerazione del protrarsi della situazione di emergenza epidemiologica, a decorrere dalla data di pubblicazione della presente legge non si applica alle procedure di assegnazione provvisoria, di utilizzazione e di conferimento delle supplenze del personale docente, educativo ed ATA della scuola l’articolo 399, comma 3, del decreto legislativo 16 aprile 1994 n. 297”. 

Così l’emendamento presentato dal senatore della Lega Mario Pittoni.

Anche il partito democratico ha presentato un emendamento su questo tema: “Il vincolo quinquennale sta costringendo molti insegnanti a costi sociali altissimi. Troppo spesso il personale docente e i dirigenti scolastici sono costretti a una separazione forzosa dalla famiglia a centinaia di chilometri da casa. La pandemia ha aggravarto questa condizione, limitando gli spostamenti e il pendolarismo”, afferma il senatore dem Francesco Verducci.

Anche dall’opposizione è stato presentato un emendamento, a prima firma del senatore Iannone di Fratelli d’Italia, che prevede una mobilità straordinaria in deroga al vincolo di permanenza di 5 anni.

Delusi, ovviamente i gruppi di docenti che promettono mobilitazione: “Il Cnda insieme ad altre associazioni di categoria ha cominciato uno stato di agitazione su tutto il territorio. Prima del diritto alla continuità viene il diritto alla famiglia e alla serenità sul posto di lavoro. La nostra NON È UNA MISSIONE, la nostra è una PROFESSIONE fatta di formazione, esperienza, capacità progettuali e gestionali che abbiamo perché abbiamo superato concorsi, ottenuto abilitazioni e espletato servizio SENZA DEMERITO. I missionari si immolano per la causa, noi invece siamo professionisti al servizio della NAZIONE“.

 

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