Vincoli mobilità docenti neo-assunti, l’UE non sembra volerli cancellare: c’è scritto nella Relazione al decreto PA. Anief non demorde

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L’Unione europea non sembra intenzionata a chiedere di cambiare la discutibile legge che in Italia impedisce di fare avvicinare a casa decine di migliaia di docenti la cui scuola è distante centinaia di chilometri: lo dice la Relazione illustrativa al decreto PA n. 44 pubblicato alcuni giorni fa in Gazzetta Ufficiale, al vaglio della Camera dei Deputati, nel quale si cita anche il vincolo triennale per i docenti neoassunti in ruolo nel 2022-23.

Dopo avere ricordato che c’è una “trattativa”, avviata lo scorso mese di febbraio, tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Commissione Europea, la Relazione spiega che da Bruxelles è stato recentemente confermato il necessario rispetto del vincolo triennale della mobilità, evidenziando due aspetti: il primo è che l’art. 58, co. 2 del D.L. n. 73/2021 ha ridotto la regola della mobilità da cinque a tre anni a partire dall’anno scolastico 2022/2023, comunque non rilevante ai fini della valutazione dei target del PNRR essendo il previgente regime più gravoso rispetto a quello attuale; il secondo è “che il vincolo della mobilità triennale è uno degli aspetti chiave della riforma e riguarda tutti gli insegnanti assunti e nominati per la prima volta nell’anno scolastico 2023/2024, compresi quelli assunti in regime transitorio”. Secondo Orizzonte Scuola non vi sono dubbi: “l’Europa è irremovibile”, perché secondo l’UE “il vincolo triennale è necessario”, anzi rimane “uno degli aspetti chiave della riforma del reclutamento”.

“Questa posizione – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – conferma che il decreto 44 non risolve il problema del precariato e che la deroga annuale alla mobilità ai vincoli alla mobilità dei neoassunti è una vittoria con l’amaro in bocca, come avevamo detto a caldo, appena appreso dell’approvazione del testo da parte del Governo sostenendo che la deroga si sarebbe dovuta confermare almeno per tutta la durata del Pnrr fino al nuovo reclutamento. In questo modo, invece, si continua a minare la continuità didattica, che invece si salvaguarderebbe introducente una indennità per i lavoratori fuori sede. I vincoli alla mobilità, noi continuiamo a dirlo, rovinano la famiglia e non fanno insegnare nelle condizioni migliori. Per questo, abbiamo deciso di fare presentare degli emendamenti, uno dei quali riguarda proprio i vincoli. E se non dovessero essere approvati – conclude Pacifico -, la nostra battaglia prosegue in tribunale con una serie di ricorsi già pronti”.

Gli altri interventi che secondo l’Anief sono necessari per migliorare il decreto PA n. 44 riguardano le Gps, le graduatorie provinciali che ad oggi permettono le immissioni in ruolo solo da sostegno prima fascia. Come va modificata la norma sui precari con 3 anni di servizio sul sostegno, per i quali sarà possibile l’accesso diretto al Tfa sostegno. Il giovane sindacato non si trova d’accordo nemmeno sulla collocazione in un elenco apposito delle Gps per i docenti che hanno ottenuto l’abilitazione o la specializzazione all’estero e ancora non hanno avuto il riconoscimento del titolo: per loro non sarebbero possibili le immissioni in ruolo e questo per l’Anief non è giusto.

Le richieste del sindacato per modificare il DL 44/23, nello specifico, riguardano: estensione assunzione a posti curricolare anche in 2 fascia e per tutti i candidati inseriti in graduatoria; trasformazione ad esaurimento graduatorie di merito; integrazione graduatorie concorso straordinario bis; conferma ruoli assegnati con riserva; attribuzione organico aggiuntivo; trasformazione posti in deroga su sostegno; proroga deroga vincoli mobilità per tutta la durata dell’attuazione Pnrr.

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