Vincoli di mobilità, per docenti neoassunti ipotesi deroga per il prossimo anno. Ma l’UE punta a stabilità e dunque al blocco di 3 anni

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Si attende con grande attesa la pubblicazione del decreto PA approvato lo scorso 6 aprile dal Consiglio dei Ministri anche per capire la questione della deroga ai vincoli di mobilità.

Infatti, come spiegato in precedenza, il testo del decreto PA entrato in Consiglio dei Ministri prevedeva la deroga per il 2022/2023 per gli insegnanti neoassunti, spostando il blocco triennale ai neoassunti dal 2023/24.

Tuttavia, sia il Ministero che il Governo, al termine del CdM, hanno diramato un comunicato ufficiale dove però non è presente alcun riferimento alla norma.

In base alle informazioni in nostro possesso, la norma sui vincoli della mobilità dei docenti neoassunti 2022 è stata approvata dal Consiglio dei Ministri.

Resta però da capire se la norma è passata così come previsto oppure ci sono stati interventi successivi in CdM. Per tale motivo bisogna attendere la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto PA, che potrebbe arrivare a breve.

Se venisse confermato il tutto, chi ha presentato domanda di trasferimento con riserva nelle scorse settimane, potrebbe ottenere l’ok alla mobilità per il prossimo anno. Ma sarebbe solo una misura ad hoc per il 2023/2024.

L’Unione Europea vuole il blocco di 3 anni

Ricordiamo infatti che sul vincolo dei trasferimenti dei docenti si attende una risposta definitiva da parte dell’Unione Europea. Risposta legata anche al piano di reclutamento degli insegnanti che l’Italia ha previsto per i prossimi mesi.

Dalle prime interlocuzioni, tuttavia, l’Europa ha già spiegato che il blocco di sede per gli insegnanti neoassunti, secondo le regole del Pnrr, ha la funzione di garantire la continuità didattica agli studenti, almeno per 3 anni.

Per questo la strada del decreto PA appare solo come una soluzione momentanea per il prossimo anno scolastico. Se non cambierà orientamento l’Unione Europea la strada appare in salita.

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