Vincitori con riserva nel concorso hanno diritto alla stipula del contratto?

WhatsApp
Telegram

Con sentenza del 04/06/2021 del TAR del Lazio n 06643/2021 si affronta il caso di una ricorrente come difesa agli atti la quale ha impugnato il provvedimento di immissione in ruolo dei docenti per a.s.2020/2021, nella parte in cui non è stata inclusa nel novero dei vincitori di concorso destinatari del provvedimento di assunzione.

Precisa, in particolare, di essere risultata vincitrice “con riserva” della procedura concorsuale indetta con il d.d.g. n. 85/2018 e, pertanto, di avere diritto, in forza della detta riserva, alla stipula di un contratto risolutivamente condizionato e non già al mero accantonamento del posto. Per il TAR il ricorso è fondato.

La questione della riserva

I giudici si rifanno ad un loro precedente orientamento che oramai sembra essere consolidato in materia. Il riferimento è dato dalla sentenza n. 3400 del 2019 e dalla sentenza 10937 del 2019. Affermano i giudici che in aderenza al richiamato orientamento ritiene il Collegio che, quantomeno in assenza di una diversa previsione nella disciplina relativa alla procedura concorsuale, l’ammissione con riserva ad una procedura concorsuale debba perdurare e riverberarsi anche nel segmento procedimentale successivo all’espletamento della procedura concorsuale e costituito dalla immissione in ruolo ed altresì nella stessa conseguente fase negoziale della stipula del contratto di lavoro, dovendo pertanto la riserva accompagnare la “carriera” del titolare di essa fino a quando non venga definitivamente sciolta.

Si realizza così una situazione di “ambulatorietà” che segue, ovviamente anche in malam partem, la successiva fase negoziale situata “a valle” del procedimento concorsuale, di modo che il diniego del riconoscimento del titolo conseguito all’estero costituisce, civilisticamente, una condizione risolutiva ex lege del futuro contratto di docenza, che, anche se non formalizzata espressamente nel contratto, è implicita (c.d. presupposizione) in esso e nota ad entrambe le parti proprio perché già prevista nella disciplina normativa relativa alla procedura concorsuale volta ad individuare, in attuazione dei principi costituzionali di cui all’art. 97 Cost., la parte contrattuale legittimata a stipulare il contratto di lavoro con la pubblica Amministrazione.

In definitiva alla luce delle considerazioni fin qui svolte vanno annullati gli atti impugnati nella parte in cui escludono la ricorrente e non consentono la relativa immissione in ruolo seppur con riserva.

WhatsApp
Telegram

Eurosofia. Scopri la nuova promozione natalizia: “Calendario dell’avvento”