Vincitore di concorso 2016 consegna pizze. Ruoli in esubero. Intervista

di Elisabetta Tonni
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Ha vinto il concorso 2016, ma i posti nel Lazio (come in alcune altre regioni) erano in esubero. Così in attesa di essere chiamato almeno per una supplenza, telefonata che ancora non arriva, è costretto a consegnare pizze a domicilio.

Vincenzo Salvatore Violetti ha 41 anni e vive fra Napoli e un paesino nel Lazio. Insegna da 15 anni; nel 2016 ha partecipato al concorso per i posti in ruolo. Il concorso lo ha vinto, ma il conteggio per le cattedre disponibili si è rivelato inesatto, così lui e 300 insegnanti che aspettavano il contratto a tempo indeterminato si ritrovano con un pugno di mosche.

Finora era stato rassicurato dall’ufficio regionale scolastico che il concorso aveva durata triennale, così il prof Vincenzo si aspettava la chiamata almeno per l’anno 2018/2019.

E invece?

Invece quando ai primi di agosto io e i miei colleghi ci siamo resi conto che nella mia classe di concorso B023, una materia tecnico pratica, c’erano solo due cattedre contingentate, una a Latina e una a Rieti e nessuna immissione in ruolo, ci siamo sentiti presi in giro. La stessa situazione riguarda colleghi di altre materie fra cui Letteratura francese, Inglese, Letteratura italiana e altre ancora.

Che cosa avete fatto?

Abbiamo cercato un contatto politico, per chiedere spiegazioni da dove uscisse fuori questo pasticcio dei numeri, ma nessuno ha saputo darci una risposta.

Un concorso per posti a tempo indeterminato in assenza di posti?

Esattamente! C’è stata una sopravvalutazione di posti  disponibili in Regioni dove esistevano invece degli esuberi. Così i vincitori di concorso da tre anni ancora non sono immessi in ruolo. Nel Lazio per esempio il concorso era per 12 posti. Io e un altro centinaio di docenti ci siamo presentati alle prove: cinque di noi le hanno superate, ma nessuno è stato chiamato. In altre regioni non solo sono stati immessi in ruolo tutti i vincitori, ma addirittura hanno assorbito anche gli idonei, cioè quelli che si erano sottoposti alla selezione pubblica.

Qual è la misura di questo paradosso e in quali regioni?

Ad essere rimasti fuori sono circa 300 docenti su oltre 58mila assunti. Le regioni sono soprattutto Lazio e Campania. Altri casi riguardano la Calabria, Puglia e Sicilia. E c’è un’ulteriore situazione che aggrava tutto. Nel 2017 è stato organizzato un concorso aggiuntivo per via di sentenze emesse a seguito di alcuni ricorsi, quindi il numero dei posti messo a bando è cresciuto ancora di più rispetto a quelli realmente disponibili. Infatti, i vincitori del concorso aggiuntivo sono stati inseriti a pettine nelle graduatorie di merito 2016, facendo variare alcune posizioni.

Ma non vi potreste spostare al Nord?

E’ quello che chiediamo! Noi stiamo pungolando i politici, in particolare ci siamo rivolti al senatore Pittoni per chiedere di sistemare la nostra posizione con una interregionalità. Esattamente come avviene per i dirigenti scolastici. So di una settantina di colleghi, me compreso, che sono disposti ad andare a insegnare anche in altre province. Siamo talmente attaccati all’insegnamento che per noi il ruolo viene prima di qualsiasi altra cosa. Ho lavorato 12 anni nella provincia di Varese, sarei disposto a tornarci anziché fare il garzone delle pizze. Le dirò di più: alcuni miei alunni sono già di ruolo, quindi se dovessi per caso andare ad insegnare in quella provincia è probabile che nel comitato di valutazione del mio primo anno di prova ci sia anche anche qualche mio alunno.

Ora le rimane la chiamata per le supplenze

Questa è un’altra assurdità. I posti che rimangono disponibili nel Lazio vanno a supplenza ai docenti di terza fascia, perché la seconda non esiste in questa regione. Noi che siamo inseriti in graduatorie anche di altre province (per esempio io sono anche negli elenchi di Napoli), dovremmo essere assorbiti con l’organico di fatto. Però anche lì si sta scatenando una guerra fra poveri: sempre per via di alcune sentenze, i posti stanno andando ai non abilitati ammessi con riserva. Io che sono nella seconda fascia di graduatorie di istituto non ho ancora ricevuto neanche uno spezzone di cattedra.

Come si risolve la questione?

Assurdo pensare al potenziamento come soluzione di tutti i mali. Tra l’altro nel Lazio è già tutto coperto anche su questo fronte. Comunque è sbagliato considerare il potenziamento come il refugium peccatorum.

Come portate avanti le vostre richieste?

Abbiamo formato un gruppo su whatsapp che abbiamo chiamato “Fregatura Concorso 2016” soprattutto per fare rete, tenerci aggiornati e scambiarci le informazioni. Stiamo valutando l’ipotesi di una class action. Soprattutto è necessario contarci veramente e avere la fotografia esatta. Affidarci ad alcune stime, magari anche con l’aiuto di qualche organizzazione sindacale non è sufficiente. Anzi, proprio perché non siamo moltissimi chiediamo una soluzione. Siamo vittime di un errore che dipende dalla pubblica amministrazione e non possiamo essere noi a pagare per un errore dello Stato. Nel nostro caso non esistono soluzioni sindacali o giuridiche. Esistono solo soluzioni politiche e qualcuno dovrà pur sposare la nostra causa.

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