Il vincitore del concorso 2016: questo sconosciuto!

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Inviato da Tommaso Nocerino – Dobbiamo chiedere alla Redazione del programma “chi l’ha visto” per sapere che fine hanno fatto i vincitori e gli idonei del concorso 2016!!?

Siccome sono spariti i posti messi a concorso nel 2016, qualcuno sperava che gli sarebbe stata resa un tantino di giustizia in occasione del prossimo concorso non selettivo riservato ai docenti abilitati, attribuendo loro, ad esempio, qualche punto in più in ragione del concorso vinto/superato nel 2016.

Purtroppo la Ministra Fedeli, che appena qualche settimana fa lasciava intendere di pensare anche al destino dei suddetti avviliti vincitori di concorso, forse non ha ancora letto la bozza del D.M. con cui saranno attivate le procedure concorsuali previste dalll’art.17, comma 2 D.Lgs. 59/2017, riservate ai docenti abilitati, per l’accesso alle GAE su base regionale.

Ebbene, al riguardo, ad una prima lettura, apprendiamo con benevole stupore che Tale bozza di decreto prevede, fra l’altro ben 15 punti per chi abbia superato almeno un concorso, facendo credere di aver concesso a questi ultimi un congruo vantaggio.

Niente di più falso, allo stupore iniziale seguono angoscia e delusione poiché ad una più attenta rilettura non sfugge l’intento, da parte di chi ha predisposto il D.M. in questione, di perpetrare l’ennesimo raggiro a danno dei vincitori dell’ultimo concorso, facendo in modo che sia gli abilitati che lo hanno superato, sia gli abilitati che non lo hanno superato e sia I docenti che vi hanno partecipato senza la prescritta abilitazione (ITP ammessi con riserva previa ricorso al Tar) possano raggiungere abbastanza agevolmente il limite massimo dei 60 punti dedicati ai titoli (tanto se manca qualche punto basta acquisire un certificato linguistico di livello C2: ben 9 punti) .

Pertanto i 15 punti riconosciuti a coloro che hanno superato il concorso, in virtù del subdolo meccanismo di cui sopra, diventano perfettamente inutili: infatti gli abilitati vincitori di concorso, possono vantare, attualmente, almeno 6 anni di servizio + altri titoli, per cui supereranno abbondantemente il limite dei 60 punti arrivando anche a 85, cioè perderanno molto più dei quindici punti che si vuole far credere regalati.

Infine, giacché siamo in argomento, corre obbligo dedicare qualche piccola riflessione a proposito delle certificazioni linguistiche. Al riguardo viene da chiedersi: chissà se qualcuno ci saprà mai spiegare come mai si assegnano così tanti punti (fino a 9) a detti titoli, quasi la metà rispetto all’abilitazione e/o al superamento di un concorso tanto difficile e complesso, visto che all’ultimo concorso molti docenti in possesso di tali certificazioni sono stati bocciati proprio per non aver raggiunto il punteggio minimo ai test in lingua straniera e/o hanno ottenuto, alla prova orale in lingua straniera, voti appena sufficienti.

In conclusione, per essere assunti, non è bastato conseguire l’abilitazione da bravi ragazzi nel rispetto delle norme vigenti, non è bastata la sentenza europea circa i 36 mesi di servizio e non è bastato neppure vincere un concorso difficilissimo.

E allora, bando ai sentimentalismi, si prosegua pure a vanificare la competizione sui titoli con l’appiattimento a 60 punti e si mandino tutti, indistintamente, ai nastri di partenza della sola prova orale, con tanti saluti alla politica del merito tanto sventolata con l’approvazione della legge sulla buona scuola che, promuovendo il ripristino delle procedure concorsuali, generosamente insabbiate per troppi anni, vuole (oops, scusate: vorrebbe) essere informata a principi di democrazia ed equità.

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