Vincere il bullismo: Rally, un workshop permanente che attraversa l’Italia: un’UdA per costruire percorsi virtuosi

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Si chiama “Rally: giovani in pista per vincere l’esclusione sociale” il workshop permanente creato dal professore Filippo Nobile, di origine palermitana, docente di discipline “Tecniche di Comunicazione e Relazione” all’ I.S.I.S. Bonaldo Stringher di Udine, guidato dalla professoressa Monica Napoli icona di rinnovamento e attenzione allo sviluppo integrale degli allievi e della comunità in cui si opera.  Rally, finanziato dal Rotary Club Palermo Montepellegrino, che ha messo a disposizione anche le professioni di cui dispone, è l’idea di Filippo Nobile che fa da collegamento ideologico e operativo all’operazione di formazione che, in tre diverse giornate, ha messo assieme alunni e docenti di istituti d’istruzione superiore da Palermo a Udine, proprio. RALLY consente agli studenti di creare una cultura che sfida il bullismo, online e di persona. Gli studenti sono dotati di strategie socialmente credibili per agire e unirsi insieme, invece di restare a guardare facendo sulle competenze maturate in aree diverse del nostro Paese.

Il workshop permanente che accompagnerà gli alunni delle classi25

Il workshop permanente che accompagnerà gli alunni delle classi in cui opera (in orario curriculare, naturalmente) e gli studenti delle 80 classi collegati da tutta Italia assicurerà ai futuri cittadini e uomini:

  • Una comprensione condivisa del bullismo nelle sue varie forme, comprese quelle online, verbali, fisiche e relazionali;
  • Un’alfabetizzazione costruita sul motivo per cui si verifica il bullismo ed empatia per coloro che ha un impatto;
  • Una migliore riflessione sul ruolo che hanno svolto in precedenza in situazioni di bullismo e analisi delle strategie adottate per intervenire in sicurezza invece di stare a guardare.

L’evento: dalla Sicilia al Friuli

Erano 2000 gli studenti, 81 le classi e 5 gli istituti collegati da due regioni italiane, il Friuli Venezia Giulia e la Sicilia, per dare il via a quello che il professore Filippo Nobile, di origine palermitana, docente di discipline “Tecniche di Comunicazione e Relazione” all’I.S.I.S. Bonaldo Stringher di Udine, guidato dalla professoressa Monica Napoli, ha chiamato “Rally: giovani in pista per vincere l’esclusione sociale” il workshop permanente che fa da filo conduttore all’operazione di formazione che, in tre diverse giornate, ha unito e unirà, in uno slancio ideale, alunni e docenti di istituti d’istruzione superiore di Palermo, Monfalcone (GO) e di Udine e l’Istituto Comprensivo Statale “Renato Guttuso” di Carini (PA). “Rally” consente agli studenti, in progress, di creare una cultura che sfida il bullismo e il cyberbullismo e vince. “Gli studenti sono dotati di strategie socialmente credibili per agire e unirsi, insieme invece di restare a guardare facendo sulle competenze maturate in aree diverse del nostro Paese” ha affermato il professore Filippo Nobile, referente del suo istituto per il contrasto al Bullismo e al Cyberbullismo. Il primo incontro dal titolo “Bullismo e Cyberbullismo: il ruolo della Polizia di Stato” ha visto relatore il Dott. Salvatore Biondo, Commissario Capo Questura di Trapani. Un incontro per parlare e fare il punto sulla lotta ai crimini informatici e al cyberbullismo. Hanno portato il loro saluto il Prof. Vincenzo Caico, DS Liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone (GO); la Prof.ssa Chiara Di Prima, DS Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Palermo; la Prof.ssa Valeria La Paglia, DS dell’Istituto Comprensivo “Renato Guttuso” di Carini (PA); la Prof.ssa Monica Napoli, DS ISIS “Bonaldo Stringher” di Udine; la Prof.ssa Carmela Piraino, DS ISIS “Sandro Pertini” di Monfalcone (GO). Nel suo saluto iniziale il presidente del Club Rotary Palermo Montepellegrino  ha sottolineato come l’evento nasca dalla cognizione della necessità di promuovere maggiore consapevolezza nei confronti di un fenomeno che ha gravi ripercussioni sullo sviluppo psicologico e fisico degli studenti e di tutelare gli studenti adottando programmi efficaci di prevenzione, in grado di garantire il diritto di apprendere e maturare in ambienti scolastici sicuri e sani. “Nel nostro Paese, ha sottolineato, l’impegno contro il bullismo fa parte di un’azione più ampia di contrasto alla marginalizzazione degli studenti vulnerabili e alla povertà educativa che fa leva, in un’ottica di sistema, sul coinvolgimento dei genitori, degli insegnanti e dell’intera comunità educativa”.

I ragazzi devono crescere sul piano della coscienza civile e dei valori condivisi

“I ragazzi devono crescere sul piano della coscienza civile e dei valori condivisi. Chi pratica questi atti si mette al di fuori di queste virtù. Noi dobbiamo contribuire a contrastare e prevenire questi fenomeni, con il nostro impegno quotidiano e la nostra determinazione. A scuola dobbiamo stare bene. I nostri alunni e noi stessi dobbiamo stare bene. Deve sentirsi incluso e ben accolto” ha commentato il dirigente scolastico professore Vincenzo Caico.

Un nuovo modo per affrontare la questione relativa al bullismo e al cyberbullismo

“Questo appuntamento, caro prof. Nobile, ha un grande valore sociale. Siamo orgogliosi di essere presenti in questa giornata storica che segna un’alleanza educativa e formativa che si stringe idealmente e fattivamente tra le scuole partecipanti. Non è mai troppo parlare di questo fenomeno” ha sottolineato il dirigente scolastico professoressa Chiara Di Prima. E continuando “Il liceo scientifico Gallileo Galilei, attraverso la peer education, è riuscito a dar vita ad un nuovo modo per affrontare la questione relativa al bullismo e al cyberbullismo perché i giovani che parlano con i pari hanno un approccio maggiormente condiviso ed efficace, piuttosto che il monito e le misure disciplinari dell’adulto. Lavorare alla comunicazione efficace deve essere il nostro principale impegno”.

Garantire percorsi efficaci di educazione alla salute, di educazione al benessere, di educazione allo stare bene fisico

“Rispetto agli altri colleghi noi del I ciclo ci troviamo ad impegnarci con alunni che vivono un momento difficile della loro vita. La preadolescenza, appunto , che li rende più vulnerabili, in taluni casi, e, al contempo, più aggressivi” ha precisato la dirigente professoressa Valeria La Paglia; e continuando “L’utilizzo degli strumenti informatici li rende più vulnerabili” (…) “ecco perché la mia scuola si è impegnata, attraverso attività specifiche, in una sorta di curvatura del curriculo di educazione civica, per garantire percorsi efficaci di educazione alla salute, di educazione al benessere, di educazione allo stare bene fisico e allo stare bene mentale, di educazione sportiva”.

Utilizzare e promuovere il sapere consapevole in maniera tale da promuovere tutti gli aspetti positiv

“Io ritengo che sia necessario utilizzare e promuovere il sapere consapevole in maniera tale da promuovere tutti gli aspetti positivi dei nostri alunni (…) alunni che spesso non hanno perfetta consapevolezza della modalità con la quale utilizzare gli strumenti tecnologici e informatici” ha sottolineato la dirigente scolastico professoressa Monica Napoli che continuando ha precisato, saggiamente, come “consapevolezza non vuol dire togliere mezzi ai ragazzi ma permettere loro di utilizzare la tecnologia in maniera positiva”. E continuando “il benessere è fondamentale per i nostri ragazzi; la scuola per loro è la seconda casa. Non possiamo accettare che ci sia qualcuno che teme l’ambiente scolastico, che teme i contatti con i compagni. La scuola è il luogo nel quale vivere positivamente, in armonia, con gioia i contatti molteplici che sono offerte quotidianamente”.

Questo momento è la testimonianza della volontà, della necessità che la scuola d’Italia ha di riunirsi

Ha precisato la dirigente scolastico professoressa Carmela Piraino che “Questo momento è la testimonianza della volontà, della necessità che la scuola d’Italia ha di riunirsi, di condividere buone pratiche, di mettere i ragazzi al centro delle nostre attività, perché il tempo che i ragazzi vivono a scuola è un tempo importante, all’interno del quale, e noi dobbiamo aiutarli, definiscono la loro personalità”; e rivolgendosi agli alunni “cari ragazzi voi dovete far sentire la vostra voce, che è importante, è far sentire le vostre emozioni certi che ci sono, accanto a voi, adulti, attenti alle vostre esigenze”.

Il cybercrime è in continua evoluzione e l’attività della Polizia non conosce sosta

Di pregio gli interventi degli studenti coordinati dai referenti d’Istituto per il “Contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo”: la Prof.ssa Renata Barbagallo, del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Palermo; la Prof.ssa Anna D’Elia, del Liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone (GO); la Prof.ssa Lucia Indelicato, dell’ISIS “Sandro Pertini” di Monfalcone (GO); il Prof. Filippo Nobile, dell’ISIS “Bonaldo Stringher” di Udine e la prof.ssa Simona Ferraiolo dell’ICS “Renato Guttuso” di Carini (PA). “Il cybercrime è in continua evoluzione e l’attività della Polizia non conosce sosta – afferma il Commissario Capo dottore Salvatore Biondo della Questura di Trapani – affrontando casi di sexting, grooming, body shaming e cyberbullismo, solo per citare alcuni fenomeni: in quanto Polizia di Stato, riteniamo importante ribadire il nostro massimo impegno nel tutelare le vittime di situazioni complesse e talora drammatiche. Spesso le vittime di cyberbullismo – continua Biondo – vivono situazioni di profonda solitudine e possono quindi tardare nel rivolgersi alle autorità competenti. Desideriamo esortarle affinché lo facciano con tempestività, evitando pericolose complicazioni e spezzando il proprio isolamento attraverso il supporto qualificato delle istituzioni”.
Argomenti come il bullismo e il cyberbullismo sono generalmente visti come piuttosto irritabili dagli studenti delle scuole. I workshop nei quali lavorare devono invece essere progettati, come quello creato dal professore Filippo Nobile, nelle classi in cui opera, per abbattere questo stigma iniettando divertimento, attività partecipative e discussioni oneste facilitate dai giovani studenti, nel ruolo di presentatori, che siano capaci di scardinare i cliché a cui si è abituati. “Bisogna sforzarsi di costruire empatia, consapevolezza di sé e resilienza creando spazi in cui gli studenti possano riflettere in sicurezza sul comportamento passato, esplorare esperienze condivise e trovare nuovi modi per promuovere l’appartenenza” ha commentato il docente dello Stringher di Udine.

Abbiamo creato una squadra di Cyber Angels

Di particolare interesse l’intervento di un alunno del Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Palermo che ha raccontato l’esperienza maturata nella scuola. “abbiamo creato una squadra di Cyber Angels, angeli contro il Bullismo sul web e sui social network come Facebook, Whatsapp, Snapchat,Tik Tok costituita da persone in carne e ossa; da noi studenti, appunto. Di studenti cioè che siamo diventati educatori tra pari con gli altri studenti della scuola per fronteggiare il fenomeno del cyberbullismo, secondo il principio della “Peer Education” che si basa sul principio che la nostra partecipazione attiva nei loro processi decisionali incrementi in modo efficace il raggiungimento non solo degli obiettivi prefissati ma anche il controllo critico su altri aspetti della vita quotidiana”. Un plauso particolare ai giovanissimi alunni della 5F Prima del plesso Vanni Pucci dell’ICS “Renato Guttuso”, che nonostante piccolissimi hanno centrato l’argomento con gli interventi di Gabriel Megna e di Dalila Puntaloro. Di spessore le conclusioni del presidente del Rotary Palermo Montepellegrino: “Ragazzi, quando accendete il telefono, connettetevi con il mondo e soprattutto connettete il cuore. E ricordate, sempre, qualsiasi cosa facciate, adesso e sempre nella vita: “io sono l’altro”».

Sviluppare l’alfabetizzazione contro i fenomeni che determinano aggressività

Completa l’intervento educativo, il programma REWRITE. Rewrite è una potente opportunità di sviluppo per gli studenti senior per sviluppare l’alfabetizzazione contro i fenomeni che determinano aggressività ed esclusione, discriminazione e isolamento anche comunicativo e capire come possono agire sulla diversità, il pregiudizio, la discriminazione e il pregiudizio inconscio che taluni fenomeni esasperano e le cui conseguenze indeboliscono.

“Riscrivere” permette agli studenti di:

  • sviluppare una maggiore alfabetizzazione su questioni di discriminazione, pregiudizio e inclusione sociale
  • Costruire consapevolezza di privilegio ed empatia per le persone con voci meno ascoltate, nonché coltivare auto-empatia per le proprie esperienze di emarginazione
  • Identificare le vie per l’alleanza e autorizzare ad agire per combattere la discriminazione basata sui pari e più ampiamente nelle comunità, specie virtuali, in cui opera.

Bisogna sforzarsi di costruire empatia

Argomenti come il bullismo e il cyberbullismo sono generalmente visti come piuttosto irritabili dagli studenti delle scuole. I workshop nei quali lavorare devono invece essere progettati, come quello creato dal professore Filippo Nobile, nelle classi in cui opera, per abbattere questo stigma iniettando divertimento, attività partecipative e discussioni oneste facilitate dai giovani studenti, nel ruolo di presentatori, che scardinano i cliché a cui si è abituati. “Bisogna sforzarsi di costruire empatia, consapevolezza di sé e resilienza creando spazi in cui gli studenti possano riflettere in sicurezza sul comportamento passato, esplorare esperienze condivise e trovare nuovi modi per promuovere l’appartenenza” ha commentato il docente dello Stringher di Udine, di origine palermitano, un modello educativo e formativo di alto rilievo.

“Apprendere, Comprendere, Amare” per prevenire

Il secondo degli incontri programmati vedrà relatore il Prof. Luigi Berlinguer, già Ministro dell’Istruzione, attualmente Presidente del Comitato per lo sviluppo della Cultura scientifica e tecnologica e Presidente del Comitato Nazionale per l’apprendimento pratico della musica per tutti gli studenti. I lavori saranno introdotti dalla prof.ssa Angela Ferraro, Presidente dell’Associazione di Formazione Valier, Roma. Porgeranno il loro saluto il Prof. Vincenzo Caico, DS Liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone (GO); la Prof.ssa Chiara Di Prima, DS Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Palermo; la Prof.ssa Valeria La Paglia, DS ICS “Renato Guttuso” di Carini (Pa); la Prof.ssa Monica Napoli, DS ISIS “Bonaldo Stringher” di Udine; la Prof.ssa Carmela Piraino, DS ISIS “Sandro Pertini” di Monfalcone (GO). Interventi programmati quelli dei referenti d’Istituto per il “Contrasto del fenomeno del bullismo e del cyberbullismo”: Prof.ssa Renata Barbagallo, Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Palermo; Prof.ssa Anna D’Elia, Liceo Scientifico “Michelangelo Buonarroti” di Monfalcone (GO); Prof.ssa Simona Ferraiolo, Istituto Comprensivo “Renato Guttuso” di Villagrazia di Carini (Pa); Prof.ssa Lucia Indelicato,  ISIS “Sandro Pertini” di Monfalcone (GO); Prof. Filippo Nobile, ISIS “Bonaldo Stringher” di Udine.

Quale approccio utilizzare

A seguire una serie di indicazioni metodologiche relative agli approcci da utilizzare nel progetto ideato dal professore Filippo Nobile.

Affronta le questioni sociali

Forniamo agli studenti le competenze per navigare in (cyber)bullismo e consenso online, abbattere i pregiudizi, creare inclusione e gestire la propria salute mentale.

Apprendimento del non dire

Attraverso giochi di ruolo, attività, esperimenti e discussioni interattive, le intuizioni chiave sono guidate dagli studenti e i messaggi chiave vengono realizzati in modo sicuro attraverso l’apprendimento esperienziale.

Concentrazione basata sui punti di forza

I workshop si concentrano sulla creazione di norme positive. L’obiettivo è aumentare la consapevolezza sociale e di sé degli studenti e creare un ambiente in cui la diversità sia celebrata.

Il bullismo in un’UdA

L’UdA che vi proponiamo è stata realizzata dai docenti del brillante Polo Professionale di Cassino – I.I.S. San Benedetto di Cassino. Denominata “Il bullismo” è un viaggio per comprendere il fenomeno e per comprendersi. Perfettamente utilizzabile, in parte, nel più vasto intervento di cui si è parlato.

UDA INTERDISCIPLINARE CLASSI II Il bullismo

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