Vigilanza alunni all’uscita da scuola, Istituti alla ricerca di soluzioni: dalla modifica dei Regolamenti alla delega plurima

di redazione
ipsef

item-thumbnail

La vigilanza degli alunni all’uscita da scuola è ormai divenuto un tema su cui Miur, Governo e Parlamento non possono più tacere, ma intervenire per ridare serenità alle istituzioni scolastiche, come affermato dal segretario della Uil Pino Turi.

Vigilanza alunni all’uscita da scuola, Turi (UIL): “Restituire serenità all’interno della comunità scolastica, attraverso una corretta lettura delle diverse norme”

Dopo la sentenza della Cassazione, che ha condannato dirigente e docente (dell’ultima ora) per la morte di uno studente, le istituzioni scolastiche stanno cercando di affrontare il problema in vari modi: dal rispetto rigoroso di quanto discende dall’articolo 591 del codice penale, con conseguente comunicazione ai genitori di ritirare personalmente o tramite delegato i propri figli al termine delle lezioni, alla presenza del vigile urbano davanti l’ingresso dell’edificio scolastico per far salire sullo scuola-bus gli alunni, alla revisione del Regolamento di Istituto.

Vigilanza uscita studenti, a Nocera Inferiore sarà garantita dalla polizia municipale

Vigilanza e consegna studenti ai genitori dopo l’uscita, obbligati se scritto nel regolamento d’istituto

In altre scuole, come apprendiamo da “Il Messaggero – Civitavecchia”, si è cercato di ricorrere alla delega plurima, ossia un genitore che a turno si faccia carico di tutti i compagni del figlio, ipotesi bocciata dalle famiglie.

Il problema è di notevole importanza, soprattutto nella scuola secondaria di I grado, e va affrontato. Intanto, però, la rilettura della normativa di riferimento potrebbe in qualche modo indicare la linea da seguire, come indicato dal segretario della Uil Scuola, Pino Turi, che ha chiesto un apposito incontro al Miur.

Studenti ed uscita da scuola: dall’abbandono di minore ai regolamenti d’istituto e patto di corresponsabilità. Facciamo il punto

Petizione modifica legge abbandono minore. Non si consideri tale la normale attività autonoma dei bambini

Versione stampabile
Argomenti:
anief
soloformazione