Vietina (FI): dall’innalzamento dell’obbligo scolastico all’ammodernamento dei programmi. Proposta di legge

di Nino Sabella
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“Mentre aspettiamo chiarezza sui presunti tagli di 4 miliardi per la scuola pubblica, ho scelto di presentare come prima firmataria una proposta di legge-delega al Governo per riqualificare l’intero sistema scolastico nazionale secondo le linee direttive europee.

Fra i capisaldi della mia proposta ci sono l’innalzamento dell’obbligo scolastico a 18 anni, l’ammodernamento dei programmi del triennio della secondaria superiore, con reinserimento della geografia fisica e politica e della storia dell’arte, oltre al recupero della traccia di storia nell’esame di stato, il potenziamento dell’educazione linguistica e dell’insegnamento di storia delle religioni, per favorire una maggiore integrazione e la valorizzazione degli istituti tecnici e professionali, con percorsi integrati scuola-formazione-lavoro. Partendo da qui sarà possibile imprimere un nuovo impulso alla scuola pubblica italiana, avviando un percorso che ci allinei, per competenze e competitività, con gli altri Paesi dell’Unione Europea”.

Così Simona Vietina, docente e parlamentare di Forza Italia, nel presentare la proposta di legge-delega per la riforma scolastica.

“Lo scenario attuale della scuola pubblica – prosegue Vietina – vede il mondo dell’istruzione scollato dalle reali esigenze della società civile. Occorre un sistema scolastico che sia più formativo ed omogeneo. Un sistema dove si deve investire di più e in modo migliore, ben oltre l’attuale 3,9% del Pil, per rispondere ai parametri delle direttive europee e per rispettare i principi dettati dalla Carta di Lisbona, per promuovere la “persona”, garantire ai giovani la possibilità di accedere ai vari livelli di istruzione sostenendo il loro successo formativo. Oggi, e il dato è drammatico, si diploma solo il 42% dei giovani e si laurea solo il 12% di loro. Serve una scuola efficiente, dinamica, aperta alla società civile con una governance di qualità capace di promuovere le migliori risorse culturale del territorio dove opera; capace di produrre più cultura e sapersi rapportare con il mondo del lavoro, della formazione professionale e della ricerca scientifica e tecnologica con costante dialogo con il mondo dell’università e della ricerca. E occorrono, per questo rinnovamento, docenti preparati sia sulle loro materie di competenza con aggiornamenti continui, ma anche preparati “sul campo”, con profili professionali più articolati. Inoltre sarebbe opportuno affidare gli Istituti Scolastici a Dirigenti con provata esperienza professionale, con maggiori competenze tecniche ed amministrative”.

“Per questo ho stilato una proposta di legge-delega articolata in 10 punti che considero fondamentali per rinnovare l’istituzione a cui affidiamo la responsabilità di formare i cittadini di domani. Confido nell’attenzione del Governo e di altri colleghi parlamentari: solo rifondando dalle basi il nostro sistema scolastico potremo tornare competitivi sul piano globale”.

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