Videosorveglianza negli asili, Toccafondi: meglio puntare su selezione basata sull’attitudine professionale

di redazione
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Comunicato Toccafondi – “Il problema c’è, è reale, ma la risposta è sproporzionata perché si risponde con uno strumento, la videosorveglianza in ogni angolo, che rischia di generare o aumentare un clima di sfiducia e sospetto verso educatori e operatori sanitari.  Di questo passo arriveremo a metterle anche in tutte le classi scolastiche.

Chi sbaglia va punito e certo occorre tutelare le figure più deboli come bambini, anziani e malati, ma non si può mettere sul banco degli imputati intere categorie di lavoratori e professionisti”, così il deputato fiorentino Gabriele Toccafondi spiega la contrarietà all’art. 5 della norma che introduce la videosorveglianza in tutti gli spazi di asili e rsa.

“La soluzione non è nella logica fondata sul sospetto, che ci porterà diritti dritti a un Grande Fratello orwelliano- spiega Toccafondi – ma nella preparazione degli operatori e quindi in investimenti certi e costanti sulla loro formazione iniziale ed in itinere, e quindi in una selezione fondata sull’ “attitudine alla professione” da valutare sia all’inizio della professione sia dopo, in itinere, ovvero sugli altri articoli della proposta di legge”.

“La videosorvegliare può essere una soluzione – aggiunge Toccafondi – ma solo nel caso di situazioni particolari, nelle quali si hanno sospetti o denunce, come già oggi è possibile fare attraverso magistrati e forze dell’ordine. Deve cioè essere una soluzione “proporzionata” e “ragionevole”.

“Il vero pericolo è che se le istituzioni spingono le persone e non avere più fiducia nell’altro porteranno tutta la nostra comunità a vivere in un clima di sospetto e paura permanente, per cui saremo sempre più disposti a delegare libertà personali per chiedere sicurezza, finché non ci accorgeremo del prezzo che stiamo pagando in termini di libertà e democrazia” conclude Toccafondi.

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