Videogame, “ottimi insegnanti”. Insegnano a risolvere problemi e allenano alla vita adulta

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Uno dei principali esperti mondiali di competenze digitali e tecnologia nell’istruzione, Jordan Shapiro, ha affermato che i videogame sono degli ottimi insegnanti, contraddicendo quanto fin qui sostenuto da altri esperti anche di settori differenti.

Problema di qualità e non di quantità

Il problema, afferma Shapiro all’AGI, non è il tempo che i ragazzi passano davanti ai videogiochi, ma è la qualità dell’uso che se ne fa: “Dobbiamo insegnare ai nostri figli come utilizzare bene questi strumenti e non vedo come le restrizioni ci aiutino in questo”

Ma quali sono gli aspetti positivi nell’utilizzo dei videogiochi? Secondo Shapiro, i videogame insegnano, ad esempio,  a risolvere un problema e insistere. Inoltre,  “giocando i bambini si allenano alla vita adulta. E’ così che sviluppano le abilità sociali e le competenze emotive, che imparano a realizzare cose e acquisiscono consapevolezza di sé“.

No a contrapposizione tra mondo digitale e analogico

Shapiro sostiene che è un errore contrapporre mondo digitale e analogico, in quanto si tratta di due elementi che convivono e interagiscono. Gli strumenti digitali aiutano a a comunicare e a interagire.

Bisognerebbe, prosegue ancora Shapiro, massimizzare gli aspetti positivi e di limitare al massimo quelli negativi. Come genitori dobbiamo insegnare ai bambini come prendere il più possibile in modo attivo e minimizzare l’uso passivo. Non credo sia possibile entrare in contatto col mondo digitale (in modo sano) facendo separazioni nette.

Un altro consiglio fornito dall’esperto è quello secondo cui i genitori debbono assicurarsi che i figli utilizzino gli strumenti digitali in modo dignitoso. E’ necessario pertanto guidare i ragazzi nel mare magnum rappresentato dal mondo digitale.

In sintesi,  dobbiamo insegnare ai figli come utilizzare i succitati strumenti e non vietarli.

Ansia e depressione causata dai social media?

Per Shapiro  “Non ci sono prove che i social media siano la causa dell’aumento di diagnosi di depressione e ansia tra i più giovani”.

L’abbandono dei vecchi giochi, secondo l’esperto, crea ansia nei genitori ma –  prosegue – per il bene dei miei figli, metto da parte l’istintiva paura del cambiamento. Devo ammettere che la maggior parte di noi genitori, insegnanti, assistenti all’infanzia – persino politici – la vede in maniera sbagliata. Nonostante siamo perfettamente consapevoli che ogni generazione può e deve avere i propri giochi, siamo facilmente sedotti dalla nostalgica fantasia di un’infanzia che rispecchi quella che ricordiamo. Speriamo di vedere nei bambini il riflesso della nostra giovinezza.

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