Vicepreside aggredito: non ho reagito per non venire meno ai miei insegnamenti sul rispetto delle regole e sulla non violenza

di redazione
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Il vicepreside, colpito sabato scorso alla testa e all’addome da pugni dati dal genitore di un alunno rimproverato il giorno prima, ha risposto all’Ansa sul perché non avesse reagito quel giorno alla violenza.

“Perchè non ho reagito? Perchè avevo gli occhi del figlio di chi mi stava aggredendo e dei miei ragazzi addosso. Noi abbiamo fatto tante lezioni sul rispetto delle regole e sul linguaggio non violento, reagendo avrei annullato tutto quello che avevo cercato di insegnare loro e non me lo sarei mai perdonato”.

“Il genitore di quel ragazzo si è fatto spazio, io stavo entrando in classe, mi ha raggiunto e mi è venuto addosso”, racconta il docente. “Perchè invece di tutto questo non mi ha chiesto di parlare?”, aggiunge.

A scuola il professor Pasquale Diana tornerebbe “anche domani” ma – spiega – “sono in convalescenza”. “Ho però il dovere di spiegare ai ragazzi quello che è successo. E’ necessario – aggiunge – che io mi incontri con loro al più presto”.

“La nostra scuola è in prima linea nelle battaglie contro il bullismo e la violenza – racconta Diana – sabato prossimo, ad esempio, a scuola era già previsto un incontro con il procuratore”. “Noi – conclude – siamo molto attenti a questi temi e questo episodio di violenza davanti ai ragazzi non doveva proprio avvenire”.

Vicepreside rimprovera un alunno, genitore lo colpisce con un pugno. “Gli insegnanti ormai considerati poco autorevoli”. Fedeli “fatti gravi”

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