Vicaria vince concorso dirigente, tutto in forse dal Tar Lazio. Come spiegherò a studenti fiducia in istituzioni?

Era diventata una dirigente scolastica, dopo anni di studio e di sacrifici. Ora, si chiede, “come spiegherò senza piangere ai miei studenti che devono avere fiducia delle istituzioni?

È questa la conclusione di un intervento pubblicato dalla professoressa Maria Clotilde Di Benedetto, docente presso l’Istituto Comprensivo “Portella della Ginestra” di Vittoria (siamo in provincia di Ragusa) e vicaria del dirigente, pubblicato sul portale giuridico avvocatirandogurrieri.it, con cui collabora. E ha il sapore amaro della beffa il quesito che la professoressa Di Benedetto si propone già nell’incipit, e che propone ai lettori del portale, con cui pure collabora da tempo come opinionista: “Concorso annullato, tutti a casa?”. Un quesito che rimanda all’annullamento ad opera del TAR del Lazio del concorso per dirigenti scolastici, a causa di alcune irregolarità che hanno provocato effetti a cascata su tutti i concorrenti a livello nazionale, dalla Lombardia alla Sicilia. A Vittoria, per l’appunto, nel nostro caso.

Che cosa sia successo ormai tutta Italia lo sa. Pochi tuttavia riescono a immaginare la portata e la furia dei sentimenti che possono investire chi s’era dato anima e corpo allo studio per superare un concorso difficile e impegnativo e che vede perdere tutto per motivi, che sebbene siano da rispettare come tutte le sentenze, lasciano l’amaro in bocca quando appaiono ben lontani dalla posizione e dalla responsabilità personale dei singoli candidati. “Lo scorso 2 luglio – spiega la professoressa Di Benedetto, ripercorrendo le ultime fasi del procedimento giudiziario culminato con la sentenza – il Tar del Lazio, esprimendosi sui ricorsi presentati da alcuni candidati al concorso per Dirigente Scolastico, ha dichiarato illegittime la commissione e le sottocommissioni riunite nella plenaria al termine della quale furono redatte le griglie di valutazione delle prove e i quesiti di lingua straniera perché c’erano delle irregolarità. Infatti, tre componenti nominati erano incompatibili con la nomina: uno aveva incarico da sindaco e altri due impegnati in attività di formazione per il concorso”. E così, prosegue la professoressa, “un colpo di spugna cancella due anni di studio e fatiche, notti insonni a simulare le risposte alle ‘batterie’ dei 4mila test a risposta multipla delle preselettive per accedere alla prova scritta. Mesi di formazione, viaggi e soldi spesi per far parte dei 9700 ammessi all’orale”.

Poi, “ancora sui libri a preparare l’orale e, infine, l’agognata vittoria: sono diventata Dirigente Scolastica. Ma non avevo fatto i conti con l’Italia dei ricorsi. Abbiamo scherzato, tutto da rifare. Il ministro Bussetti dice di capire come si possano sentire i 2900 vincitori del concorso che hanno superato tutte le prove. Ma è normale che un concorso pubblico per il reclutamento di dirigenti scolastici transiti necessariamente e puntualmente per le aule dei tribunali? Eppure ci risiamo. Il percorso del candidato – ammesso o no alle prove – deve comunque prevedere l’inevitabile ricorso alla magistratura – con l’alea, l’esborso e la precarietà che tutto ciò comporta – dal momento che l’incertezza del diritto la fa da padrona. Se viene ammesso o no, non è detto che il suo non si trasformi in un calvario burocratico, tra avvocati, ricorsi e attese.

Insomma, una corsa ad ostacoli snervante tra ricorrenti, vinti e vincitori, dove tutti abbiamo perso. Rimane l’unica certezza che, al prossimo concorso, ci si ritroverà esattamente nelle medesime condizioni, senza che nessuno faccia nulla per prevenirle. Sarebbe senza dubbio un problema che l’intera tornata concorsuale venisse annullata; ma perché arrivare a tanto, senza prevedere in tempo utile possibili problemi?”. Ma ora c’è da gestire il presente, anche sul piano emotivo oltre che su quello professionale. “A Vittoria, dove ho insegnato per tanti anni all’Istituto Comprensivo Portella della Ginestra – è questa la conclusione della professoressa Di Benedetto – farò molta fatica a trovare le parole giuste, equilibrate, e che non tradiscano emozioni, quando dovrò ribadire ai miei ragazzi che occorre avere fiducia nelle istituzioni. Dovrò impormi di non piangere”.

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