Viaggio tra i regolamenti scolastici. Dal divieto del gioco della palla all’obbligo di indossare la pettorina in gita. Lettera

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Inviata da Daniela Dominici – Chissà cosa penserebbero Maria Montessori e Mario Lodi se leggessero alcuni dei regolamenti scolastici per la sicurezza. Sicuramente non ne sarebbero orgogliosi. Eppure, tanto hanno detto e scritto e con loro una miriade di pedagogisti e insegnanti.

Ma diciamolo pure. Non ci vuole un genio per capire che i bambini hanno diritto a muoversi ed esercitare serenamente la loro autonomia. Certo, a piccoli passi e sotto la supervisione degli adulti, in ambienti idonei e con le dovute cautele. Ma rendere tutto questo possibile spetta a noi professionisti e istituzioni, soprattutto dopo due anni di pandemia.

Ed invece succede ancora che indicazioni scolastiche non permettano di alzarsi dal banco durante il cambio-insegnante o di festeggiare il compleanno di un compagno. Non va di certo meglio ai docenti, chiamati ad esercitare un’attività di controllo, continua e persistente, al fine di ridurre al minimo e prevenire ogni rischio e pericolo. Dalla raccolta dei sassi in giardino all’obbligo di indossare scarpe antinfortunistiche in caso di spostamento dei banchi.
Ma voi ve lo immaginate? Quando è successo che abbiamo pensato una scuola così? Esistono realmente o sono solo sulla carta?

Quello che viene fuori leggendo i regolamenti sulla sicurezza è spesso un bisogno recondito che forse appartiene un po’ a tutti noi. Nella vita di ogni giorno e, in particolare a scuola, nessuno deve farsi male e se mai dovesse succedere, perchè succederà, allora c’è un colpevole. In caso contrario è necessario dimostrare che sono state messe in atto tutte le azioni utili e possibili per evitare che quell’incidente accadesse. Detto in poche parole “Non
far nulla che possa arrecare fastidio e tutto andrà bene.”

Ma siamo sicuri che questo togliere, vietare e semplificare sia garanzia di salute e benessere? Meglio rischiare un ginocchio sbucciato correndo in giardino o restare in classe seduti tutto il tempo con il corpo intatto e la mente affaticata?

Penso in realtà che una scuola in cui si rispettano tutte queste regole non esista. E questo si deve al buon senso di molti docenti, a quell’istinto primordiale di azione che c’è in ognuno di noi che spinge a fare ed osare, anche mandando al bando qualche regola. Resta il fatto che non sono più accettabili divieti e obblighi del genere. Se ci sono docenti e alunni coraggiosi è anche vero che i regolamenti sono fatti per essere rispettati. Per vivere con maggiore serenità la scuola e avere un regolamento che possa tutelare alunni e docenti senza limitare la vita quotidiana scolastica credo sia necessario leggere i regolamenti delle nostre scuole e far notare indicazioni desuete e contro ogni logica.

E allora buon anno scolastico e soprattutto buona lettura…dei regolamenti.

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