“Viaggio nell’istruzione degli Adulti in Italia”: online il secondo volume educazione degli adulti

Pubblicata, questa mattina, la seconda tappa del “Viaggio nell’Istruzione degli Adulti in Italia“. Un percorso iniziato solo due anni addietro, con la pubblicazione del primo volume dal titolo Alla scoperta di esigenze, problemi e soluzioni.

In questo secondo volume, che ha come sottotitolo “Luoghi, strumenti e sperimentazioni”, il gruppo di ricerca dell’Indire approfondisce la conoscenza di alcuni ambienti di apprendimento, sia fisici, come il carcere, che virtuali, come la piattaforma Adulti informazione, e di strumenti dedicati di progettazione, come quello finalizzato alla realizzazione di Unità di Apprendimento, tanto indispensabili ai docenti. Questo campo di ricerca verte sull’educazione degli adulti e sull’apprendimento permanente, ponendo particolare attenzione ai Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti (CPIA). La seconda parte di questo volume è dedicata ai risultati di CARTOONEDU 3.0, progetto che ha come filo conduttore la produzione degli audiovisivi per l’alfabetizzazione di adulti stranieri che l’Indire ha realizzato con il CPIA 4 di Roma.

La ricerca

La ricerca, nelle sue diverse articolazioni, è indirizzata tanto a progettare e a sperimentare proposte per l’innovazione e lo sviluppo dei CPIA, quanto a documentare le buone pratiche emerse, mettendo i Centri Provinciali nella possibilità di poter condividere le migliori azioni di sistema attuate, tenendo conto della realtà territoriale nella quale ciascuno di essi si trova ad agire.

L’educazione degli adulti non si esaurisce tuttavia con l’attività dei CPIA: la ricerca tiene conto anche degli scenari europei in sinergia con EPALE, la community online multilingue per i professionisti dell’Adult education. Il dialogo con le realtà europee riguardo alle azioni intraprese all’estero e alla produzione scientifica internazionale è un aspetto che fa da trait-d’union tra la realtà italiana e quella europea. Obiettivo della ricerca è quello di promuovere e sperimentare soluzioni che possano elevare la qualità di questa particolare forma di realtà educativa.

L’apprendimento, lungo tutto l’arco della vita

Come si legge nell’introduzione nel senso dell’apprendimento, lungo tutto l’arco della vita, “confluisce, diventandone una parte rilevante e peculiare, l’apprendimento che riguarda gli adulti. Categoria ormai difficile da definire, perché fortemente variabile sia nella sua data di inizio che in quella di fine, in ragione di fatti non solo demografici ma sociali, e, addirittura, psicologici”.

È la stessa indroduzione degli autori Annamaria Cacchione, Fausto Benedetti a dettagliare meglio il contenuto del volume. La prima parte del lavoro è dedicata a questioni teoriche e metodologiche: la INTRODUZIONE 11 riflessione sul tipo di didattica adatta agli adulti, l’importanza dei metodi di insegnamento attivi, la prospettiva generale del lifelong learning, la gestione attenta della componente “età” in quello che viene definito Age Management. La seconda parte ci descrive più da vicino l’organizzazione dei CPIA: da un lato, il loro sforzo verso il miglioramento continuo e la qualità, dall’altro, la loro identità a valle della storia, ormai lunga, dei gloriosi corsi serali italiani.

Dove imparare: i CPIA

Se imparare è però diventato un dovere per tutti e a tutte le età, ci dobbiamo necessariamente chiedere dove possiamo farlo. L’adulto che impara lo fa, spesso, sul lavoro, ma questo apprendimento è aleatorio, non organizzato, senza obiettivi definiti. Le scuole non sono adatte a questo scopo, né lo sono, se non in parte, le università. È in realtà ai Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, i CPIA, che questa delicatissima funzione è affidata – centri spesso poco conosciuti persino agli addetti, centri dall’identità ancora incerta anche a seguito delle riforme che si sono succedute, e della mancanza, ancora oggi, di un percorso preciso di formazione di coloro che vi lavorano. I CPIA in Italia sono quelli, dunque, che devono affrontare questo compito enorme: offrire agli adulti che vivono in Italia la formazione di cui hanno bisogno. Ritornano i due grandi problemi già citati: quali adulti – quali esigenze, quali problemi – e quale formazione – per cosa, in che modo.

Immigrati, adulti italiani ma anche giovani adulti

Nell’introduzione si fa chiarezza su questo nuovo variegato mondo della formazione. Ai CPIA si rivolge oggi un pubblico impensabile soltanto una decina di anni fa: in prevalenza sono adulti extracomunitari, mentre gli adulti italiani sono diventati una minoranza. Si aggiungono però i giovani adulti fuoriusciti dalle scuole “normali”, reduci da pluribocciature e con la motivazione e l’autostima sotto i piedi. Ci chiediamo allora: ma chi sono queste persone che accomuniamo sotto l’etichetta di adulti? In cosa si somigliano gli studenti dei CPIA, che ci appaiono – e sono – così diversi tra loro? È una questione di età o di altro? E come sono gli adulti “dall’altra parte”, quelli ai quali è affidato il compito di istruirli? Parte da queste domande, apparentemente semplici, il nostro viaggio alla scoperta degli adulti in formazione, oggi, in Italia. È un viaggio alla ricerca di luoghi, istituzioni, persone, problemi e soluzioni. I CPIA sono un luogo ma anche un crocevia: sia perché vi si incontrano persone che provengono da luoghi e situazioni le più disparate, sia perché vi si incontrano, e spesso scontrano, esigenze, problemi e volontà in conflitto tra loro.

I focus group

Raccontano, come nel primo volume, i focus group che hanno realizzato con il personale dei CPIA. “Le loro parole ci hanno fatto entrare direttamente nel cuore del sistema – affermano gli autori -: abbiamo “visto” cosa succede in carcere, abbiamo “incontrato” donne arabe analfabete, abbiamo seguito piccole eroiche sperimentazioni a fronte di carenze strutturali ancora enormi. Le domande-stimolo che abbiamo posto loro ci hanno inoltre guidato nella conoscenza “dal vivo” delle principali innovazioni della riforma: la progettazione didattica per unità di apprendimento, il patto formativo, la formazione a distanza. Infine, presentiamo la testimonianze di opinion leader – manager, psicologi, dirigenti scolastici – che hanno a che fare quotidianamente con gli adulti in qualità di pazienti, studenti o lavoratori. Lasciamo quindi il presente lavoro al giudizio del lettore. Certamente, in qualità di adulti attenti, sappiamo di avere ancora molto da imparare, soprattutto nel caso in cui il lavoro possa essere considerato valido”.

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