Viaggi d’istruzione, una mamma: “Facciamo sacrifici, ma è importante che mio figlio possa andare a sciare”

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Il ritorno dei viaggi educativi e delle escursioni scolastiche, dopo lo stop imposto dall’emergenza Covid-19, sta rappresentando una difficoltà per molte istituzioni scolastiche a causa dell’incremento dei costi di trasporto e dei preventivi delle agenzie turistiche.

A La Repubblica interviene una madre di due studenti in una scuola media ad Ancona. Il figlio più grande deve partecipare alla settimana bianca, che costa 530 euro per quattro giorni. La madre afferma che anche se la spesa è impegnativa, preferiscono fare a meno di altre cose superflue per garantire questa opportunità ai loro figli. Questa scelta viene fatta da molte famiglie, e crede che sarebbe utile se ci fosse un sostegno per chi non ce la fa.

La scuola permette di rateizzare l’importo, ma c’è sempre qualcuno che non può partecipare. La madre ritiene che le gite e le uscite scolastiche siano importanti per la crescita e la socializzazione dei ragazzi, soprattutto dopo la pandemia che ha avuto un impatto negativo sulle loro capacità di costruire relazioni. Sostiene che ci sono solo aspetti positivi nell’investire di più sulle gite scolastiche per permettere a tutti di partire con i compagni.

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