Via le buste dal colloquio, ma cosa cambia? Lettera

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Inviato da Annamaria Meterangelis – Spett.le OS. sono una docente di liceo e per 30 anni ho sempre partecipato (da commissaria interna o esterna) agli esami di Stato.

Vorrei proporre un altro punto di vista sulla questione “disparità” emersa nell’articolo: “Via le Buste dal Colloquio” in cui il Presidente Giannelli dell’ANP afferma che ” […] le buste garantivano al massimo la parità di trattamento […]”.

Ecco, a mio parere, invece è proprio il contrario. Le buste non garantivano la parità di trattamento neanche… al minimo! Anzi, hanno creato disparità tra gli studenti perché -sebbene organizzate per nuclei tematici- lo spunto di partenza inserito nelle buste (una foto, una poesia, un quadro, una formula) era attinente comunque ad una disciplina. Pertanto, la partenza era assolutamente penalizzante da chi, per esempio al Liceo delle Scienze Umane, pescava una formula, rispetto a chi invece pescava una poesia e/o un quadro etc.

Ad ogni modo, la questione a mio parere è ancora un’altra. In effetti è cambiato il contenitore ma non la modalità perché sembrerebbe che comunque siano i docenti, anzi la Commissione, a selezionare i materiali e quindi gli spunti da cui partire. A questo punto, si pone una riflessione: Chi sceglie, il giorno dell’esame, lo spunto da cui partire? Perché o la busta o un docente che rappresenta la commissione comunque crea disparità!
Infatti, come viene ribadito nell’articolo, il riferimento normativo resta quello declinato al comma 9 art 17 del DL 62/17, cioè “la Commissione […] propone al candidato testi, documenti, esperienze, progetti, problemi per verificare l’acquisizione dei contenuti e dei metodi propri delle singole discipline […] “.
Allora io mi domando: cosa cambia nell’eliminare le buste?
Per carità, sono state quanto di peggio io abbia vissuto come esperienza da commissario negli Esami di Stato. Ma, realisticamente, ripeto: cosa cambia?
Non era più corretto lasciare agli studenti la possibilità di proporre alla commissione uno spunto dal quale partire all’interno dei Nuclei Tematici individuati dai CdC?

Questo consentirebbe, prima di tutto, una partenza uguale per tutti.
Secondo, lascerebbe spazio alla creatività. In effetti, anche la scelta di un materiale racconta qualcosa dello studente che motivando ed argomentando il perché ci fa entrare in risonanza con il suo vissuto scolastico, ci racconta appunto qualcosa che l’ha appassionato che l’ha catturato e che potrebbe proporre assieme all’ASL (oggi PCTO) in un’unica presentazione multidisciplinare.
Allora, cambiamo questa modalità e lasciamo che gli studenti -a conclusione di un percorso- siano loro a raccontarci da dove vogliono partire e così facendo ci raccontano -in effetti- anche cosa la scuola ha lasciato dentro di loro.

Cordialmente
Annamaria Meterangelis

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