“Via i vincoli se davvero si ha a cuore il bene dei ragazzi!”. La lettera di una docente che non può cambiare provincia per insegnare

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una docente vincolata che esprime il proprio disappunto e quello di tutta la categoria verso i blocchi di mobilità.

Di seguito la lettera integrale:

Sono Valentina, una docente vincolata che scrive a nome di tutta la categoria dei docenti vincolati.
Scrivo perché ormai da anni la Nostra categoria è assoggettata ingiustamente al Vincolo alla mobilità in nome di una inesistente, di fatto, continuità didattica, che pesa però solo sulla nostra categoria!
Si pensa che bloccandoci nella sede di titolarità per anni si assicuri la continuità didattica! Nulla di più errato! E la quotidianità parla per noi!

La continuità didattica non solo è inesistente ma è assolutamente una contraddizione in termini rispetto al Vincolo: se si consentisse a ciascuno di lavorare a casa, vicino le proprie famiglie, nessuno avrebbe necessità di spostarsi, di trasferirsi, di prendere congedo, malattia e simile, perché lavorerebbe con tutta la serenità, tranquillità, pace che si deve a ciascun docente e a ciascun alunno.

Ecco allora che si farebbe il bene dei ragazzi, ecco che si garantirebbe la presenza costante a scuola, altrimenti ognuno di noi, ad un certo punto, è costretto dal sistema a metter davanti la propria famiglia, con pregiudizio per i ragazzi.

Via i vincoli se davvero si a ha cuore il bene dei ragazzi!
I docenti che sono riusciti ad ottenere un trasferimento Interprovinciale e i nuovi assunti lo devono esclusivamente al merito, conquistato con anni di sacrifici, studio , precariato, benché tutto ciò sia stato punito con l’imposizione dei vincoli, che oltremodo ledono i principi cardini del nostro assetto costituzionale: l’art 3, principio di uguaglianza, poiché tale vincolo è imposto solo a taluni docenti, con conseguente illogica disparità di trattamento; l’art 2, diritti inviolabili dell’uomo: noi ci vediamo leso i diritti alla serenità, alla tranquillità di lavorare, al benessere psico-fisico; l’art 42, diritto alla salute, inevitabilmente compromesso sia fisicamente che psicologicamente!

I docenti, tutti, pretendono dallo Stato parità di trattamento e considerazione, nonché riconoscimento dei propri diritti e del potere di esercitali! Il fallimento dei vincoli è oggettivo!
È evidente che sono serviti solo a danneggiare professionalmente, economicamente e psicologicamente i docenti, nonché, come già evidenziato sopra, la stessa e tanto declamata continuita!

Rimediare ai danni, dovrebbe essere una priorità del governo, da sempre, ricordiamo, fautore della salvaguardia della famiglia!

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