Via dalla scuola una studentessa per i suoi capelli blu cobalto

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Una studentessa diciottenne il primo giorno di scuola si è presentata con una capigliatura color blu cobalto in una scuola paritaria tenuta da suore in Puglia.

La ragazza non è stata ammessa in classe e con i genitori ha deciso di lasciare la scuola e studiare da privatista per il suo ultimo anno.

La direttrice ha affermato di aver applicato semplicemente il regolamento, che auspica decoro e rispetto delle regole.

Molti sono stati i commenti solidali con la studentessa, specie sui social network.

Una studentessa diciottenne il primo giorno di scuola si è presentata con una capigliatura color blu cobalto in una scuola paritaria tenuta da suore in Puglia.

La ragazza non è stata ammessa in classe e con i genitori ha deciso di lasciare la scuola e studiare da privatista per il suo ultimo anno.

La direttrice ha affermato di aver applicato semplicemente il regolamento, che auspica decoro e rispetto delle regole.

Molti sono stati i commenti solidali con la studentessa, specie sui social network.

Gli 'Stati generali delle donne' , con l'hastag #ancheiohoicapelliblu, stanno inondando il web di un mare blu elettrico per protestare contro la decisione delle religiose.

Ma molti sono i divieti che le scuole applicano: li elenca Skuola.net.

A Quartu, in provincia di Cagliari, il preside di un liceo Artistico ha vietato ai ragazzi anellini o brillantini dal naso e dalle labbra. Vietatissimi anche i capelli "a punta", sparati in verticale e sostenuti da una massiccia dose di gel.

La preside dell'Istituto Alberghiero Vespucci di Milano nel 2012 emanò il divieto di indossare "mini e micro gonne", "pantaloni corti o canottiere" e "consimili", perché la scuola "non è né una palestra di aerobica né un lido marino". A scuola, secondo la preside, bisogna andare vestiti come si andrebbe "a un colloquio di lavoro cui venga richiesta bella presenza, buona educazione, capacità di relazionarsi e comunicare"

Nel 2009, al liceo Newton di Roma arrivò una circolare che vietava baci e abbracci nel periodo dell'influenza suina nell'incertezza sugli effettivi rischi del contagio.

All'istituto professionale per il commercio e il turismo di Sanremo,  il preside  ha vietato gli abiti 'sconvenienti', come pantaloni con gli strappi e scollature eccessive, ma ha anche bandito le gomme americane.

In alcune scuole è vietato preparare il caffè da parte del personale scolastico. All'Isis di Quarto, la presidenza ha comunicato che "per tutelare la sicurezza del personale è fatto divieto di preparare il caffè all'interno della scuola e di utilizzare fornelletti ad alimentazione elettrica o a gas. L'inosservanza del presente divieto sarà oggetto di sanzione disciplinare".

Il motivo risale ad un episodio accaduto il 12 settembre scorso quando divampò un incendio al policlinico Umberto I di Roma per colpa di una macchinetta del caffè lasciata sul fuoco nella saletta del personale vicino alle sale operatorie.

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