Verso una didattica “metacognitiva” e “metacoronavirus”. Lettera

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inviata dal Dirigente Scolastico Anna Maria Lo Piccolo – Rinnovare il senso della didattica, nel periodo di diffusione del coronavirus, è certamente “azione propositiva e razionalizzante” non facile e credo che la “crisi”, subentrata a livello psico/ sociale, oltre a spiazzare le certezze  depositate nella nostra mente, abbia posto l’ ”esigenzialita” di un ripensamento della didattica nel dover assumere  un “senso” nuovo attraverso modalità nuove di esercizio del servizio scolastico per rendere l’azione didattica consapevole, quindi nel suo essere scienza,  delle difficoltà che si sono generate nello sviluppo cognitivo e nell’apprendimento degli alunni.

Occorre, invero, recuperare i “sedimentati” svantaggi e  allargare gli” orizzonti cognitivi” e i confini della conoscenza infantile, facilitando lo sviluppo delle capacità critico/creative e rivedere il sistema di aggiornamento dei docenti, da “incardinare” in ipotesi  propositive che sostengano la portata scientifica sia essa espressa in  dimensione psico/pedagogica oltre che in termini, prettamente, esistenziali.

Assieme alla promozione dei “meccanismi” di autodifesa e degli  “automatismi”  psico-comportamentali, si ritiene poter  contribuire al dibattito odierno, rilanciando, come fondamentali, le attenzioni da rivolgere a :

1) intensificare, nell’allievo,  comportamenti critico /riflessivi  e modalità di socializzazione che producano le dovute  interconnessioni tra gli aspetti dello sviluppo infantile,  sia esso corporeo, che grafico/linguistico, che logico/matematico, oltre che  prassico e “pratico”;

2) l’apertura a possibili spazi di fruizione culturale nei contesti di vita dei bambini;

3) una didattica del “fare”, del  cum-laborare e del cum-elaborare;

4) ad una didattica digitale che sappia  assumere il paradigma procedurale  di “sperimentare assieme” pur se nel  rispetto del necessario  “distanziamento”.

Ne consegue che l’opera educativa dei docenti venga posta nell’alveo dell’azione  promozionale della formazione di personalità che divengano partecipi, in modo “pluridimensionale” e “pluri/interdisciplinare” di  un sapere che vada oltre lo “status quo” e che, mediante la strutturazione “fabulistica” e “creativa”, venga reinventandosi secondo “adattamenti intelligenti” così da condurre  i bambini, passo passo, ad una “culturalita’” ovvero al ” pensare” consapevole che riesca a superare i limiti psico/fisici contestualizzati e contestualizzabili.

Si ritiene, inoltre, che vada riconosciuta la valenza educativa dell’organizzazione della giornata scolastica, che, quale riflesso di una organizzazione sistemica complessa, nel programmare e progettare “forme” e “modelli” “intelligenti”, individui” modalità interattive “e faciliti le interrelazioni finalizzandole all’acquisizione di competenze educative in cui si rinnovi il rapporto natura /cultura e trovi spazio il bisogno infantile di relazionarsi e di progredire  verso “forme mentis” capaci di ” inventio”, di far evolvere gli esseri umani in tutte le epoche storiche.

Ciò, fra l’altro, è dato costatare nei documenti programmatici, nelle “Indicazioni Nazionali”, nelle norme giuridiche e nella Carta Costituzionale della Repubblica Italiana.

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