Verso il primo sciopero dell’era Draghi: per i sindacati la legge di bilancio dimentica la scuola

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La mobilitazione indetta dalle organizzazioni sindacali nella giornata di ieri sa proprio di preludio ad uno sciopero, il primo contro il Governo Draghi. Le grosse lacune segnalate nei confronti della scuola presenti nel disegno di legge della manovra ha infatti portato i sindacati Flc Cgil, Uil Scuola, Snals e Gilda ad un’azione decisa che non potrà essere conciliata con un dialogo “a cose fatte”. Per questo all’incontro del 17 novembre con il Ministro Bianchi queste sigle non ci saranno. A tentare, ancora una volta, l’interlocuzione, ci saranno sia Cisl Scuola che Anief, gli unici sindacati rappresentativi che non hanno preso parte (per ora) alla mobilitazione.

La legge finanziaria non ci soddisfa. Non ci sono investimenti per la scuola. Non c’è nessuna possibilità di avere delle certezze sull’aspetto giuridico. Non ci sono risorse sufficienti per rinnovare un contratto”, tuona Pino Turi, segretario Uil Scuola, intervistato da Orizzonte Scuola. “Le risorse inserite sono finalizzate anche ai premi. Siamo fuori dal mondo. Il personale ATA non è stato confermato nell’organico Covid. Le famose novità come la riduzione degli alunni per classe e l’insegnamento dell’attività motoria sono a costo zero, anzi sotto zero. Sui vincoli della mobilità non ci sta nessun segnale positivo“, prosegue Turi.

Particolarmente critico anche Francesco Sinopoli, segretario generale Flc Cgil: “Le risorse in Manovra per una vera valorizzazione del personale docente infatti, non solo sono insufficienti, ma addirittura gravate da ipoteche ideologiche e lesive della libera contrattazione fra le parti negoziali, dal momento che i quattro spicci che si “concedono” devono essere erogati esclusivamente a quel personale che mostra “dedizione” al lavoro. Dopo il metro e il chilo, ora abbiamo la dedizione. Una definizione patetica che richiama la fallimentare stagione renziana, un insulto a chi lavora ogni giorno e ha dimostrato nella pandemia quanto sia centrale il lavoro a scuola per il Paese. E una invasione di campo da parte del Governo che, se non lo sa, dovrebbe solo limitarsi a stanziare le risorse e poi tramite l’atto di indirizzo dare indicazioni all’ARAN (Agenzia negoziale governativa) per contrattarle con il sindacato, senza entrare pesantemente in campo addirittura per via legislativa“.

Come dicevamo in precedenza, per il momento resta fuori dallo stato di mobilitazione la Cisl Scuola, che vorrebbe tentare la strada del dialogo, in vista dell’incontro di mercoledì 17 novembre con il Ministro Bianchi: “mentre rimangono del tutto insufficienti le risorse per il rinnovo contrattuale, si ripropone per la scuola una logica di interventi a costo zero che non risolvono le criticità esistenti, rischiando addirittura di aggravarle“, dice la segretaria generale Maddalena Gissi. E prosegue: “La stessa relazione tecnica, nel dare atto dell’esistenza di problemi nell’ambito dei servizi generali e amministrativi per i quali tuttavia non si offrono prospettive di soluzione, appare in alcuni passaggi addirittura irriguardosa nel confronto di personale ATA le cui condizioni di lavoro, già segnate da carenze di organico e da una troppo diffusa precarietà, si sono fatte da molti mesi ancor più gravose per le incombenze legate all’emergenza pandemica“.

Durante il confronto chiederemo impegni seri per risorse aggiuntive per il personale amministrativo, docente ed educativo delle scuole. Il lavoro delle Segreterie degli istituti è mortificato dalla norma e dalla relazione illustrativa della manovra. Viene inoltre finanziato solo il salario accessorio, senza alcun adeguamento degli stipendi che rimangono sganciati dall’inflazione italiana e dai compensi europei. Mancano anche le attese soluzioni sul precariato per il prossimo anno scolastico e sui trasferimenti del personale“, dice invece Marcello Pacifico, presidente ANIEF.

Peraltro i sindacati non solo rimarcano l‘assenza ingiustificata di misure efficaci per la scuola, ma anche alcuni modi di agire che denoterebbero una scarsa attenzione nei confronti del comparto che va anche ben oltre la mancanza di risorse. 

Tutte le sigle sindacali, ad esempio, hanno posto l’accento sulla formula utilizzata dal Governo nella relazione illustrativa della manovra, in cui si scrive che “il Dirigente Scolastico non riceve un idoneo supporto, sul piano giuridico, da parte dell’apparato amministrativo posto alle sue dipendenze” e “il supporto fornito dal personale di segreteria risulta spesso non adeguato”.

Amministrativi e Dsga inadeguati? “Un’offesa alle segreterie. Serve adeguare stipendi e concorso AA per esami”. INTERVISTA

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