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Verifiche usando i materiali, “così gli alunni copiano”: ecco come fare. Ci aiuta la tassonomia di Bloom, scarica documento

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Si possono fare verifiche con i materiali a disposizione? È necessario fare anche questo? Ma se farle, come farle? Non diamo risposte esaustive, ma consigli che permettano di sperimentare e soprattutto di tutelare la libertà del docente.

Discussione non limitata alla DAD

Molti colleghi affermano che è impossibile valutare a distanza:

“Gli allievi copiano”
“Scaricano le risposte da Internet”
“Comunicano tra loro con WhatsApp”
“Si fanno aiutare dai genitori”.

Tutto questo è vero se pensiamo alla classica verifica, basata su conoscenze e obiettivi semplici.

In effetti, molti docenti, tra cui io stesso, creano verifiche e test in cui gli allievi – in classe – hanno tutto o parte del materiale a disposizione.
Sono prove che di conseguenza dovrebbero richiedere, almeno in parte, riflessioni, collegamenti, manipolazioni articolate dei contenuti.

Per questo motivo la valutazione sommativa online non è da escludersi affatto, anche se rimane una scelta istituzionale, ma la DAD non è il tema centrale di questo intervento.

Fare verifiche con i materiali a disposizione!

L’effettuare verifiche con i materiali a disposizione in classe o in aula informatica è un concetto ampio e variato, che possiamo rappresentare tramite una linea tra due estremi: da una parte con tutto a disposizione, e volendo con accesso a Internet, dall’altra con materiali limitati e/o poche schede a disposizione.

con tutto il materiale a disposizione e Internet – con parte del materiale a disposizione

con tutto il materiale a disposizione – con solo alcune schede a disposizione

Esempio

Pensiamo in ogni caso ad attività in cui le conoscenze servono come strumento. Ecco un esempio in cui si valuta tramite una rubrica analitica.
In tedesco gli allievi scrivono un’email alla ministra per chiedere nuove aule, nuovi banchi, fondi per i comitati degli allievi e una nuova mensa”. Nel farlo hanno a disposizione alcuni materiali: varie schede e la grammatica”.

Volendo hanno anche l’accesso a Intenet: in questo caso basta verificare in anticipo che una mail simile non ci sia già e se c’è in italiano facciamo presente agli allievi che non deve essere uguale.

La variabile tempo in questa tipologia di test

Se gli allievi hanno il materiale a disposizione, la variabile tempo diviene determinante.

Con meno tempo, chi non ha studiato affatto e non conosce a fondo i contenuti, fatica a trovarli e ad organizzarli in un tempo ridotto. Diventa difficile anche solo trovare conoscenze e copiare una frase.

Fare un test o un compito in classe di:

  • 90 minuti senza materiali

o

  •  50 minuti con materiali, in genere, pone intrinsecamente l’allievo davanti alla stessa difficoltà.

Consigli anti-accerchiamento

Il problema di introdurre verifiche con i materiali è più ampio di quello che si possa pensare e si lega alla transizione verso il paradigma delle competenze.
Noi insegnanti ci sentiamo accerchiati.

Tutti ci parlano di competenze!

Ma qualcuno ci dica esattamente come valutarle e soprattutto come valutare i processi di lavoro durante la creazione e la stesura di artefatti cognitivi, senza ricadere nel soggettivismo valutativo degli anni ’60 e `70.

In effetti, si può con griglie olistiche o analitiche, ma tutti immaginate che complessità!

Verifiche variate

Molti si chiederanno adesso:
“E le mie vecchie verifiche non le posso più fare?”
“Devo lasciare sempre usare anche i materiali?”
Certo che no!

Lo sapete come la penso e, se non lo sapete, vi rimando alla mia idea di fondo di Pedagogia costruttivo/additiva e non sottrattiva.

Si possono effettuare verifiche di tutti i tipi e che testino tutto, dalle conoscenze alle competenze, e/o si può valutare in maniera informale anche senza verifiche.

Una mia visione del sistema valutativo
Io ho però una certezza: solo immaginando una verifica o un’attività informale con tutto o parte dei materiali a disposizione si va nella direzione delle competenze!

Consiglio: il solo pensare di lasciare i materiali a disposizione degli allievi durante la preparazione della mia verifica mi permette di modificare tipologie di esercizi e attività, anche se poi concretamente non faccio utilizzare alcun materiale.

Tassonomia di Bloom: un aiuto per preparare verifiche

Senza scomodare il paradigma delle competenze vi invito a rivedere la tassonomia di Bloom allegata, che declina i processi cognitivi tramite dei verbi.

Conoscenza, comprensione e analisi

Se prendiamo la lista dei verbi che descrivono i processi cognitivi, diventa facile capire che, se testo conoscenze, comprensione e analisi “semplice”, i materiali a disposizione mi fornirebbero probabilmente moltissime risposte.

In questo caso per formulare i miei obiettivi ho usato verbi come:

• ricordare
• riconoscere
• dire con parole proprie
• identificare
• tradurre
• classificare
• dedurre

Analisi, sintesi, valutazione e qualcos’altro

Se testo processi complessi come analisi, sintesi e valutazione, i materiali sono meno utili o spesso del tutto inutili.

In questo caso uso verbi come:

• confrontare
• pianificare
• proporre
• argomentare
• generalizzare
• creare
• (auto)valutare.

Concretamente posso chiedere agli allievi:
“Perché questa procedura funziona meglio …?”
“Quali risultati non possono essere previsti?”
“Cosa potrebbe succedere allora?”
“Che influenza hanno sulla musica di oggi i Beatles?”.

E personalmente aggiungo anche verbi come: eliminare, escludere, evitare, cancellare ciò che non ci piace o non ci serve, riformulare, adattare, scegliere e decidere di conseguenza.
Nella vita reale quando facciamo qualcosa, in primo luogo scegliamo e togliamo ciò che non ci piace
Per chi vuole approfondire, Eisner (2005) ci invita a mediare tra una didattica “goals oriented” e una “means oriented”.

La libertà del docente

Paliamone, anche senza scomodare il grande Iannacci che ho citato nel titolo.

Perché verifiche con i materiali?
Perché facciamo ragionare gli allievi e andiamo oltre le conoscenze.

Perché ogni tanto?
Perché così variamo e nella varietà differenziamo, diamo maggiori stimoli, non ci annoiamo e non annoiamo.

Perché no?
Il mio sistema valutativo è già completo, le competenze sono già integrate o non lo sono, ma per scelta, e compenso con ben altro.

Posso essere ancora più creativa/o?
I miei allievi producono artefatti, lavorano in maniera progettuale e non effettuano più verifiche, fanno altro e in maniera libera e creativa.
Il docente usa forme di valutazione informale o quella che l’UNESCO definisce valutazione continuativa e diffusa.

Tassonomia Bloom_verbi attivi per processi cognitivi

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