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Verifiche con i materiali a disposizione degli alunni, si possono fare. Ecco alcuni esempi. Limiti e vantaggi

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Ammettiamo, allora, che si possano fare anche verifiche con i materiali a disposizione. Vediamo nel dettaglio alcuni esempi. Provate, sperimentate!

Poi magari non usateli, ma per scelta e non per incapacità o mancanza di idee.

È come con la patente, meglio averla anche se non si usa.

Scegliete sempre!

Premessa

Premetto quello che avevo scritto nella conclusione del mio primo articolo sul tema:

ogni scelta va rispettata e ha un senso in contesti specifici.

Si può valutare senza verifiche scritte, ad esempio, quando i nostri allievi producono artefatti, lavorano in maniera progettuale o fanno altro in forma libera e creativa.

Il docente usa in questo caso forme di valutazione non formale o quella che l’UNESCO definisce valutazione continuativa e diffusa.

Molti colleghi pensano del loro sistema valutativo, spesso a ragione:

“Il mio sistema valutativo è già completo, le competenze sono già integrate”

“Da me le competenze non sono integrate, ma per scelta, e compenso con ben altro”.

Prepariamo prove di verifica scritte o orali con i materiali

Immaginando una verifica o un’attività non formale con tutto o parte dei materiali a disposizione, si va nella direzione delle competenze!

Queste prove richiedono, almeno in parte, riflessioni, collegamenti, manipolazioni articolate dei contenuti: analisi, sintesi, valutazione. Usate i verbi corrispondenti che trovate nella Tassonomia allegata anche al mio articolo precedente.

Le verifiche possono inoltre essere diverse in relazione a quanto e quale materiale lascio a disposizione.

Accesso a internet o no?

Non in tutti i casi ha certamente senso lasciare Internet agli allievi, spesso si rischia un copia – incolla di testi senza senso.

Mi è stato fatto notare, a ragione, che il mio esempio per una lingua 2 funziona con parte dei materiali, ma non con l’accesso a Internet, dato che dovrei sempre controllare che non usino i vari traduttori:

In tedesco gli allievi scrivono un’email alla (ex)ministra per chiedere nuove aule, nuove biblioteche, fondi per i comitati degli allievi e una nuova mensa”.

Test con appunti presi in classe

Durante la verifica gli allievi possono utilizzare i loro appunti presi in classe in maniera sintetica e schematica.

Procedura

Il docente ad esempio:

  • raccoglie gli appunti al termine di una lezione specifica
  • li raccoglie al termine di più lezioni
  • li firma in modo da riconoscerli durante la prova
  • sceglie se rivederli o non rivederli prima di farli utilizzare
  • li lascia tenere sui banchi durante la prova.

In questo caso sviluppiamo la capacità di sintesi prima della prova stessa.

Effetto Backwash

Nel far prendere appunti per il test in classe agiamo su quello che in pedagogia si chiama effetto Backwash, ossia il rifluire dei risultati del test sulla lezione e sul comportamento a lezione.

Se le mie sintesi sono utili nei test, allora mi impegno e sto attento a lezione, cavolo!” pensa Marco stramotivato.

Altrimenti molti allievi pensano:

Il test è sempre troppo difficile, non studio, tanto non ho chance e faccio casino in classe”, Luca.

Il test è sempre facile, non studio e non devo neppure stare attenta a lezione, faccio casino con Luca”, Anna.

Test con 1 o più pagine di appunti preparate a casa

Questa scelta, tra l’altro, può certamente contribuire a diminuire lo stress da prestazione:

Mi scrivo sugli appunti quella cosa che dimentico sempre, che bello!” , Marina.

Si attua con procedure simili a quella precedente: 1 o 2 pagine che il docente firma prima della prova.

Testi originali o schede specifiche

Il docente, all’orale o in prove scritte, lascia a disposizione solo i seguenti materiali, spesso originali utili per riflessioni di livello superiore: fonti, racconti di narrativa, una serie di date e sintesi sulla vita di personaggi storici …

Una scelta creativa

Fate usare materiali solo in una parte di verifica, nel resto della prova senza.

Oppure, scrive una collega:

“Io nelle ultime verifiche ho fatto lavorare senza libro. Ma quando erano in difficoltà avevano tre libri sulla cattedra e potevano consultarlo due volte per una breve durata, massimo pochi minuti”.

Vi sono molte implicazioni interessanti in questa procedura!

Rischi

Mi scrive una collega:

“Vorrei vedere un esempio in matematica. Io devo verificare, per esempio, che sappiano fare gli integrali. Se mi appoggio a verbi come argomentare, proporre e creare in matematica do una sola sufficienza per classe.

Spesso si dà 6 in matematica a chi almeno ha imparato ad applicare procedimenti noti.”

Un’altra invece, ma all’università

“All’università un mio professore di Analisi II ci faceva tenere il libro sul banco durante lo scritto, perché diceva che solo se avevamo studiato sapevamo dove andare a cercare le informazioni.”

Mediazione

Il solo pensare di lasciare i materiali a disposizione degli allievi durante la preparazione della mia verifica mi permette di modificare tipologie di esercizi e attività, anche se poi concretamente non faccio utilizzare alcun materiale.

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Tassonomia Bloom_verbi attivi per processi cognitivi

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