Verifica Green Pass: alcuni consigli a Dirigenti e docenti per evitare errori

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In data 6/8/2021 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il D.L. n. 111 recante “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti”. All’art. 1, comma 6, tale decreto-legge introduce nel D.L. 22/4/2021 n. 52 l’art. 9-ter, stabilendo – al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione in presenza del servizio essenziale di istruzione – l’obbligo per tutto il personale scolastico del sistema nazionale di istruzione di possedere e di esibire la certificazione verde COVID-19 di cui all’art. 9, comma 2, del medesimo D.L. n. 52 (convertito, con modificazioni, dalla L. n. 87 del 17/6/2021).

I Dirigenti scolastici sono tenuti a verificare il rispetto dell’obbligo in questione, che scatta dal 1° settembre 2021 fino al 31 dicembre 2021, (attuale) termine di cessazione dello stato di emergenza, ed altresì a dare corso alle conseguenze ivi previste in caso di violazioni dell’obbligo da parte del personale scolastico (sanzione della sospensione del rapporto di lavoro e sanzione amministrativa pecuniaria, rispettivamente previste dall’art. 9-ter, commi 2 e 5 del D.L. n. 111/2021).

Le modalità con le quali effettuare le verifiche sono quelle indicate dal D.P.C.M. adottato ai sensi dell’art. 9, comma 10, del D.L. n. 52/2021, (ossia il D.P.C.M. 17/6/2021, art. 13) con la espressa previsione che “con circolare del Ministro dell’Istruzione possono essere stabilite ulteriori modalità di verifica”.

Allo stato, è pertanto nota solo la disciplina procedurale di cui all’art. 13 del D.P.C.M. 17/6/2021 che prevede la verifica effettuata mediante lettura del codice a barre bidimensionale, utilizzando esclusivamente l’applicazione mobile resa disponibile su apposita piattaforma interistituzionale (https://www.dgc.gov.it/web/app.html), ed esclude la raccolta da parte dei soggetti verificatori dei dati dell’intestatario della certificazione, in qualunque forma.

In tal senso, il parere tecnico del Ministero dell’Istruzione (prot. 1237 del 13/8/2021) ha aggiunto che “non risulta necessario acquisire copia della certificazione del dipendente, a prescindere dal formato in cui essa sia esibita, ritenendosi sufficiente la registrazione dell’avvenuto controllo con atto interno recante l’elenco del personale che ha esibito la certificazione verde e di quello eventualmente esentato”.

Il parere, pur prevedendo la possibilità di formare un simile elenco, non chiarisce tuttavia se esso possa servire ad evitare che i dipendenti già controllati e “registrati” vengano sottoposti alla quotidiana ripetizione del controllo del green pass: senza tale precisazione, l’elenco risulta – a mio avviso – di scarsa utilità.

Proprio per tentare di alleggerire tale controllo (ed i connessi problemi relativi alla protezione dei dati personali) sono attualmente allo studio varie soluzioni.

La prima soluzione ipotizzata è stata quella di prevedere una verifica iniziale (a tappeto) e poi, per coloro che hanno una certificazione valida per diversi mesi (la stragrande maggioranza, circa il 90% dei casi), un nuovo controllo a scadenza, mentre i non vaccinati andrebbero sottoposti a controlli più frequenti per la verifica del possesso di un tampone valido nelle 48 ore precedenti (fonte: Green pass, per chi è vaccinato controllo iniziale (e poi a scadenza) (ilsole24ore.com) del 25/8/2021).

Una seconda idea è quella di allestire una nuova piattaforma informatica che nelle intenzioni del Ministro dell’Istruzione costituirebbe “uno strumento semplice che permette ai presidi tutte le mattine di controllare chi ha il green pass verde o rosso”: tali colori non indicherebbero se l’interessato è vaccinato o no (vedi quanto in appresso precisato al n. 3), ma solo se il green pass è attivo o meno, evitando così i problemi privacy che possono scaturire dalla verifica richiesta dal D.L. 111/2021 (fonte: Vaccini, green pass e trasporti restano ancora i nodi da sciogliere (ilsole24ore.com)).

Entrambe rappresentano però, a poche ore dall’inizio dell’anno scolastico, solo delle ipotesi di soluzione dei vari problemi derivanti dalla gestione del controllo del green pass, ancora oggetto di studio e di interlocuzione tra i Ministeri interessati (Istruzione e Sanità) e l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali.

Nella (probabile) eventualità che non giungano con tempestività le attese ed indispensabili indicazioni procedurali per i Dirigenti scolastici chiamati ad adempiere a quanto il D.L. 111/2021 ha imposto loro, consiglio – in attesa di ricevere migliori lumi – quanto segue:

  1. poiché la norma istituisce a carico del personale scolastico un obbligo di possesso ed un dovere di esibizione della certificazione verde, è opportuno che i soggetti onerati ne ricevano preventiva e formale conoscenza da parte del Dirigente scolastico, a sua volta obbligato a controllare il medesimo green pass.

Allo scopo può essere utile una comunicazione circolare relativa alle novità introdotte dal D.L. 111/2021 da inviare a tutto il personale avendo cura – in una ottica di accountability – di assicurarsi che i destinatari ne accusino ricevuta;

  1. il controllo del green pass costituisce una ulteriore misura di sicurezza che non sostituisce né annulla quelle precedenti: pertanto rimangono ferme tutte le altre misure di sicurezza già disposte come, a titolo di esempio, quelle minime indicate dall’art. 1 del D.L. 111/2021:
  1. obbligo di utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, fatta eccezione per i bambini di età inferiore a sei anni, per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso dei predetti dispositivi e per lo svolgimento delle attività sportive;
  2. raccomandazione del rispetto di una distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro salvo che le condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano”;
  3. divieto di accedere o permanere nei locali scolastici ai soggetti con sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37,5°.

Solo il rispetto di tutte le prescrizioni previste dalla normativa vigente in materia di prevenzione e contrasto della diffusione del Covid–19, inclusi le linee guida ed i protocolli connessi, rende infatti adempiuti gli obblighi di cui all’art. 2087 del Codice Civile che incombono sul Dirigente scolastico (che, in quanto tale, esercita le funzioni di datore di lavoro nelle scuole pubbliche);

  1. la verifica del green pass andrà effettuata attraverso l’app “VerificaC19”, app ufficiale del governo italiano, sviluppata dal Ministero della Salute in collaborazione con il Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione, il Ministero dell’Economia e delle Finanze e il Commissario Straordinario per l’Emergenza COVID-19, per abilitare gli operatori alla verifica della validità e dell’autenticità delle “Certificazioni verdi COVID-19” prodotte in Italia dalla piattaforma nazionale “DGC” del Ministero della Salute e dei “Certificati europei digitali COVID” (“EU Digital COVID Certificate”) rilasciati dagli altri stati membri dell’Unione Europea.

L’app consente, agli operatori incaricati, la verifica della validità delle Certificazioni verdi COVID-19 e degli “EU Digital COVID Certificate” attraverso la lettura del codice “QR” del certificato senza mostrare le informazioni che hanno determinato l’emissione del green pass. Non prevede la memorizzazione o la comunicazione a terzi delle informazioni scansionate. La app, infatti, effettua la verifica in modalità offline ovvero senza invocare un servizio di un sistema remoto nel momento in cui viene utilizzata.

La verifica dell’autenticità del certificato presuppone che la app possa accedere almeno una volta al giorno al backend della piattaforma nazionale “DGC”, collegato al gateway europeo (DGCG), dove sono rese disponibili tutte le chiavi pubbliche utilizzate per firmare gli “EU Digital COVID Certificate” emessi.

L’app andrà quindi installata su un dispositivo mobile di servizio, fornito in comodato d’uso gratuito dall’istituzione scolastica al personale che procede al controllo;

  1. l’attività di controllo può costituire oggetto di delega da parte del Dirigente scolastico nei confronti del personale interno appositamente individuato: il delegato dovrà ricevere – nel rispetto della vigente normativa in materia di protezione dei dati personali e, in particolare, del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) – un atto formale di designazione contenente le necessarie autorizzazioni ed istruzioni operative.

Poiché andrà verificato anche il green pass del dipendente preposto al controllo, il Dirigente scolastico potrà individuare tale figura solo tra coloro che sono in possesso di Certificazione verde o sono esentati dal relativo obbligo: ogni contraria ipotesi darebbe luogo al lampante paradosso di un controllore non controllato o di un dipendente che non solo permane a scuola violando la norma ma può anche inibire ad altri colleghi nella sua stessa situazione di accedere ai locali scolastici;

  1. esclusa la possibilità di raccolta da parte dei soggetti verificatori dei dati dell’intestatario della certificazione in qualunque forma (art. 13, comma 5 del D.P.C.M. 17/6/2021), e considerato che la verifica delle Certificazioni verdi COVID-19 è effettuata mediante l’app nazionale “Verifica C-19” che lavora offline, non memorizza dati e non rende visibili le informazioni che hanno determinato l’emissione del green pass (art. 13, comma 1 del medesimo D.P.C.M.), potrebbe anche dubitarsi che il controllo, che di fatto si esaurisce nella lettura del QR code del certificato, configuri una operazione di trattamento di dati personali soggetta al GDPR ed ai relativi adempimenti formali (informativa agli interessati; autorizzazione al trattamento; ecc.).

Tuttavia, vi sono altrettante ragioni che suggeriscono di accedere alla diversa e più prudente conclusione di ritenere che il controllo istituito a partire dal prossimo 1° settembre dia luogo ad un vero e proprio (ancorché limitato) trattamento di dati personali: i) la verifica di validità viene effettuata in modo parzialmente automatizzato, ossia mediante un dispositivo mobile che scansiona il QR code ed una applicazione che ne estrae le informazioni: questa modalità riconduce l’operazione entro l’ambito di applicazione materiale del GDPR, ai sensi del suo art. 2, par. 1 (“Il presente regolamento si applica al trattamento interamente o parzialmente automatizzato di dati personali”); ii) oltre a controllare il sigillo elettronico qualificato e verificare l’effettiva validità della Certificazione, l’app mostra graficamente al verificatore talune informazioni che, pur minime, certamente riguardano una persona fisica identificata e quindi rappresentano dati personali; iii) anche la semplice “consultazione” di dati personali costituisce operazione di trattamento, in quanto è espressamente annoverata nel relativo elenco, peraltro esemplificativo, contenuto nell’art. 4 del GDPR.

E’ pertanto opportuno che tutte le circostanze inerenti i dati personali trattati all’atto del controllo del green pass costituiscano oggetto di apposita informativa privacy da rivolgere – affinché il trattamento risulti trasparente – a tutto il personale dipendente prima del 1° settembre 2021;

  1. sempre in una ottica di accountability occorre altresì aggiornare il Registro delle attività di trattamento svolte sotto la responsabilità del titolare, previsto dall’art. 30 del GDPR, facendo ivi menzione del controllo della verifica del possesso della Certificazione verde da parte del personale in servizio (senza raccolta dei dati dell’intestatario della certificazione, in qualunque forma, ai sensi dell’art. 13, comma 5 del D.P.C.M. 17/6/2021);
  2. in ogni caso, stando alle FAQ concernenti il “Trattamento di dati relativi alla vaccinazione anti Covid-19 nel contesto lavorativo”, pubblicate il 17/2/2021 ed ancora disponibili sul sito internet dell’Autorità Garante (https://www.garanteprivacy.it/temi/coronavirus/faq), “Il datore di lavoro non può chiedere ai propri dipendenti di fornire informazioni sul proprio stato vaccinale o copia di documenti che comprovino l‘avvenuta vaccinazione anti Covid-19”.

Si sconsiglia pertanto, allo stato, di procedere a trascrizioni o annotazioni di sorta in assenza di diversa indicazione, a parte la già ricordata possibilità di registrazione dell’avvenuto controllo con atto interno recante l’elenco del personale che ha esibito la certificazione verde e di quello eventualmente esentato”.

Avv. Bruno Cantarone è data Protection Officer certificato ai sensi della norma tecnica UNI 11697:2017

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