Vergognoso atto intimidatorio al Garibaldi di Napoli: 170 i 5 in condotta

di redazione
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Ufficio stampa Unione degli Studenti (Napoli) – Apprendiamo con preoccupazione la notizia proveniente dal liceo classico Garibaldi di Napoli dove 170 studenti avrebbero ricevuto il famigerato 5 in condotta come formula repressiva del dissenso espresso con l’occupazione dell’edificio per motivi di protesta contro la riforma Gelmini durante quest’autunno.

Ufficio stampa Unione degli Studenti (Napoli) – Apprendiamo con preoccupazione la notizia proveniente dal liceo classico Garibaldi di Napoli dove 170 studenti avrebbero ricevuto il famigerato 5 in condotta come formula repressiva del dissenso espresso con l’occupazione dell’edificio per motivi di protesta contro la riforma Gelmini durante quest’autunno.

Già annunciamo una vertenza in modo che questa assurda ingiustizia nonchè violazione della libertà di espressione non possa realizzarsi attraverso un’azione collettiva.

L’Unione degli Studenti Napoli condanna l’atteggiamento repressivo ed intimidatorio di cui sono stati vittime principali gli studenti protagonisti delle proteste di questi mesi, il caso del Garibaldi, del Torricelli e dello Sbordone non sono che la triste conferma dell’ utilizzo di uno strumento, spacciato come soluzione al bullismo, come un’ arma contro la libertà d’ espressione.

Il movimento studentesco napoletano ha fortemente contestato il disegno di riforma dell’Università (ormai diventata legge) così come la riforma della scuola pubblica già in atto, che mette quotidianamente alla prova il sistema della pubblica formazione con cattedre vacanti, borse di studio che fanno ridere e una didattica che non si rinnova mai. È da sottolineare, inoltre, che nelle scuole occupate ed in quelle autogestite dagli studenti, talvolta anche con il determinante supporto dei docenti più aperti al dialogo, sono state messe in campo le più disparate iniziative volte a dimostrare che un altro modello di scuola è realmente attuabile. Il dissenso non è stato espresso solo con l’occupazione fisica degli edifici, dunque, ma anche nel modo in cui questi sono stati sfruttati per creare cultura, unione, trasmissione di idee e di valori; per porre i primi mattoni di un’ altra scuola possibile.

Per tutta risposta agli studenti considerati i “fautori” del movimento studentesco è stato comminato un più che arbitrario cinque in condotta. I dirigenti scolastici che hanno agito in questo modo, però, hanno evidentemente deciso di non tenere conto della normativa vigente in materia. Infatti la valutazione del comportamento, contro la quale ci siamo fortemente battuti già nel periodo dell’Onda, è attentamente disciplinata da un preciso decreto presidenziale (il n°122 del 2009) che sancisce, tra le altre cose, che in nessun modo l’attribuzione di una valutazione insufficiente può inficiare i princìpi costituzionali e quelli espressi nello Statuto delle studentesse e degli studenti. Una nota della 6° sezione della Corte di Cassazione, confermata quest’ano dalla Procura milanese, stabilisce invece la non arbitrarietà di un’occupazione scolastica in quanto l’edificio non costituisce una realtà estranea agli studenti, che ne sono parte integrante.

C’è da aggiungere, ancora, che una valutazione insufficiente del comportamento deve necessariamente tenere conto di sanzioni gravi irrogate precedentemente (quali possono essere considerate le sospensioni con allontanamento dalla comunità scolastica) e, soprattutto, deve essere comunicata con adeguato anticipo alle famiglie dei giovani, che hanno il diritto di essere costantemente informate circa il percorso didattico-educativo dei figli.

Vero è che in alcuni istituti si sono contati danni per migliaia di euro come al liceo Garibaldi di piazza Carlo III, i cui studenti si sono però attivati tramite l’organo di garanzia interno alla scuola e quello dell’ufficio scolastico regionale. Come sottolinea Fabio D’Ago, rappresentante d’istituto: “Un conto è arrecare danni agli edifici scolastici, un altro avere un’ideologia e manifestarla correttamente: la nostra protesta rispetto al 5 in condotta (attribuito a 170 studenti in seguito all’occupazione dell’istituto ndr) non vuole giustificare chi ha fatto danni alla scuola ma tutelare chi, al contrario, porta avanti delle manifestazioni. Inoltre – continua – i provvedimenti disciplinari dovrebbero avere sempre una finalità educativa e mai essere meramente punitivi”.

Invitiamo tutti Dirigenti scolastici, internamente ai propri istituti e attraverso gli organi preposti, a rivedere le valutazioni attribuite agli studenti che quotidianamente tentano di riportare la partecipazione studentesca a livelli alti e stimolano le coscienze dei propri compagni al pensiero critico mantenendo alta la bandiera del diritto allo studio. Un ulteriore invito è rivolto ai dirigenti dell’Ufficio scolastico regionale, affinchè facciano circolare una nota esplicativa sulle modalità di attribuzione delle valutazioni di condotta.

L’Unione degli Studenti mette a disposizione di tutti gli studenti di Napoli e della provincia uno sportello in cui poter mettere in evidenza le mancanze delle proprie scuole( [email protected] This e-mail address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it ).

Esprimiamo piena solidarietà agli studenti che hanno subito questo atto repressivo e li additiamo come esempio per tutti coloro che giorno dopo giorno subiscono ingiustizie nelle loro scuole.

Solo continuando a denunciare quanto accade di negativo si potrà aprire una vertenza collettiva che il sindacato studentesco si impegnerà a portare avanti per difendere il diritto a manifestare per tutti gli studenti.

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