Venti di crisi nel governo Conte: prima di Natale verifica, ma i ministeri di peso non cambieranno

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Matteo Renzi agita la maggioranza. Il leader di Italia Viva evoca nuovamente la crisi di governo se Conte non cambierà il piano sul Recovery Fund.

Così come segnala La Repubblica in settimana Conte incontrerà i leader della coalizione o forse solo i capigruppo in Parlamento per avviare il confronto su quanto sta accadendo nella maggioranza.

Da una parte il Recovery Plan, dall’altra la legge di bilancio, senza dimenticare l’emergenza Covid-19 con le misure da attuare per Natale, ma soprattutto il timore di cosa potrà succedere al ritorno delle festività natalizie soprattutto in tema di riapertura delle scuole.

L’opposizione, però, non sta a guardare: la Lega sarebbe disponibile ad un governo di traghettamento verso le elezioni anticipate (in primavera 2021?), mentre Fratelli d’Italia è ancora più netta: l’alternativa al Conte bis è il voto, subito.

Le fibrillazioni nella maggioranza ci sono e non sono di poco conto. Italia Viva scommette su un nuovo governo con un nuovo presidente del Consiglio, mentre il M5S è dilaniato dalle correnti interne che si possono riassumere così: chi è con Di Maio e chi è contro Di Maio.

I dicasteri di peso non cambieranno

C’è, però, un punto fermo come sottolinea il quotidiano diretto da Maurizio Molinari: cambiare i dicastero di peso in questo periodo storico sarebbe deleterio, dunque Esteri, Tesoro, Difesa, Interni e Salute non dovrebbero cambiare titolari, così Di Maio, Gualtieri, Guerini, Lamorgese e Speranza non dovrebbero andar via o traslocare in altri ministeri. Per tutte le altre caselle il gioco potrebbero essere diverso: Trasporti con De Micheli e Istruzione con Azzolina sono sotto osservazione, ma anche in questo caso, alla luce della delicata partita del ritorno in classe, un allontanamento delle due esponenti politiche potrebbe avere più di un effetto collaterale.

Zingaretti e Di Maio in campo?

Non si può escludere che, per evitare le elezioni anticipate, scenda in campo il segretario del Partito Democratico e attuale presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Per evitare la crisi di governo e un governo di scopo (legge elettorale e poi voto), uno dei due big della maggioranza potrebbe sostituire Conte (si parla insistentemente anche dell’attuale ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ex capo politico del Movimento Cinque Stelle). Un Parlamento frantumato, un nuovo governo, l’indizione delle elezioni durante la pandemia, la presidenza italiana del G20 e i progetti del Recovery Fund sarebbe davvero deleterio per il sistema. Inizia una nuova settimana dove non si possono escludere i colpi di scena.

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