Rientro a scuola, il manuale del Veneto: moduli da 40 a 50 minuti di lezione, cosa fanno i docenti in più, gli spazi [SCARICA IL TESTO]

In Veneto è stato redatto un vero e proprio manuale per il rientro a scuola a settembre.

L’assessore regionale alla scuola, Elena Donazzan, e la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale del Veneto Carmela Palumbo hanno presentato il
manuale operativo per la ripartenza della scuola.

“Il Veneto è la prima regione in Italia ad aver dettagliato indicazioni chiare che consentono ai dirigenti scolastici e agli enti locali di programmare spazi, modalità e organizzazione della didattica in tempo utile per la riapertura a settembre delle scuole di ogni ordine e grado”, ha sottolineato Donazzan.

Per gli spazi didattici la distanza tra i banchi non dovrà essere inferiore ai 60 centimetri, quella ottimale indicata è di 80 centimetri, tra le righe di banchi dovrà esserci almeno un metro. Sulla base di queste regole e delle dimensioni dei banchi il manuale consente di pianificare la capienza massima delle aule, a seconda della loro dimensione.

“Il 74% delle 30 mila aule ordinarie presenti in Veneto hanno una superficie superiore ai 50 mq – specifica la direttrice dell’Ufficio scolastico regionale – e la media degli alunni per classi è di circa 20. Le situazioni più critiche si
potranno verificare per le prime classe delle secondarie superiori, in particolare nei licei delle città capoluogo, dove le classi contano anche 27 o 28 alunni”.

Regole d’uso precise anche per laboratori, palestre e spazi di sosta breve, poco toccati dalle indicazioni ministeriali, che “non sono spazi residuali,
alternativi alle aule – ha precisato Palumbo – ma devono conservare la loro indispensabile funzione per le attività sperimentali e per l’attività motoria”, nonchè l’organizzazione degli spazi non didattici, come mense, sala insegnanti, corridoi, spazi per la ricreazione, uscite, servizi”.

L’impegno richiesto al personale “rappresenta un punto di snodo – conclude Donazzan – In Veneto abbiamo detto ‘no’ allo sdoppiamento delle classi. Meglio puntare su modelli diversi, rafforzando i docenti del potenziamento e garantendo l’unità del gruppo classe”.

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