Venerdì gli studenti in piazza per il “No Meloni Day”: “Chiediamo investimenti, abbiamo ricevuto manganelli”

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Gli studenti, da nord a sud, scendono in piazza venerdì 18 novembre per una grande mobilitazione nazionale contro la politica del governo Meloni sull’Istruzione.

La protesta è organizzata da Udu e Rete degli studenti ma ha il sostegno di Uds, Link coordinamento universitario, Rete della conoscenza, Action Aid, Fiom, Flc, Legambiente, Libera contro le mafie e Non una di meno.

“Abbiamo chiesto a questo nuovo Governo di abbandonare la retorica della meritocrazia e di provare a ragionare di un chiaro e netto investimento sul futuro dell’istruzione di questo Paese. A oggi, invece, tutto ciò che abbiamo ricevuto sono state silenzio e manganellate. Nessuno parla di scuola e università nella legge di bilancio ormai alle porte. Questo governo ha un solo merito: quello di non averne nessuno”, hanno scritto gli organizzatori della protesta (UdU e Rete degli Studenti) lanciando l’iniziativa.

Il riferimento è a quanto accaduto lo scorso 25 ottobre a Roma quando ci sono stati momenti di tensione alla facoltà di Scienze Politiche della Sapienza in occasione di un convegno organizzato da Azione Universitaria.

Alice Beccari, responsabile comunicazione dell’Unione degli Studenti, all’AdnKronos spiega che viene chiesto “un modello alternativo della scuola rispetto a quello proposto dal governo attuale così come rispetto a quelli precedenti. Riguardo al ‘merito’ noi protestiamo: il diritto allo studio deve essere sempre garantito a tutte e a tutti senza distinzioni di sorta. Le nostre rivendicazioni si basano su cinque pilastri: diritto allo studio, istruzione integrata al posto dell’alternanza scuola-lavoro, benessere psicologico, più rappresentanza e più diritti per gli Studenti e le studentesse”.

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