Valutiamo lavori delle maestre per capire chi merita di insegnare. Lettera

di redazione
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Sara Rossi – Si continua a ricevere notizie sul calvario dei diplomati magistrali. I titoli accademici oramai sono a tempo determinato, però non conoscendo la data di scadenza! In ogni momento della nostra vita, ti possono togliere un lavoro che svolgiamo da decenni e ottenuto pure grazie ad un regolare concorso.

Quindi, diventa anche difficile indirizzare i giovani nei loro percorsi di studi per iniziare a costruire il loro futuro.

È tutto un continuo “diplomati no, diplomati si”!

Se questo è il governo del cambiamento, perché non iniziare a prendere queste decisioni in base al merito ? Cambiare il modo di valutare e di gestire tutta la situazione.

Come possiamo valutare il merito di ogni singolo insegnante, per capire se merita di continuare o no questa professione?

Semplice, basterebbe prendere in considerazione alcuni punti.

1) Valutare il livello di apprendimento di ogni classe e non con le prove invalsi. Anche guardando quanti studenti sono stati inviati al servizio di neuropsichiatria infantile, per  reali o presunte difficoltà di apprendimento. Successivamente, chiedere agli specialisti che hanno valutato questi studenti segnalati, se veramente presentano problemi di apprendimento o invece di insegnamento.

2) Valutare tutto l’organico di ogni istituto scolastico per capire se adottano o no metodologie all’avanguardia . Perché in alcune scuole, “marciano” che è un piacere; in altre invece appena varchi il portone d’entrata, ti sembra di aver fatto un viaggio nel tempo tornando indietro anche di 50 anni! Questo perché purtroppo non sempre laurea è sinonimo di competenze o viceversa!

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