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Valutiamo anche il “valore” degli studenti, non solo le competenze: il valorigramma e la “matrice Importanza – Soddisfazione”

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Presentati a Roma, presso la Camera dei deputati, da Ashoka Italia, i risultati dell’indagine su “La mappatura dell’innovazione educativa”, condotta insieme a 17 partner e sostenitori. Il rapporto presentato, “Strade d’innovazione. Percorrendo la trasformazione dell’educazione in Italia”, si propone di valorizzare e diffondere le esperienze di cambiamento nell’istruzione in Italia e offrire un profilo dell’innovatore educativo contribuendo a un cambiamento di sistema e paradigma.

Il secolo trascorso, il XX, è stato scandito dall’affermarsi della teoria del valore proposta da Schwartz (1992). Tale teoria è divenuta un approccio molto diffuso e dominante ai valori umani. In molti le riconoscono il merito di essere una teoria unificante capace di suggerire un insieme completo di tipi di valori. La teoria è avvalorata da risultati scientifici spesso ottenuti a seguito del coinvolgimento di popolazioni di adulti.

L’effetto del metodo si riferisce alla misura in cui uno strumento da solo influenza i risultati ottenuti. Scrive Prof. Danilo Vicca che è importante “partire dalla percezione condivisa di cosa è importante e di quanto si è soddisfatti rispetto a questo” e per fare questo è indispensabile tenere conto dei “criteri di qualità delle Aree di processo del RAV” possono “ispirare un questionario che misura il valore di qualità della scuola; ciò che è importate; ciò che è necessario”. Meccanismo anaalogo a quello utilizzato, ma già da un decennio, da un dirigente scolastico veneto. Per esempio sulle “Pratiche educative e didattiche, curricolo, progettazione e valutazione” sarebbe considerare i seguenti “Criteri di qualità” e valutarne sia l’importanza sia la soddisfazione:

  • Criterio di qualità: La scuola propone un curricolo aderente alle esigenze del contesto, progetta attività didattiche coerenti con il curricolo, valuta gli studenti utilizzando criteri e strumenti condivisi.
  • Criterio di qualità: La scuola offre un ambiente di apprendimento innovativo, curando gli aspetti organizzativi, metodologici e relazionali del lavoro d’aula.
  • Criterio di qualità: La scuola cura l’inclusione degli studenti con bisogni educativi speciali, valorizza le differenze culturali, adegua l’insegnamento ai bisogni formativi di ciascun allievo attraverso percorsi di recupero e potenziamento.
  • Criterio di qualità: La scuola garantisce la continuità dei percorsi scolastici e cura l’orientamento personale, scolastico e professionale degli studenti.

Importanza al valore e utiizzo del valorigramma

Scrive il prof. Danilo Vicca che “mettendo in ordine di importanza e soddisfazione” gli indicatori del RAV che si allegano insieme all’analisi del docente “sarà possibile avere una mappa delle aree in cui investire per migliorare e anche una mappa che mostra dove la scuola è ben caratterizzata e dove invece c’è dispendio di energie da dirottare verso ciò che è invece necessario presidiare”. Si realizza in questa maniera la matrice “Importanza – Soddisfazione” di Vicca di cui lo stesso ha ampiamente dibattuto nel documento “Progettare e realizzare un miglioramento partecipato: alcuni strumenti operativi” (Formazione Dirigenti Scolastici). Il dirigente scolastico Prof. Alfonso D’Ambrosio alla guida dell’Istituto Comprensivo Statale “Lozzo Atestino” dei comuni di Lozzo Atestino, Cinto Euganeo e Vo’, è riuscito a creare e ad attribuire importanza al valorigramma come strumento per la valutazione dell’impatto sugli ambienti di apprendimento, la formazione e la tecnologia. Particolarmente valorizzata risulta la sfera della comunicazione e scambio tra l’istituzione scolastica e familiare, attraverso un aggiornamento costante delle famiglie tramite web (canale Telegram e newsletter). Il valorigramma, sostanzialmente, è strutturato diciamo questo modo: la prima fase è quella qualitativa nella quale vengono poste delle domande, agli insegnati; tre domande sono a risposta chiusa e una di queste è aperta. Attraverso queste domande si chiedono quali sono le proprie le proprie passioni, quali sono le proprie idee sulla scuola. Un valorigramma che ha una premessa, così ognuno poi lo può adattare alle proprie esigenze. Si tratta di un’azione molto operativa.

Il valorigramma come struttura aperta

L’idea di valorigramma, come è intuibile dal suo nome, afferma il prof. D’Ambrosio “non è una struttura chiusa come un organigramma o un funzionigramma, dove è indicato chi fa cosa e come lo fa, ma soprattutto serve a legare l’organizzazione intorno a dei valori comuni. Quindi, nel momento cui si lavora e si condividono quelli che sono le proprie idee di scuole e il proprio credo (sono sostanzialmente idee su come si vede la scuola) e in che modo i propri valori e le proprie passioni possono essere utili alla comunità, facciamo la differenza. Qual è il diciamo la propria idea in merito alla formazione, in merito all’inclusione, in merito al digitale, indicando le tappe, attiene a questa fase”. La seconda fase attiene, invece, a quello che noi facciamo e nel valorigramma è la fase nella quale andiamo a quantificare, a misurare i valori condivisi ovviamente anche legandoli in maniera simile. Per esempio: inclusione e attenzione all’altro tema. A quel quel punto si crea una forma di istogramma, si conta il numero di valori e si condividono insieme. Questo rappresenta il battito dell’intera comunità. A questo le azioni si legano alle nostre priorità.

Il RAV come proprità e il valorigramma capace di impattare sul benessere: cosa quantifica e misura?

Tutto questo ha un senso se legato alla priorità del RAV che diciamo è quella di migliorare il benessere dell’intera organizzazione scolastica, con l’attenzione sia agli alunni, sia agli insegnanti, sia al personale ATA, sia al dirigente, sia, evidentemente, ai genitori. Afferma D’Alfonso “Questo valorigramma impatto sul benessere, perché noi andiamo misurare e quantificare le azioni, diciamo le attività, i progetti che sono a favore del sociale, realizzate con le associazioni esterne, in ottica di amicizia, per il contrasto al bullismo e così via”.

Promuovere un approccio all’istruzione che sia innovativo, inclusivo e orientato al futuro

Nel suo ruolo di dirigente scolastico, ha sempre cercato di promuovere un approccio all’istruzione che sia innovativo, inclusivo e orientato al futuro. La scuola non è solo un luogo di apprendimento, ma una fucina di idee, una palestra di vita dove giovani menti vengono formate per affrontare le sfide del domani. La sua azione come formatore è stata sempre guidata dalla convinzione che educare significhi preparare i cittadini di domani a diventare agenti di cambiamento positivo nella società. Questo premio non è solo un riconoscimento delle sue personali iniziative e sforzi, ma è anche un omaggio all’impegno di colleghi, studenti, e collaboratori che hanno condiviso e supportato la mia visione. Questi esempi servono da catalizzatore per ulteriori innovazioni nel campo dell’educazione e dell’apprendimento, stimolando altri a unirsi a noi in questo viaggio verso un futuro migliore. Tutto questo è possibile grazie ad una intera comunità. “La nostra strategia di innovazione – ha sottolineato prof. Alfonso D’Ambrosio – si è concentrata sulla creazione di un sistema di apprendimento diffuso, che valorizza le risorse del territorio e rinforza i legami sociali. I “Patti educativi di comunità” sono stati fondamentali in questo processo, promuovendo un’educazione alla sostenibilità e combattendo la povertà educativa. Il nostro approccio partecipativo ha incluso l’istituzione del Parlamento dei bambini, dove gli studenti diventano co-protagonisti nel processo educativo. Abbiamo anche innovato attraverso la creazione di ambienti di apprendimento diversificati e personalizzati, promuovendo l’accesso e la partecipazione attiva di ogni studente”.

La formazione e le pratiche innovative

“Il mio impegno come formatore di docenti e dirigenti scolastici si basa sulla condivisione di queste pratiche innovative. Con oltre 6 mila ore di formazione e 13 mila docenti coinvolti, il mio obiettivo è stato sempre quello di ispirare e guidare i docenti e i dirigenti scolastici nel campo dell’educazione. Il lavoro nel nostro Istituto – ha sottolineato prof. Alfonso D’Ambrosio –  con la realizzazione di oltre 40 ambienti di apprendimento innovativi, ha reso la nostra scuola un punto di riferimento in Italia, visitato quotidianamente da educatori da tutto il paese”.

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