Valutazione, Sgambato: non usiamo voti per gli studenti della primaria

di redazione

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“Sul tema della valutazione di fine anno per la scuola primaria le sollecitazioni pervenute, in maniera pressoché unanime, dal mondo della scuola, dalle associazioni dei docenti, dal mondo pedagogico e da ultimo, all’unanimità, dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione, vanno seriamente prese in considerazione.

Chiedono ragionevolmente di adottare in questo anno scolastico ‘straordinario’ una diversa modalità per la valutazione  degli allievi, che si limiti ad un giudizio globale descrittivo, senza l’uso dei voti sulle singole ‘materie'”. Lo sottolinea Camilla Sgambato, responsabile Scuola del Pd.

“Infatti le difficoltà nell’organizzazione della didattica a distanza, accentuata nella scuola primaria, per dotazioni strutturali, connessioni, condizioni sociali, per il coinvolgimento necessario delle famiglie (non sempre assicurato), per un’organizzazione assai difforme tra le scuole, le classi, i docenti, consigliano di adottare soluzioni semplici e comprensibili a bambini e genitori, anche per
valorizzare il loro impegno in questi mesi così particolari”.

“Il Partito democratico chiede pertanto con forza che in sede di conversione del D.L. 22/2020 previsto nei prossimi giorni in
Parlamento siano adottati quegli emendamenti utili a rendere più semplice, equa e formativa la valutazione dei nostri piccoli allievi dai 6 ai 10 anni fin dal corrente anno scolastico e si apra un sereno confronto sulle modalità della valutazione nella scuola del primo ciclo, che furono già oggetto di un intervento legislativo improvviso e regressivo con il decreto legge 137 del 1° settembre 2008”.

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