Valutazione scuola primaria, Novara: “La scuola deve adeguarsi al presente e non tornare all’Ottocento. Sembra di essere in un Museo di Archeologia”

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A tre anni dall’introduzione del sistema di valutazione descrittiva nella scuola primaria, il suo futuro è nuovamente in discussione. Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha infatti annunciato la possibilità di un ritorno ai voti numerici, con i classici giudizi “ottimo”, “buono”, “discreto”, “sufficiente” e “insufficiente”. La motivazione addotta è quella di rendere la valutazione più comprensibile a genitori e alunni.

Le critiche

La proposta del ministro ha incontrato diverse critiche, in particolare da parte di pedagogisti ed esperti del settore. Daniele Novara, noto pedagogista, ha definito, in un’intervista a Piacenza 24, la scelta “sbagliatissima” e un “surreale passo indietro”. Secondo Novara, la scuola dovrebbe adeguarsi al presente e non tornare a metodi ottocenteschi. Inoltre, stigmatizza il fatto che la decisione non sia stata condivisa con gli esperti del settore.

Le implicazioni per gli alunni

L’utilizzo di voti numerici, soprattutto se associati a giudizi negativi, può avere un impatto negativo sulla motivazione e l’autostima degli alunni. L’errore, invece, dovrebbe essere visto come una componente fondamentale dell’apprendimento. La scuola primaria dovrebbe essere un luogo di apprendimento, di interesse, di curiosità e gioia, non un luogo di costrizione e di giudizio.

Alternative al ritorno ai voti numerici

Invece di tornare ai voti numerici, si potrebbero esplorare alternative per migliorare la comprensione della valutazione da parte di genitori e alunni. Ad esempio, si potrebbero utilizzare descrittori più dettagliati e specifici, o fornire esempi concreti di comportamenti e prestazioni associate a ciascun livello di valutazione.

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