Valutazione primo ciclo di istruzione. Accanto ai voti anche le competenze

di Giulia Boffa
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Per il primo ciclo di istruzione partono le nuove modalità di valutazione e di certificazione delle competenze, contenute nel Dlgs 62 del 13 aprile 2017.

I voti saranno affiancati da una specifica certificazione delle competenze.

Nella scuola primaria le non ammissioni alla classe successiva, “anche in presenza di livelli di apprendimento parzialmente raggiunti o in via di prima acquisizione“, potranno avvenire solo in casi eccezionali, comprovati da specifica motivazione e deliberati all’unanimità dai docenti contitolari.

Nella scuola secondaria di primo grado sarà, invece, possibile non promuovere o non ammettere all’esame conclusivo, nei casi “di parziale o mancata acquisizione dei livelli di apprendimento in una o più discipline”, ma la decisione dovrà essere adeguatamente motivata dal consiglio di classe.

Non è vero dunque che è vietato bocciare o che la promozione è garantita “per legge”, come ha specificato il ministro Fedeli.

Le scuole avranno dovranno attivare tutte le misure di recupero possibili per aiutare chi ha più difficoltà.

Al termine della scuola primaria e del primo ciclo di istruzione sarà rilasciata la certificazione delle competenze trasversali (competenze chiave e di cittadinanza) acquisite.
Con specifico decreto il MIUR fornirà un modello di certificazione delle competenze, in un primo momento solo sperimentale, che evidenzierà anche il livello raggiunto da ogni alunno nelle prove Invalsi (per ciascuna disciplina e per la lingua inglese).

Anche le attività svolte nell’ambito dei temi obbligatori di “Cittadinanza e Costituzione” saranno oggetto di valutazione.
Come nella scuola primaria, anche alle medie spariranno i voti in decimi per il comportamento non ci sarà sbarramento agli esami per quegli alunni con valutazione insufficiente nel comportamento.

Per i bisogni educativi speciali (Bes) non ci sono novità.

La valutazione degli alunni con disabilità certificata continuerà ad essere riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del piano educativo individualizzato (Pei).
Per gli alunni con disturbi specifici di apprendimento (Dsa) la valutazione degli apprendimenti, farà sempre riferimento al piano didattico personalizzato (Pdp) predisposto, in accordo con la famiglia, dai docenti.

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