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Valutazione per competenze: chi, cosa, perché

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Come per le tutte le discipline, la valutazione scolastica è un’operazione complessa, che si compie in itinere ed al termine del percorso scolastico, secondo una dimensione prevalentemente didattica ed una rilevanza giuridica. Suo scopo è esprimere sinteticamente un giudizio sull’efficacia dell’azione didattica del docente e sul raggiungimento degli obiettivi di apprendimento raggiunti dagli alunni.

La domanda che ci si pone continua ad essere la seguente:

– valutare chi?

– valutare cosa?

– perché valutare?

– in che rapporto stanno le conoscenze possedute con le competenze da valutare?

Risulta sempre necessario fornire delle indicazioni utili ad ogni insegnante per comprendere in che modo la scuola, attraverso il suo insegnamento, deve adeguarsi al processo formativo, essere al passo con quello evolutivo della società al fine di dare delle risposte in merito al suo vero scopo: la formazione integrale della persona.

La Commissione Europea sulle competenze chiave della cittadinanza fornisce, infatti, delle indicazioni precise sui concetti di conoscenza, abilità e competenza. Per competenza, descritta in termini di responsabilità e autonomia, si intende la capacità di usare conoscenze, abilità e capacità in situazioni diverse. Non necessariamente la competenza deve essere legata ad una disciplina, ma può anche avere carattere trasversale.

Gli stili cognitivi e dell’apprendimento autoregolato

Ogni studente ha delle caratteristiche individuali da cui deriva la diversità di risultati scolastici, in riferimento ad abilità cognitive, conoscenze, strategie, stili cognitivi, motivazioni. Lo stile cognitivo dipende dalle attitudini della personalità, ed indica il modo che ogni individuo ha di percepire, ricordare, pensare, apprendere, assimilare, trasformare e utilizzare le diverse informazioni. Un insegnante che voglia fare con coscienza il proprio lavoro ha il dovere di conoscere i diversi stili cognitivi degli allievi, per poi adattare l’attività didattica al loro stile di apprendimento e rendere efficace la propria azione didattica; adottando diversi metodi di insegnamento e di valutazione nelle varie situazioni il docente valorizza, partendo dal punto di forza delle conoscenze dell’allievo, le sue reali competenze, differenti per ciascuno. Un alunno che si sente rispettato nei suoi ritmi di apprendimento e nei suoi stili di apprendimento è maggiormente motivato allo studio ed acquista fiducia nelle proprie potenzialità. In questo modo lo studente riconosce la corrispondenza tra le diverse situazioni ed il proprio stile di apprendimento grazie al livello metacognitivo ed alla capacità di organizzare e controllare i processi mentali, nel momento in cui si adegua alle esigenze ed al compito da svolgere: autonomia, intraprendenza e partecipazione responsabile nella realizzazione del lavoro scolastico ne sono gli elementi fondamentali. Tuttavia nel processo di apprendimento è bene che gli studenti facciano anche esperienza con stili cognitivi diversi, da adottare variamente in base alle caratteristiche richieste dal compito in cui sono impegnati.

Il processo dell’osservazione

Nell’ambito educativo l’osservazione è un processo indispensabile per strutturare i dati raccolti ed elaborarli. Esso si articola in tre fasi: focalizzazione, raccolta e annotazione dei dati ed analisi.

Focalizzare

Un’osservazione sistematica, infatti, impiega delle procedure coerenti e ripetibili, delle tecniche rigorose di osservazione, di annotazione e di codifica e prova a mettere in luce ciò che ciascuno allievo possiede in termini di conoscenza e di eleaborare per un sapere competente.

Raccogliere

La raccolta dei dati è preceduta dalla valutazione delle risorse disponibili e dalla predisposizione degli strumenti necessari all’osservazione stessa. Se la raccolta dei dati è corretta e dettagliata, per quantità e qualità, anche l’analisi ed i risultati è attendibile, in un contesto in cui si sia accertata la normalità dei comportamenti di chi si sta osservando.

Analizzare

Un piano d’osservazione deve prospettare all’osservatore le difficoltà che si possano incontrare durante il percorso, in modo da studiare la maniera migliore per affrontarle scegliendo le tecniche di osservazione più adeguate al raggiungimento degli obiettivi programmati.

L’osservatore che vuole dare sistematicità alla sua attività, deve considerare la pertinenza, la validità e l’affidabilità dell’osservazione. A questo scopo egli definisce una check list, che consiste in un promemoria sull’oggetto da osservare, corredato di un elenco di comportamenti attesi che vengono rilevati e di volta in volta annotati.

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