La Valutazione nella Scuola in “chiaro”

Di Lalla
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Marco Barone – Con la circolare ministeriale n. 108 del 27-12-2011 è stato preannunciato dal MIUR, nelle sue linee generali, il progetto “Scuola in chiaro”, che si muove nell’ottica di rendere disponibile on line sul sito del MIUR una serie di informazioni riguardanti le Istituzioni scolastiche.

Marco Barone – Con la circolare ministeriale n. 108 del 27-12-2011 è stato preannunciato dal MIUR, nelle sue linee generali, il progetto “Scuola in chiaro”, che si muove nell’ottica di rendere disponibile on line sul sito del MIUR una serie di informazioni riguardanti le Istituzioni scolastiche.

Tra le varie voci disponibili si segnalano quelle inerenti la didattica, i servizi offerti, la valutazione, eventuale presenza di modelli personalizzati per le iscrizioni. Tali dati sono stati inseriti a partire dal 4 gennaio 2012 , con la possibilità di effettuare in via permanente modifiche, integrazioni, aggiornamenti delle informazioni stesse.

Recentemente è stata pubblicata l’intervista di Paolo Sestito, Commissario straordinario dell’INVALSI, a cura di Giancarlo Cerini e Mariella Spinosi per il n°.2 del 2012 della rivista Voci della Scuola.

Tra le varie cose che evidenzia si sottolinea il fatto che L’INVALSI da quest’anno sta intensificando i suoi sforzi nel contrastare i comportamenti scorretti in sede di conduzione delle prove. Intervenendo a valle dell’effettuazione delle prove, abbiamo non solo stimato l’entità di questi comportamenti scorretti – tramite una procedura statistica che identifica, a livello di singola classe, il cd cheating – ma anche iniziato a restituire alle scuole dati al netto di questi effetti.

Esprime anche del moralismo affermando, come InValsi, vuole fare del problema della onestà in sede di conduzione delle prove una grande questione nazionale e non qualcosa di cui parlare a mezza bocca. Del resto, l’onestà in sede di conduzione delle prove è uno dei primi veri insegnamenti civici che le scuole dovrebbero e potrebbero trasmettere ai propri studenti.

Specifica che all’InValsi non compete dare indicazioni di natura didattica , ma intende inoltre documentare le azioni di riflessione didattica – di vera e propria ricerca didattica – messe in atto nelle scuole (spesso in collaborazione col mondo dell’Università) a valle della lettura delle prove INVALSI. Tra le novità che sottolinea emerge la conferma dell’impegno a non rendere pubblici i risultati delle singole scuole e classi. Aggiungendo che che personalmente lascerebbe l’incarico di responsabile dell’INVALSI ove, fosse anche per via di un esplicito obbligo di legge, una tale pubblicizzazione automatica, obbligatoria e di massa dovesse venire prevista.

Però, ciò che hanno previsto è che, per le scuole che vogliano rendere pubblici i propri risultati, ciò sarà possibile farlo adoperando un format predefinito e il canale “Scuola in chiaro” predisposto dal MIUR. L’obiettivo è quello di rendere pubblici, sempre solo per chi voglia farlo, dati in un formato che ne faciliti la leggibilità e che non induca forme di “pubblicità ingannevole” . Ma se esiste l’Impegno dell’InValsi a non rendere pubblici i dati delle singole scuole per quale motivo possono le singole scuole pubblicare i dati delle prove InValsi che le riguardano? O li si pubblicano o non li si pubblicano, altrimenti il tutto mi pare l’ennesimo scarica consapevole barile. Cosa accade nella realtà? Ho verificato sul canale Scuola in Chiaro , come le scuole curano la voce Valutazione. Devo rilevare che le scuole italiane che fino ad oggi hanno curato questa voce sono poche, e di norma si dividono in due categorie, quelle che evidenziano, nella loro totale autonomia, l’autovalutazione interna e le modalità di valutazione degli studenti , e quelle che invece p ubblicizzano i risultati dell’InValsi . Come non leggere la pubblicazione di questi dati come anche forma di pubblicità della scuola? Per esempio il Liceo Mameli , o il Seneca od il Socrate di Roma , sono alcune scuole che a titolo esemplificativo hanno pubblicato i risultati delle prove dell’InValsi d ella loro scuola, comparando i dati con la media del Lazio e dell’Italia e guarda caso sono delle scuole che hanno una media superiore a quella del Lazio se non italiana. Altre scuole invece si sono sbizzarrite nella corsa all’autovalutazione , che sembrava un qualcosa di lontano anni luce dal nostro sistema scolastico, salvo il caso Vales e le 300 scuole campione. Invece ho dovuto registrare forme, a quanto pare consolidate, di vera e propria autovalutazione che riguardano l’attività dei docenti, degli Ata, degli studenti e della scuola nel suo complesso.

Per esempio al Liceo Vittoria Colonna di Roma, si sottolinea che v engono effettuati monitoraggi e report della funzione strumentale del POF sulle attività didattiche con rilevazioni periodiche al fine di verificare il raggiungimento degli standard di qualità dell’Istituto attraverso strumenti di sondaggio come questionari e interviste da sottoporre alle componenti coinvolte per far emergere nel caso dei progetti:

– la valutazione sulla utilità delle azioni progettuali in relazione alle ricadute sugli esiti di degli apprendimenti. – la rispondenza tra Indicazioni nazionali, risultati attesi e risultati ottenuti. – la qualità dei servizi offerti, delle relazioni e dell’accoglienza dell’ambiente e del clima relazionale Oppure il Liceo BERTRANDRUSSELL di Roma dove esiste una commissione di Monitoraggio e di Autovalutazione di Istituto, e si ricorre sempre al sistema questionari rivolti agli studenti che vanno dalla percezione della legalità alla coesione social e. Oppure il Giulio Cesare di Roma la cui attività di autovalutazione è stata fortemente voluta dal Dirigente scolastico con la esplicita finalità di migliorare la qualità della didattica e dei servizi dell’istituto, favorendo, alla luce degli esiti di rilevazioni quantitative e qualitative, la capacità di analisi, dialogo e confronto fra le diverse componenti della scuola.

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