Valutazione merito docenti e avanzamenti carriera dei migliori, così si risolleva la nostra Scuola. Lettera

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Invito da*- Dato per scontato che questa mia nota vuol essere solo uno spunto, uno stimolo a chi si cimenta nella nobile ricerca pedagogico didattica, considerato che le prove INVALSI hanno un valore meramente indicativo, che qualche quesito è mal confezionato e pure ambiguo, sta il fatto che l’ignoranza della nostra lingua imperversa tanto che siamo ormai avvezzi a sopportare frequenti svarioni di giornalisti o conduttori di testate nazionali e locali che svelano carenze non risolte dalla prima/seconda media.

Che alla sintassi, all’analisi grammaticale, logica e del periodo, si debbano aggiungere altri “ingredienti”, come passione e motivazione all’insegnamento e all’apprendimento, è fuor di ogni dubbio.

CHE IL DETTATO ORTOGRAFICO sia un’ ANTICAGLIA, che lo sia pure il riassunto, o la lettura drammatizzata di un testo, può darsi. Non credo però vi siano modelli stra-validati dalla storia della pedagogia che possano essere destinati al cassonetto. Le mode e i design ritornano, con nuove tecniche e nuovi adattamenti. Ma ritornano.

Il futuro è sintesi, trasformazione che non rottama. Non amo i rottamatori della della nostra straordinaria lingua, abbruttita da frettolosi xkè, impoverita nelle forme verbali, nei modi e nei tempi: indicativo, passato prossimo, molto presente, poco futuro.

Sì perchè un paese impoverito nella lingua è un paese impoverito di futuro. Senza i pilastri la casa non regge, senza la capacità di comprendere un testo non si capiranno i principi costituzionali, nè le generazioni future saranno in grado di interpretare un messaggio complesso, al di là dello slogan. È così che vince l’ignoranza …

Non basta però l’aver abolito le penose tesine agli Esami di Stato, quelle scritte con il copia incolla, o l’aver introdotto e nobilitato le materie di indirizzo…ci vuole altro.

Ci vuole un nuovo contratto con la valutazione del merito dei docenti, avanzamenti di carriera dei migliori, perchè non è vero che i docenti sono tutti uguali.

La contrattazione d’Istituto, così com’è concepita oggi, quella sì è un’ anticaglia che, mi auguro, abbia concluso la sua fase storica.

*Laura Fasiolo, ex Dirigente Scolastico
sen PD XVII Legislatura

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