Valutazione insegnanti: le ragioni per valutare i singoli e non solo scuola, dirigenti e team

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Secondo le ricerche OCSE in tutti i Paesi avanzati si sono adottati metodi per premiare e valutare i singoli insegnanti, in Italia, invece, si registrano ancora resistenze a tal proposito quando si è ampiamente dimostrato che è proprio la qualità degli insegnanti  a incidere maggiormente sul successo scolastico degli studenti.

Secondo le ricerche OCSE in tutti i Paesi avanzati si sono adottati metodi per premiare e valutare i singoli insegnanti, in Italia, invece, si registrano ancora resistenze a tal proposito quando si è ampiamente dimostrato che è proprio la qualità degli insegnanti  a incidere maggiormente sul successo scolastico degli studenti.

In Italia si preferisce valutare l’apprendimento, le scuole, i dirigenti ma si frena bruscamente quando si tratta di valutare la qualità professionale dei singoli insegnanti.

La valutazione degli insegnanti non è soltanto un salire in cattedra per giudicare l’operato dei docenti ma è anche un modo per dare il giusto feedback al corpo insegnante che sempre più spesso viene giudicato come un insieme e non come un team composto da singoli elementi.

Le indagini internazionali sottolineano come sono gli stessi insegnanti ad essere favorevoli ad una valutazione individuale del proprio operato: 2 insegnanti su 3 vorrebbero la valutazione sul singolo per sentirsi supportati, per capire se stanno svolgendo bene il proprio dovere e per sapere se possono fare meglio.

Gli insegnanti italiani sempre più spesso lamentano di aver perso visibilità e considerazione sociale, di essere lasciati troppo soli.




La valutazione delle scuole, che presto avrà inizio in Italia, non potrà certo rispondere alle esigenze dei singoli insegnanti poiché da una parte si tratta di un’autovalutazione nella maggioranza dei casi e, soprattutto, perché una valutazione collettiva non permette all’apporto individuale ai risultati generali di emergere.

Le scuole producono risultato per l’apporto di molti, questo va sottolineato certamente, ma va sottolineato anche che non tutti danno lo stesso contributo e che in alcuni casi qualcuno non da il proprio contributo o costituisce un danno.

Questi soltanto alcuni aspetti della memoria prodotta da TreeLLLe “Le buone ragioni per valutare i singoli insegnanti”, nella quale viene sottolineata l’importanza della valutazione del singolo anche nel futuro reclutamento dei nuovi dirigenti scolastici: dovrebbero poter accedere ai concorsi per presidi soltanto gli insegnanti che hanno già ricoperto incarichi nella gestione e nell’organizzazione della scuola.

Già La Buona scuola ha introdotto l’idea degli “scatti di competenza” da riconoscere soltanto al 66% degli insegnanti in base alla valutazione che dovrebbe avvenire ogni 3 anni sulla base di crediti didattici, formativi e professionali. Le  critiche principali che sono state avanzate  questo sistema di valutazione e premialità degli insegnati sono state che in questo modo si rischia di generare competizione nel corpo docente a danno della collaborazione. Quello che nella memoria di TreeLLLe si fa notare è che in ogni luogo di lavoro esiste un competizione tra persone che concorrono allo stesso risultato e molto spesso oltre alle competizione si crea il fenomeno dell’emulazione dove i migliori diventano il modello per i più giovani e inesperti.

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