Valutazione finale nella scuola primaria: la rubrica con i livelli da considerare

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L’incertezza determinata dalla complessità e dal tempo contemporaneo che stiamo vivendo può essere affrontata con grande utilità soltanto se, attraverso una continua ricerca-azione condivisa, ci riesce di costruire certezze (per dare senso all’azione): provvisorie (finché i feedback raccolti dimostrano che funzionano), successive (sostituite da altre regole, altri schemi quando i segnali dell’esperienza lo rendono necessario).

Riferimenti normativi

D.M. 254/2012, recante “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”;

D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 62: decreto valutazione recante “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107;

D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 66 recante “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”;

Legge 20 agosto 2019, n. 92, recante “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”;

D.L. 8 aprile 2020, n. 22 , convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41, concernente “Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato, nonché in materia di procedure concorsuali e di abilitazione per la continuità della gestione accademica”, e in particolare l’articolo 1, comma 2–bis, il quale prevede che “in deroga all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, dall’anno scolastico 2020/2021, la valutazione finale degli apprendimenti degli alunni delle classi della scuola primaria, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle indicazioni nazionali per il curricolo è espressa attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione e riferito a differenti livelli di apprendimento, secondo termini e modalità definiti con ordinanza del Ministro dell’istruzione”;

L’O.M. 172 del 4 dicembre 2020

Il documento elaborato dall’I.C. San Giovanni Bosco di Manfredonia diretto magistralmente dal dirigente scolastico prof. Filippo Quitadamo fa una disamina del corredo normativo relativo alla valutazione della scuola Primaria, partendo proprio dall’O.M. 172 del 4 dicembre 2020 che prevede:

La valutazione degli apprendimenti delle alunne e degli alunni della scuola primaria, nell’ambito delle finalità indicate nell’articolo 1, comma 1 del decreto valutazione, concorre, insieme alla valutazione dell’intero processo formativo, alla maturazione progressiva dei traguardi di competenza definiti dalle Indicazioni Nazionali ed è coerente con gli obiettivi di apprendimento declinati nel curricolo di istituto.

Le Modalità di valutazione degli apprendimenti

A decorrere dall’anno scolastico 2020/2021 la valutazione periodica e finale degli apprendimenti è espressa, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali, ivi compreso l’insegnamento trasversale di educazione civica di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92, attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione, nella prospettiva formativa della valutazione e della valorizzazione del miglioramento degli apprendimenti.

La valutazione in itinere

La valutazione in itinere, in coerenza con i criteri e le modalità di valutazione definiti nel Piano triennale dell’Offerta Formativa, resta espressa nelle forme che il docente ritiene opportune e che restituiscano all’alunno, in modo pienamente comprensibile, il livello di padronanza dei contenuti verificati.
Le istituzioni scolastiche adottano modalità di interrelazione con le famiglie, eventualmente attraverso l’uso del registro elettronico, senza alcuna formalità amministrativa, curando le necessarie interlocuzioni tra insegnanti e famiglie, ai fini di garantire la necessaria trasparenza del processo di valutazione, con particolare riferimento alle famiglie non italofone.

I Giudizi descrittivi

I giudizi descrittivi, di cui al comma 1, sono riferiti agli obiettivi oggetto di valutazione definiti nel curricolo d’istituto, e sono riportati nel documento di valutazione.
Nel curricolo di istituto sono individuati, per ciascun anno di corso e per ogni disciplina, gli obiettivi di apprendimento oggetto di valutazione periodica e finale. Gli obiettivi sono riferiti alle Indicazioni Nazionali, con particolare attenzione agli obiettivi disciplinari e ai traguardi di sviluppo delle competenze.

I giudizi descrittivi da riportare nel documento di valutazione sono correlati ai seguenti livelli di apprendimento, in coerenza con i livelli e i descrittori adottati nel Modello di certificazione delle competenze, e riferiti alle dimensioni indicate nelle Linee guida:

  • In via di prima acquisizione
  • Base
  • Intermedio
  • Avanzato.

I criteri di valutazione

L’Istituzione scolastica elabora i criteri di valutazione, da inserire nel piano triennale dell’offerta formativa.

La descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti, la valutazione del comportamento e dell’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa restano disciplinati dall’articolo 2, commi 3, 5 e 7 del Decreto valutazione.

La Valutazione degli apprendimenti degli alunni con disabilità e con disturbi specifici dell’apprendimento

La valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità certificata è correlata agli obiettivi individuati nel piano educativo individualizzato (PEI) predisposto ai sensi del D.Lgs. 66/2017.
La valutazione delle alunne e degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) tiene conto del piano didattico personalizzato (PDP) predisposto dai docenti contitolari della classe ai sensi della legge 8 ottobre 2010, n. 170.

Linee guida del 3 dicembre 2020: “La formulazione dei giudizi descrittivi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria”

Come è noto, con l’OM 172 del 4 dicembre 2020, il Ministero dell’istruzione rivoluziona il metodo di valutazione degli scrutini nella scuola Primaria. L’art. 3 comma 1 dell’Ordinanza, così recita: “A decorrere dall’anno scolastico 2020/2021 la valutazione periodica e finale degli apprendimenti è espressa, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali, ivi compreso l’insegnamento trasversale di educazione civica di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92, attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione, nella prospettiva formativa della valutazione e della valorizzazione del miglioramento degli apprendimenti”.

Un impianto valutativo che supera il voto numerico su base decimale nella valutazione periodica e finale

Pertanto, la Nuova normativa ha individuato, per la scuola primaria, un impianto valutativo che supera il voto numerico su base decimale nella valutazione periodica e finale e consente di rappresentare, in trasparenza, gli articolati processi cognitivi e meta-cognitivi, emotivi e sociali attraverso i quali si manifestano i risultati degli apprendimenti. Quindi, il voto è sostituito da una descrizione autenticamente analitica, affidabile e valida del livello raggiunto in ciascuna delle dimensioni che caratterizzano gli apprendimenti. La valutazione è lo strumento essenziale per attribuire valore alla progressiva costruzione di conoscenze realizzata dagli alunni, per sollecitare il dispiego delle potenzialità di ciascuno partendo dagli effettivi livelli di apprendimento raggiunti, per sostenere e potenziare la motivazione al continuo miglioramento a garanzia del successo formativo e scolastico.

Le scelte di fondo

L’ordinanza compie alcune scelte di fondo. Rimangono invariate, così come previsto dall’articolo 2, commi 3, 5 e 7 del D.Lgs. 62/2017, le modalità per la descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti, la valutazione del comportamento e dell’insegnamento della religione cattolica (IRC) o dell’attività alternativa (AAIRC). I giudizi descrittivi delle discipline sono elaborati e sintetizzati sulla base di quattro livelli di apprendimento e dei relativi descrittori, in analogia con i livelli e i descrittori adottati per la Certificazione delle competenze, da correlare agli obiettivi delle Indicazioni Nazionali, come declinati nel curricolo di istituto e nella progettazione annuale della singola classe/interclasse.
Pertanto, a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021 la valutazione periodica e finale degli apprendimenti è espressa, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle Indicazioni Nazionali, ivi compreso l’insegnamento trasversale di educazione civica di cui alla legge 20 agosto 2019, n. 92, attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento/scheda di valutazione, riferito agli obiettivi oggetto di valutazione definiti nel curricolo d’istituto e riportati nella scheda di valutazione. Gli obiettivi sono riferiti alle Indicazioni Nazionali, con particolare attenzione agli obiettivi disciplinari e ai traguardi di sviluppo delle competenze.

Valutazione IRC e AAIRC

La valutazione dell’insegnamento della religione cattolica o delle attività alternative, per le alunne e gli alunni che si avvalgono di tali insegnamenti, viene riportata su una nota separata dal documento di valutazione ed espressa mediante un giudizio sintetico riferito all’interesse manifestato e ai livelli di apprendimento conseguiti.

Valutazione del comportamento (in DaD e DIP)

La valutazione del comportamento viene espressa per tutto il primo ciclo (lo era anche prima), mediante un giudizio sintetico che fa riferimento allo sviluppo delle competenze di cittadinanza attiva e responsabile:

  • Rispetto delle regole della comunità scolastica (Costituzione);
  • Rispetto dell’ambiente di vita scolastica (Sostenibilità);
  • Uso corretto delle tecnologie e delle netiquette (in DaD e in DIP) – cittadinanza digitale; •
  • Rispetto degli altri, disponibilità alla collaborazione e all’interazione con compagni (relazione);
  • Partecipazione, impegno, metodo di studio.

Valenza Formativa/educativa della Valutazione

La valutazione realmente formativa è quella che permette di conoscere meglio l’alunno (pedagogia differenziata) al fine di aiutarlo meglio. Pertanto, la valutazione è al servizio dell’azione, ovvero dell’apprendimento.
Le docenti, quindi, valuteranno, per ciascun alunno, il livello di acquisizione degli obiettivi di apprendimento (intermediari per assicurare lo sviluppo delle competenze) appositamente individuati quale oggetto di valutazione periodica e finale.

I livelli di apprendimento

I docenti valutano, per ciascun alunno, il livello di acquisizione dei singoli obiettivi di apprendimento individuati nella progettazione annuale e appositamente selezionati come oggetto di valutazione periodica e finale. I livelli di apprendimento previsti dalla nuova normativa sono:

  • Avanzato
  • Intermedio
  • Base
  • In Via Di Prima Acquisizione.

I criteri per descrivere gli apprendimenti

I criteri per descrivere gli apprendimenti, si legge nel pregevole documento elaborato dall’I.C. San Giovanni Bosco di Manfredonia diretto dal dirigente scolastico prof. Filippo Quitadamo, una vera eccellenza nel campo della organizzazione, della didattica e della formazione, sono le dimensioni:

  • l’autonomia dell’alunno nel mostrare la manifestazione di apprendimento descritto in uno specifico obiettivo. L’attività dell’alunno si considera completamente autonoma quando non è riscontrabile alcun intervento diretto del docente;
  • la tipologia della situazione (nota o non nota) entro la quale l’alunno mostra di aver raggiunto l’obiettivo. Una situazione (o attività, compito) nota può essere quella che è già stata presentata dal docente come esempio o riproposta più volte in forme simili per lo svolgimento di esercizi o compiti di tipo esecutivo. Al contrario, una situazione non nota si presenta all’allievo come nuova, introdotta per la prima volta in quella forma e senza specifiche indicazioni rispetto al tipo di procedura da seguire;
  • le risorse mobilitate per portare a termine il compito. L’alunno usa risorse appositamente predisposte dal docente per accompagnare il processo di apprendimento o, in alternativa, ricorre a risorse reperite spontaneamente nel contesto di apprendimento o precedentemente acquisite in contesti informali e formali;la continuità nella manifestazione dell’apprendimento. Vi è continuità quando un apprendimento è messo in atto più volte o tutte le volte in cui è necessario oppure atteso. In alternativa, non vi è continuità quando l’apprendimento si manifesta solo sporadicamente o mai.

I livelli di apprendimento (avanzato, intermedio, base, in via di prima acquisizione)

I livelli di apprendimento (avanzato, intermedio, base, in via di prima acquisizione) sono descritti, tenendo conto della combinazione delle dimensioni sopra definite:

  • Avanzato: L’ alunno porta a termine compiti in situazioni note e non note, mobilitando una varietà di risorse sia fornite dal docente sia reperite altrove, in modo autonomo e con continuità.
  • Intermedio: L’ alunno porta a termine compiti in situazioni note in modo autonomo e continuo; risolve compiti in situazioni non note utilizzando le risorse fornite dal docente o reperite altrove, anche se in modo discontinuo e non del tutto autonomo.
  • Base: L’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e utilizzando le risorse fornite dal docente, sia in modo autonomo ma discontinuo, sia in modo non autonomo, ma con continuità.
  • In via di prima acquisizione: L’alunno porta a termine compiti solo in situazioni note e unicamente con il supporto del docente e di risorse fornite appositamente.

Come definito nell’articolo 3 comma 7 dell’ordinanza restano invariate la descrizione del processo e del livello globale degli apprendimenti e la valutazione del comportamento e dell’insegnamento della Religione Cattolica (IRC) o dell’Attività alternativa (AAIRC), art. 2 commi 3,5,7 e del D.Lgs. 62/2017.

L’insegnamento dell’Educazione Civica

L’insegnamento dell’Educazione Civica, come previsto dalle Linee Guida per l’Educazione Civica del 22 giugno 2020, è oggetto di valutazioni periodiche e finali per registrare il raggiungimento delle competenze in uscita previste dai curricoli. Data la trasversalità e la contitolarità della disciplina, è stato individuato il docente Coordinatore di classe che formulerà una proposta di valutazione, in sede di scrutinio, dopo aver acquisito elementi conoscitivi dai docenti del Team. Le griglie di valutazione, elaborate dai docenti, saranno uno degli strumenti oggettivi di valutazione, applicati ai percorsi interdisciplinari, per registrare il progressivo sviluppo delle competenze previste nel Curricolo. Poiché la valutazione del comportamento si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza, allo Statuto delle studentesse e degli studenti, al Patto educativo di corresponsabilità e ai Regolamenti approvati dalle istituzioni scolastiche, nel formularla, in sede di scrutinio, si terrà conto anche delle competenze conseguite nell’ambito dell’insegnamento di Educazione Civica.

Obiettivi non ancora raggiunti

Per gli obiettivi non ancora raggiunti o per gli apprendimenti in via di prima acquisizione i docenti strutturano percorsi educativo-didattici tesi al raggiungimento degli obiettivi, coordinandosi con le famiglie nell’individuazione di eventuali problematiche legate all’apprendimento, mettendo in atto strategie individualizzate e personalizzate.

Valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità certificata

La valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità certificata (PEI) è espressa con giudizi descrittivi coerenti con il piano educativo individualizzato predisposto dai docenti contitolari della classe secondo le modalità previste dal decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66.

Valutazione delle alunne e degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento

La valutazione delle alunne e degli alunni con disturbi specifici dell’apprendimento (PdP) tiene conto del piano didattico personalizzato predisposto dai docenti contitolari della classe ai sensi della legge 8 ottobre2010, n. 170.
Analogamente, nel caso di alunni che presentano sia bisogni educativi speciali (BES) sia non Italofoni, i livelli di apprendimento delle discipline si adattano agli obiettivi della progettazione specifica, elaborata con il piano didattico personalizzato(PdP).

Quali criteri per descrivere gli apprendimenti?

Ci si riferisce alle dimensioni:

  • autonomia
  • continuità
  • tipologia della situazione (nota e non nota)
  • risorse mobilitate
  • altre dimensioni eventualmente elaborate dal Collegio Docenti (inserite nei criteri di valutazione all’interno del PTOF): partecipazione, rispetto delle regole, responsabilità, autovalutazione, creatività, senso di appartenenza, relazione, lessico e comunicazione, pensiero divergente.

Il Documento di Valutazione

Ecco gli elementi del documento di valutazione:

  • la disciplina;
  • gli obiettivi di apprendimento (anche per nuclei tematici);
  • il livello
  • il giudizio descrittivo (con definizione dei livelli).

La descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti

La descrizione del processo e del livello globale di sviluppo degli apprendimenti, la valutazione del comportamento e dell’insegnamento della religione cattolica o dell’attività alternativa restano disciplinati dall’articolo 2, commi 3, 5 e 7 del Decreto valutazione 62/2017.
La valutazione delle alunne e degli alunni con disabilità certificata è correlata agli obiettivi individuati nel PEI predisposto ai sensi del D.Lgs. 66/2017.

La valutazione delle alunne e degli alunni con DSA tiene conto del PDP predisposto dai docenti contitolari della classe ai sensi della legge 8 ottobre 2010, n. 170.

Prospettiva di apprezzamento e non di misurazione

L’ottica è quella della valutazione nella prospettiva di apprezzamento e non di misurazione e come sommatoria degli esiti delle prove, ma come valutazione formativa allargando lo sguardo valutativo sia verso il prodotto, sia verso il processo, cioè PER l’apprendimento che “precede, accompagna, segue” ogni processo curricolare e deve consentire di valorizzare i progressi negli apprendimenti degli allievi e il processo di apprendimento educativo”, assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo; documenta lo sviluppo dell’identità personale e promuove l’autovalutazione di ciascuno in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze.
In conclusione, il momento valutativo NON sarà inteso come classificatorio e sanzionatorio, ma come regolatore del processo di insegnamento-apprendimento e questo documento vuole comunicare il concetto di valutazione dialogata con le famiglie e con una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo/motivazione al miglioramento continuo.

Promuovere una vera cultura della valutazione

La riforma della valutazione è un’occasione per promuovere una vera cultura della valutazione e sottolineare la cura del processo di apprendimento, per cui la sfida per la valutazione è costruire concetti prima di costruire strumenti (scheda di valutazione).

Allora, quale concetto di valutazione vogliamo portare avanti? Quali scopi vogliamo assegnare alla valutazione?

Il passaggio dai voti al giudizio descrittivo comporta la sfida di combattere la povertà informativa del voto che misura, ma non fornisce la spiegazione del perché e del come. La riforma mira a sradicare la concezione della misura come fattore di qualità, per portare avanti la valutazione formativa e proattiva.

Ulteriori suggerimenti e note in sintesi

Valutazione dialogata nella costante relazione con alunni e genitori per promuovere l’autovalutazione; in essa aggiungo e descrivo in modo più analitico;

Per alunni H e DSA usare stessa scheda di valutazione con obiettivi rapportati al PEI o al PDF;

La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curriculari e assume una veste e funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo; promuove l’autovalutazione, cioè la coscientizzazione del proprio
percorso in relazione alle acquisizioni di conoscenze, abilità e competenze;

La valutazione è al servizio del progetto di sviluppo globale della persona e dell’azione;

Bisogna partire dalle Indicazioni Nazionali, declinate nel Curricolo verticale d’Istituto e nella programmazione annuale, per individuare e definire il repertorio degli obiettivi di apprendimento che descrivono manifestazioni dell’apprendimento in modo specifico ed esplicito da poter essere osservabili;

Gli obiettivi di apprendimento sono campi del sapere, conoscenze, abilità indispensabili (funzionali, strumentali) per conseguire i traguardi per lo sviluppo delle competenze, cioè piste culturali da percorrere per finalizzare l’azione educativa allo sviluppo integrale dell’alunno;

Quindi, obiettivi = conoscenze, abilità; traguardi = competenze, azioni da compiere; allora, chiederci quali conoscenze e abilità (obiettivi) servono per un agire competente rispetto a un traguardo;

Individuati un traguardo occorre definire gli obiettivi da mettere in gioco per un agire competente;

I traguardi indicano un processo, uno sviluppo, un incremento nel tempo, gli obiettivi sono funzionali, strumentali allo sviluppo delle competenze;

L’autovalutazione evidenzia la consapevolezza del proprio apprendimento, la responsabilità, il grado di autonomia, per dare le parole al proprio apprendimento, descriverlo, renderlo dicibile. Può essere una nuova dimensione per la valutazione;

La valutazione buonista significa nascondersi, non prendersi le proprie responsabilità, negare la serietà della valutazione;

Il momento valutativo non come classificatorio e sanzionatorio, ma come regolatore del processo di insegnamento-apprendimento, valutazione per l’apprendimento;

Non si deve insegnare solo ciò che è misurabile e valutabile, perché la valutazione è anche ascolto, dialogo, narrazione di sé, dei processi;

Si possono prevedere altre dimensioni: pensiero divergente, autovalutazione; senso di appartenenza; relazione; comunicazione/lessico; responsabilità …;

Bisogna passare dalla valutazione del solo prodotto, prestazione (parte emersa dell’iceberg) alla valutazione del processo (parte sommersa dell’iceberg); dal paradigma della decisione (comportamentismo, funzione selettiva della scuola) al paradigma dell’informazione e dell’interpretazione (costruttivismo, apprendimento come costruzione attiva del soggetto, valutazione formativa e proattiva che assiste, motiva e favorisce l’apprendimento durante il processo);

Sottolineare ciò che l’alunno sa e sa fare, a che livello e non ciò che non sa o non sa fare.

I verbi operativi

Usare verbi operativi in grado di esprimere l’azione che contiene il contenuto disciplinare che può essere di 4 tipi:

  • fattuale: terminologia, dati;
  • concettuale: classificazioni, leggi, principi;
  • procedurale: sequenza di azioni, schemi, procedimenti;
  • metacognitivo: riflessioni/consapevolezza sul proprio apprendimento).

Non si valuta l’alunno, ma l’obiettivo se è stato raggiunto e il livello; comunicare le strategie, le azioni da compiere in caso di obiettivo in via di prima acquisizione; attivarsi affinché il divario tra classe e alcuni alunni non aumenti.

Strumenti per acquisire elementi conoscitivi su cui basare la valutazione: colloqui, osservazioni sistematiche, prove di verifica informale e formale (prove di valutazione), esercizi…

Il giudizio descrittivo va oltre la misurazione

È un ritorno al passato per la scuola primaria poiché il giudizio descrittivo sottende una certa cultura della valutazione, il voto un’altra cultura: il giudizio descrittivo va oltre la misurazione in quanto descriviamo il “come” cioè il processo e gli obiettivi, tramite i verbi operativi devono contenere sia l’azione, sia il contenuto per poi passare a concepire una valutazione per l’apprendimento, cioè per la competenza.

La nuova cultura o filosofia valutativa

La nuova cultura o filosofia valutativa, che sottende questa modifica pedagogica, porta i docenti ad allargare il loro sguardo valutativo, una sfida che porta a valutare non la persona alunno, ma il suo apprendimento, come matura e ciò che i docenti fanno e come l’hanno fatto. Nulla è cambiato per quanto concerne IRC e AAIRC e il comportamento. La novità è solo per l’Educazione Civica che può suggerire altre dimensioni valutative. La valutazione del comportamento si riferisce allo sviluppo delle competenze di cittadinanza. Lo Statuto delle studentesse e degli studenti, il Patto educativo di corresponsabilità e i regolamenti approvati dalle istituzioni scolastiche ne costituiscono i riferimenti essenziali”.

Funzioni della valutazione

La funzione formativa della valutazione – si legge nel pregevole documento elaborato dall’I.C. San Giovanni Bosco di Manfredonia diretto dal dirigente scolastico prof. Filippo Quitadamo – era già affermata dalle Nuove Indicazioni Nazionali: “La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Attiva le azioni da intraprendere, regola quelle avviate, promuove il bilancio critico su quelle condotte a termine. Assume una preminente funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo al miglioramento continuo.”

Dai suddetti documenti si evince che la valutazione degli alunni risponde alle seguenti funzioni fondamentali:

  • Verificare l’acquisizione degli apprendimenti programmati.
  • Adeguare le proposte didattiche e le richieste alle possibilità e ai ritmi di apprendimento individuali e del gruppo classe.
  • Predisporre eventuali interventi di recupero o consolidamento, individuali o collettivi.
  • Fornire agli alunni indicazioni per orientare l’impegno e sostenere l’apprendimento.
  • Promuovere l’autoconsapevolezza e la conoscenza di sé, delle proprie potenzialità e difficoltà.
  • Fornire ai docenti elementi di autovalutazione del proprio intervento didattico.
  • Comunicare alle famiglie gli esiti formativi scolastici e condividere gli impegni relativi ai processi di maturazione personale (valutazione dialogata o dialogica).

Che cosa si valuta

La verifica degli apprendimenti elaborati dalla scuola e codificati dal Curricolo d’Istituto sulla base delle Indicazioni Nazionali.

La valutazione del Comportamento cioè della partecipazione, del rispetto delle regole, della cura del materiale, dell’impegno, dell’interesse, condizioni che rendono l’apprendimento efficace e formativo.

La rilevazione delle Competenze di base relative agli apprendimenti disciplinari e propedeutiche allo sviluppo continuo della capacità di apprendere e la loro Certificazione al termine della classe terminale. Pertanto, nel formulare la valutazione quadrimestrale gli insegnanti terranno conto della situazione di partenza, dei progressi nell’apprendimento, dei tempi di attenzione, di concentrazione, del grado di partecipazione e interesse.

La valutazione, dunque, non può essere ridotta alla mera “misurazione” del sapere acquisito dagli alunni, né questi possono essere considerati come oggetti da osservare misurare e apprezzare in modo “oggettivo”; non può riferirsi al solo “prodotto” e apprezzarlo, ma deve prendere in considerazione il “processo” di costruzione dell’apprendimento che compie l’alunno; non è solo dell’apprendimento, ma anche e specialmente per l’apprendimento.
Le docenti sono tenute a valutare la crescita degli alunni e a premiare il loro sforzo di miglioramento sia in DIP, sia in DaD, pur nella considerazione dei dati oggettivi in relazione agli standard di riferimento.

Attenzione per l’inclusività

Nella progettazione, si legge nel pregevole documento elaborato dall’I.C. San Giovanni Bosco di Manfredonia diretto dal dirigente scolastico prof. Filippo Quitadamo, nello svolgimento della didattica e delle prove, nella valutazione, le docenti disciplinari, operando in stretta collaborazione con le docenti di sostegno, terranno conto delle esigenze specifiche di tutti gli alunni certificati o con bisogni educativi speciali. Le caratteristiche delle attività prevedranno – come accade nella didattica ordinaria – tutti gli adattamenti richiesti dal PEI o dal PdP dell’alunno.
Sarà necessario operare con flessibilità, sempre in un’ottica di personalizzazione del piano educativo: solo il Consiglio di Interclasse conosce a fondo potenzialità, difficoltà, condizioni socioeconomiche e ambientali di ogni studente.

In particolare:

  • Per gli alunni con DSA, debitamente attestati, con certificazione nel fascicolo personale, la valutazione degli apprendimenti e del comportamento deve tenere conto delle specifiche condizioni soggettive e dell’eventuale percorso personalizzato stabilito dal Consiglio di classe e dal PDP redatto (art. 10 DPR 122/2009 e Decreto attuativo n° 5669/2011 della L.170/2010);
  • La valutazione degli alunni con disabilità è riferita agli obiettivi progettati nel PEI e i docenti di sostegno, contitolari nella classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni della classe stessa, con particolare attenzione agli alunni disabili seguiti. Qualora un/a alunno/a sia affidato a più docenti del sostegno, essi si esprimono con voto unitario.La rubrica valutativa disciplinare per la Scuola Primaria

Si allega un modello di rubrica valutativa disciplinare per la scuola Primaria. Molte ne sono state realizzate, quella elaborata dall’I.C. San Giovanni Bosco di Manfredonia diretto con particolare competenza dal dirigente scolastico prof. Filippo Quitadamo, ha i crismi della perfezione, però.

Rubrica  valutazione finale primaria-2020-2021

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