Valutazione e merito docenti, Aprea propone modello Valorizza

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"Ci fa piacere che la parola merito sia sdoganata anche a sinistra", ha affermato l’assessore all’istruzione della Regione Lombardia. E lancia il guanto di sfida.

"Ci fa piacere che la parola merito sia sdoganata anche a sinistra", ha affermato l’assessore all’istruzione della Regione Lombardia. E lancia il guanto di sfida.

Quando si parla di "merito" legato ai docenti, non può che venire in mente l’ex Sottosegretario Valentina Aprea. Sul il disegno di legge che qualche anno fa, anche dopo essersi allontanata dal Parlamento per approdare in Lombardia, si dispiegò un acceso dibattito.

Adesso i tempi sono cambiati e la parola "merito" è diventata di uso quotidiano, e ciò non può che trovare d’accordo l’Aprea che però ammonisce: "Se semplicemente significa premiare chi lavora più ore, non possiamo certo condividere."

E propone l’esperienza "Valorizza" come modello di valutazione, avviata dall’allora Ministro Gelmini, che prevede la valutazione dei docenti ad opera d un "nucleo di valutazione formato, in ogni scuola, da due docenti eletti dal collegio dei docenti e dal preside-dirigente.

La valutazione avveniva attraverso la conoscenza dei candidati, le risposte ad un questionario di autovalutazione e un curriculum vitae di ciascuno nonché le risposte ad un questionario inviato a tutti i genitori e agli alunni del quarto e quinto anno della secondaria. Ce ne siamo occupati qui.

Sull’argomento, ieri, è intervenuto pure i Ministro Giannini, che ha parlato di utilizzo delle prove invalsi, nonché di premi legati alla quantità di lavoro ma anche di penalizzazioni.

Un progetto che se è chiaro per la valutazione delle scuole, non lo è ancora per il singolo docente.

Ecco quindi rispuntare Valorizza, il modello che l’assessore Aprea ripropone, e lancia il guanto di sfida: " Vogliamo capire cosa significa merito per la sinistra."

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