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Valutazione e costruzione di competenze: tecniche e metodi pratici

S’intende per valutazione quel processo – fondato su criteri sistematici – che misura sia la performance dei discenti che l’efficacia dell’insegnamento dei docenti. In generale, dunque, si tratta di una valutazione dell’intero percorso formativo da più punti di vista, che coinvolge anche le famiglie – poiché permette anche a queste ultime di capire in che punto della progettazione didattica è la classe del proprio figlio.

Dalla valutazione all’autovalutazione

Ci sono diversi tipi di valutazione, a seconda del momento in cui si trova la classe o l’istituto: c’è quella iniziale e collettiva della classe, oppure quella individuale (intermedia e finale, anche detta sommativa).

E poi c’è la valutazione formativa – ovvero effettuata alla fine di ogni sequenza di apprendimento per accertare che gli alunni abbiano conseguito i risultati prefissati.
Nel corso degli anni, tuttavia, il concetto di valutazione ha subito diversi cambiamenti, fino a diventare espressione non più di un giudizio o di una spiegazione del docente verso l’operato del discente, ma piuttosto di una sorta di autovalutazione di quest’ultimo – che prova ad avere consapevolezza del proprio ruolo nella società.

Valutare per costruire competenze

Questo shift del punto di vista sulla (auto)valutazione è in linea con il cambiamento della scuola moderna: valutare ha ormai il meta-obiettivo di costruire nei discenti diverse competenze, tra cui appunto quella dell’auto-valutazione.

Inoltre, mentre la valutazione dell’apprendimento è il frutto di una misurazione per differenza (risposta attesa dal docente/risposta fornita dall’allievo), la valutazione delle competenze è qualcosa di più complesso.

Essa, infatti, non può tener conto solo del risultato, ma anche del processo con cui il discente perviene al risultato (es. problem solving, senso di responsabilità, project management, cooperative learning, meta-apprendimento, capacità di comunicazione ecc..)

Dunque, per valorizzare al meglio il processo di valutazione, nonché la relazione tra alunno è insegnante, è importante misurarsi costantemente con la costruzione delle competenze.

Tecniche per costruire competenze valutabili

Dunque, per proporre ai ragazzi attività che consentano ai docenti di osservare l’emergere delle loro competenze, ci sono diverse tecniche che possono essere utilizzate in aula:

  1. dialogare pedagogicamente (vis-a-vis), in quanto è solo con la maieutica socratica che possono emergere bagliori di competenze;
  2. promuovere i TEPs (TExtual Production by Pupils), ovvero elaborati dove emerga la metacognizione dell’alunno – ad esempio dei racconti in cui si spiega ai compagni o ai ragazzi delle altre classi come sta procedendo la didattica nella propria classe;
  3. richiedere, ai discenti, di elaborare il principio di enunciato minimo (o le tracce dalle fonti), ovvero una semplice sintesi proveniente dalla collazione di più fonti;
  4. estrarre tracce dalle componenti fattuali e controfattuali: chiedere agli alunni di fare descrizioni oggettive dei fatti, delle vicende, e poi chieder loro di capovolgerli per vedere “come sarebbe potuta andare diversamente”, in modo da registrare un’eventuale competenza di assimilazione e rielaborazione dei fatti;
  5. provare diversi cambiamenti dei registri comunicativi: i cosiddetti “esercizi di stile”, che permettono di rielaborare un testo dal registro formale a quello informale ecc..
  6. progettare un laboratorio del “costruisci la notizia”, con le 5W di Lasswell (Who, What, When, Where, Why) e partendo da fatti di cronaca locale;
  7. progettare l’esperimento, affinchè il discente si apra all’esperienza empirica (questa è una tecnica maggiormente usata nella materia scientifica);
  8. cercare impronte delle mappe mentali (espressione verbale di ciò che gli alunni vedono graficamente);
  9. estrarre tracce dalle mappe mentali (deduzioni logiche e connessioni tra i vari elementi delle mappe non necessariamente connessi tra loro inizialmente).
  10. promuovere, di tanto in tanto, la lezione auto-gestita;
  11. istituire un osservatorio con scadenze regolari, in cui un alunno sarà incaricato di redigere un report di ciò che sta succedendo in classe.
  12. far emergere il sapere recondito e l’interdisciplinarietà, ovvero la “matematica nascosta” nella lezione di scienze, o l’italiano celato nella lezione di storia ecc…

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