Valutazione dirigenti scolastici: dai criteri agli obiettivi

di Nino Sabella
ipsef

La valutazione dei Dirigenti scolastici, come abbiamo riferito in diversi nostri articoli, prenderà il via il prossimo anno scolastico.  Essa è disciplinata dalla recente direttiva ministeriale n. 25/16 che dà attuazione a quanto stabilito dalla legge n.107/2015 che discende, nella parte relativa alla valutazione dei DD.SS., dal decreto legislativo n. 165/01

La valutazione dei Dirigenti scolastici, come abbiamo riferito in diversi nostri articoli, prenderà il via il prossimo anno scolastico.  Essa è disciplinata dalla recente direttiva ministeriale n. 25/16 che dà attuazione a quanto stabilito dalla legge n.107/2015 che discende, nella parte relativa alla valutazione dei DD.SS., dal decreto legislativo n. 165/01

Quest'ultimo indica all'articolo 25/2 quelle che costituiscono le competenze del DS, il quale: assicura la gestione unitaria della Scuola, è legale rappresentante, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio; ha poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane, organizza l'attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed è titolare delle relazioni sindacali.

Alle citate competenze si rifanno i criteri di valutazione indicati nella legge n. 107/15 al comma 93, che lega tra l'altro la valutazione del DS ai risultati per il miglioramento del servizio scolastico previsti nel rapporto di autovalutazione (RAV).

Questi i criteri:

a) competenze gestionali ed organizzative finalizzate al raggiungimento dei risultati, correttezza, trasparenza, efficienza ed efficacia dell'azione dirigenziale, in relazione agli obiettivi assegnati nell'incarico triennale;
b) valorizzazione dell'impegno e dei meriti professionali del personale dell'istituto, sotto il profilo individuale e negli ambiti collegiali;
c) apprezzamento del proprio operato all'interno della comunita' professionale e sociale;
d) contributo al miglioramento del successo formativo e scolastico degli studenti e dei processi organizzativi e didattici, nell'ambito dei sistemi di autovalutazione, valutazione e rendicontazione sociale;
e) direzione unitaria della scuola, promozione della partecipazione e della collaborazione tra le diverse componenti della comunita' scolastica, dei rapporti con il contesto sociale e nella rete di scuole

Detti criteri sono il punto di riferimento della Direttiva e saranno poi ulteriormente declinati, come leggiamo nella stessa, per adeguarsi ai contesti di applicazione (vi saranno infatti obiettivi stabiliti a livello regionale e quelli propri delle scuole dirette) e definire gli obiettivi da assegnare ai DD.SS.

La Direttiva sarà attuata da apposite linee guida.

La definizione degli obiettivi, leggiamo all'articolo 4/3 della Direttiva, avviene in sede di conferimento dell'incarico dirigenziale, come prevede l'articolo 19 del D.L.vo 165/01. Per i dirigenti con incarico in atto, il Direttore Generale Regionale integra il medesimo incarico, indicando gli obiettivi da perseguire entro la fine dello stesso.

Gli obiettivi (articolo 5): 

  1. sono confacenti con le priorità nazionali del sistema di istruzione e formazione;
  2. sono coerenti con quanto dettato dalla legge 107/2015 al comma 93;
  3. tengono conto degli obiettivi individuati nel piano regionale, definiti in base al contesto territoriale;
  4. sono coerenti con la tipologia, dimensione e complessità dell'istituzione scolastica e con il contesto in cui si opera;
  5. prevedono il contributo del DS al miglioramento del servizio scolastico con riferimento al RAV e al PdM;
  6. sono riscontrabili anno per anno al fine di monitorare il processo che porterà al raggiungimento di quanto prefissato nel provvedimento di incarico.

Gli obiettivi possono essere aggiornati anche annualmente dal Direttore Regionale, di comune accordo con il Dirigente Scolastico, in caso di cambiamenti rilevanti nel numero e nella composizione dell'utenza e nel contesto sociale di riferimento.

Alla luce di quanto detto, gli obiettivi, sulla base dei quali valutare i dirigenti scolastici, attengono a tre livelli: nazionale, regionale e a livello di istituzione scolastica.

Il Direttore regionale, pertanto, assegna al dirigente obiettivi coerenti con la normativa nazionale, con le peculiarità del contesto territoriale e con le priorità della scuola (evidenziate nel RAV e nel PdM della scuola). In tal modo non dovrebbero esserci valutazioni "calate dall'alto" e avulse dal contesto territoriale e scolastico.

Ricordiamo, infine, che il conseguimento degli obiettivi si articola in 4 livelli: "pieno raggiungimento", "avanzato raggiungimento", "buon raggiungimento", "mancato raggiungimento".  Al conseguimento degli obiettivi è legata la retribuzione di risultato.

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