Valutazione delle scuole, rendicontazione e bilancio sociale: cosa sono e un esempio da scaricare

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I mutamenti culturali, dell’organizzazione, economici e sociali nel nostro Paese hanno fatto prosperare, in maniera inattesa, le istanze di accountability degli istituti scolastici di ogni ordine e grado (prima pochi, adesso numerosi), nate, tali richieste, per poter verificare l’effettivo apporto dato dalla scuola alla realizzazione di un valore pubblico ben definito. Valori di cui, sino ad adesso non si era mai discusso.

Per garantire un significativo miglioramento della qualità dell’offerta formativa e delle conoscenze degli studenti, il DPR n. 80/2013 ha raffigurato un nuovo Sistema Nazionale di Valutazione in base al quale le scuole sono state vincolate, e lo sono tuttora, ad avviare e gestire processi di autovalutazione, di valutazione esterna, di pianificazione e implementazione di azioni, finalizzati al miglioramento e, in special modo, alla rendicontazione dei risultati.

Rendicontare

Rendicontare alla comunità di appartenenza significa attivarsi per la pubblicazione, diffusione dei risultati raggiunti attraverso dati comparabili, sia in una dimensione di trasparenza sia in una dimensione di condivisione e promozione al miglioramento del servizio pubblico di istruzione. Il DPR 80/2013 prevede che ai fini del miglioramento della qualità dell’offerta formativa e degli apprendimenti, il Sistema Nazionale di Valutazione, valuti l’efficacia e l’efficienza del sistema educativo di istruzione e formazione, tramite forme di autovalutazione del servizio che iniziano con l’elaborazione del Rapporto di Autovalutazione, proseguono con la valutazione esterna, la definizione del piano di miglioramento, sino ad arrivare alla fase conclusiva della rendicontazione sociale.
Muovendo dalla convinzione che la scuola si inserisce all’interno di una comunità allargata a cui offre un servizio indispensabile, rendere conto ad essa dell’attività svolta può essere una modalità per costruire un dialogo costante con gli attori del territorio fondato su reciprocità e trasparenza. In questo senso, lo strumento del bilancio sociale rappresenta per l’istituzione scolastica un’occasione per dare conto ai suoi stakeholder delle scelte effettuate, delle attività svolte, delle risorse utilizzate e dei risultati raggiunti. Tale sistema di Accountability significa progettare il documento per la rendicontazione sociale, denominato Bilancio sociale, da pubblicare e diffondere presso i portatori di interesse della comunità di riferimento per garantire trasparenza e condivisione dell’impegno delle risorse e dei risultati ottenuti, al fine di:

  • riflettere sistematicamente su se stessa, sui propri valori, obiettivi, missione;
  • sentirsi stimolata a promuovere innovazione e miglioramento delle proprie prestazioni;
  • identificare i propri stakeholder e attivare con essi momenti di dialogo, confronto, partecipazione, collaborazione.

Il momento fondamentale per avviare le basi della nuova progettazione triennale è l’estrapolazione del report del triennio precedente  delle attività attuate nell’ambito dell’offerta formativa. L’obiettivo fondamentale della RS è restituire agli interessati le azioni didattiche ed extradidattiche che attiva la scuola e per raccontare come si impegna per lo sviluppo degli apprendimenti e dei livelli di competenza degli studenti, non solo dal punto di vista scolastico, ma soprattutto in considerazione del valore del capitale umano che essa è chiamata a sviluppare e far crescere. In sintesi, il bilancio sociale misura, ricorrendo ad opportuni indicatori, le performance della scuola in termini di efficienza (miglior utilizzo delle risorse disponibili), di efficacia (raggiungimento degli obiettivi), di equità (la scuola come costruttore del bene comune per le giovani generazioni).

Il Sistema Nazionale di Valutazione

Il Sistema Nazionale di Valutazione rende attuale, nell’alveo dell’istruzione, tutto quello che è già stato avviato per dalla P.A. italiana con il d.lg.vo n. 150/2009, che ha rafforzato l’impianto normativo degli anni ‘90 nella materia della responsabilità individuale e organizzativa sul completo ciclo di management della performance.

Il d.lgs n. 150 del 2009

Il d.lgs. n. 150 del 2009 è attuativo della legge 4 marzo del 2009, n. 15, in materia di “ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni, come si sottolinea nel volume “La rendicontazione Sociale degli Istituti scolastici. Documenti di ricerca n. 13”, edito da FrancoAngeli editore, per conto dell’Associazione nazionale per la ricerca scientifica sul Bilancio Sociale. In coerenza con questa intenzione, la gestione della performance viene intesa come un complesso gestionale che deve essere utile alle pubbliche amministrazioni per perfezionare la qualità del servizio concesso e la sviluppo delle competenze professionali per mezzo della valorizzazione del merito e la premialità per i risultati perseguiti. Cosa che per altro la legge 107 del 2015 aveva previsto e le riforme successive hanno mortificato e annullato. D’altronde il senso che si dà alla meritocrazia oggi vive il dramma del reddito per tutti quelli che stanno sul divano senza far nulla.

La fase della rendicontazione

La rendicontazione è inquadrata su quelli che sono gli obiettivi perseguiti. Ovvero gli stessi che riproducono il rapporto che esiste per la valutazione e l’incentivazione delle prestazioni individuali e organizzative, assurgendo a restituzione dei risultati che va vissuta e inquadrata, soprattutto, in una prospettiva di trasparenza.
Trasparenza, responsabilità dei risultati, premialità e conformità dei comportamenti raffigurano gli elementi caratterizzanti il ciclo di gestione della performance che si attribuisce alla finalità di accountability.

Compliance, responsabilità e trasparenza

Il termine “accountability” sintetizza “responsabilità”, “compliance” e “trasparenza” esprimendo innanzitutto la responsabilità per i risultati ottenuti da un’organizzazione nei confronti degli account-holders. In tal senso, l’accountability dà via ad un cambiamento radicale delle responsabilità del personale (docente, DSGA, personale amministrativo e ausiliario, dirigente scolastico), puntando l’impegno sulla capacità di incidere veramente sull’appagamento dei bisogni, sulla capacità di addizionare valore.
Un pilastro dell’accountability è la trasparenza concepita come accessibilità totale.

I mercati dell’istruzione e la concorrenza tra gli istituti

Gli obiettivi di miglioramento della scuola disegnano il cardine attorno al quale gira l’interno management della performance scolastica in tutti i suoi molteplici aspetti. Questi incipit-obiettivi, generati dai processi di autovalutazione delle scuole si riferiscono innanzitutto alle priorità strategiche della scuola e dovrebbero essere ragguardevoli in considerazione alla missione istituzionale.
“La rendicontazione Sociale degli Istituti scolastici. Documenti di ricerca n. 13” sottolinea come “gli obiettivi di miglioramento, espressi in termini di esiti e apprendimenti degli studenti, rappresentano il criterio di definizione e selezione di altri obiettivi operativi, strumentali al perseguimento degli obiettivi strategici, riferiti a quei processi didattici e organizzativi sui quali la scuola intende intervenire per innescare un processo di miglioramento che ultimamente dovrebbe avere ricadute sugli esiti formativi”.

Il portale “Scuola in chiaro”

Il Rapporto di Autovalutazione, fornito degli obiettivi di miglioramento, è reso pubblico attraverso la collocazione dello stesso sul portale “Scuola in chiaro” e sul sito dell’istituzione scolastica. Infatti, completata la gestione della performance è attesa la pubblicazione da parte degli istituti scolastici di un resoconto di rendicontazione sociale sul portale “Scuola in chiaro” con lo scopo, prevede la norma, di “diffondere i risultati raggiunti, in relazione agli obiettivi di miglioramento individuati e perseguiti negli anni precedenti, in una dimensione di trasparenza e di promozione del miglioramento del servizio alla comunità di appartenenza”.
Per via della pubblicazione di questi indicatori e di questi dati comparabili che ci permettono di relazionare il prima, l’oggi e il dopo della vita della scuola, la rendicontazione sociale (il nostro Bilancio Sociale) è finalizzata essenzialmente a favore dello schoolchoice. La rendicontazione è, indubbiamente, la fase terminale del ciclo di gestione della performance. Il riferimento va all’autovalutazione degli obiettivi di miglioramento; alla valutazione delle prestazioni; alla rendicontazione dei risultati; alla valutazione esterna; al piano di miglioramento; alla pubblicazione su “Scuola in chiaro” dei format di autovalutazione con gli obiettivi di miglioramento e di rendicontazione dei risultati.

Il bilancio sociale

La rendicontazione sociale ha valore in sé nella misura in cui essa è connaturata all’autonomia e all’esigenza di attestare, in modo assolutamente trasparente, il ritorno formativo che la scuola è in grado di assicurare (e di fatto lo ha permesso con grande determinazione), ottimizzando al meglio le risorse messe a disposizione. Con il riferimento sia a quelle umane che a quelle finanziarie e di contesto sociale. Ma la rendicontazione sociale impegna ad avere e ad incarnare un ben definito e autonomo significato e ha una sua propria rispettabilità concettuale che vive al di fuori del ciclo di gestione della performance.
L’approccio del bilancio sociale, incastrandosi in quello della rendicontazione della performance e completandosi in un unitario dibattito di governance della scuola, consente di unire concorrenza e collaborazione, la logica del quasi mercato e l’accountability. Gli istituti scolastici che non si fermano alla rendicontazione della performance, ma intraprendono un percorso di convinta apertura alla comunità locale, sviluppano al proprio interno i necessari antivirus per proibire le spinte alla burocratizzazione, ovvero le logiche dell’adempimento formale e della vuota trasparenza che azzardano di cambiare il ciclo della gestione della performance in un gelido rituale allontanato dai processi di co-produzione su base territoriale. L’intero sistema scolastico abbandonerebbe un’opportunità preziosa per ripensare l’idea stessa di istituto scolastico come crocevia della sussidiarietà verticale e orizzontale, scuola-istituzione al centro della coesione sociale e dello sviluppo economico dei territori come si legge nel volume “La rendicontazione Sociale degli Istituti scolastici. Documenti di ricerca n. 13” dell’Associazione nazionale per la ricerca scientifica sul Bilancio Sociale.

Dal Rapporto di autovalutazione al bilancio sociale

Per ciò che si è analizzato e detto, il bilancio sociale realizzato e pubblicato da un istituto scolastico (come quello eccellente predisposto dal liceo classico statale “F. Capece” di Maglie – Le, diretto con competenza dal dirigente scolastico Prof.ssa Gabriella Margiotta), all’interno del contesto normativo esistente, va considerato come un approccio di miglioramento e di crescita rispetto agli obblighi burocratici e divulgativi che trovano concretezza assoluta ed esplicita nell’ elaborazione del rapporto di autovalutazione. Ed è proprio nel paragone con quest’ultimo che si evidenziano i più importanti e rilevanti punti di contatto, ma anche, e perché no, le differenze e le derivate specificità di scopo, metodo e anche oggetto.

Esempio di bilancio sociale

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