Valutazione della Primaria, ne parliamo con la DS Lucia Zavettieri: in allegato il documento operativo valutativo [INTERVISTA]

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Cosa cambia nella valutazione della Primaria? Lo abbiamo chiesto a chi, giornalmente e con diuturno impegno, è in prima linea già dal marzo del 2020, senza sosta alcuna, senza ferie e senza alcuna modalità di riposo. I dirigenti scolastici, mai prima d’ora, avevano visto tanta attenzione per la scuola e tante novità. Ultima tra queste la riforma della valutazione della scuola Primaria.

Una vera e propria rimodulazione anche dello stesso modo di pensare e di leggere le valutazioni da parte dei genitori ai quali molti DS hanno dedicato un’apposita circolare-comunicazione interlocutoria ed esplicativa. Per vedere cosa è cambiato davvero e analizzare cosa fare nelle prossime giornate dedicate già ai pre-scrutini in attesa degli scrutini che molte scuole hanno fissato già a partire dal primo di febbraio, lo abbiamo chiesto al Dirigente Scolastico dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria, l’Avv. Lucia Zavettieri, un’icona della managerialità scolastica, alla guida di un istituto che vive la scuola nell’importante dimensione in progress del monitoraggio e della ricerca azione. Qualità e caratteristiche che pongono sul podio della “Buona Scuola” l’istituto Comprensivo Statale “Giuseppe Moscato”, Scuola Dell’infanzia – Primaria- Secondaria di I Grado, di Reggio Calabria. Istituto prestigioso che, ancora una volta citiamo, e che ha in progress la realizzazione di un pregevole lavoro, a cura della commissione sulla valutazione costituita da docenti di qualità, esperti pedagogisti e docimologi, sulla “Valutazione nella scuola Primaria”, un esempio raro di documento operativo scientifico.

L’impianto valutativo che consente di rappresentare, in trasparenza, gli articolati processi cognitivi e meta-cognitivi, emotivi e sociali
La normativa ha individuato, per la scuola primaria, un impianto valutativo che supera il voto numerico su base decimale nella valutazione periodica e finale e consente di rappresentare, in trasparenza, gli articolati processi cognitivi e meta-cognitivi, emotivi e sociali attraverso i quali si manifestano i risultati degli apprendimenti. Pertanto, il voto è sostituito da una descrizione autenticamente analitica, affidabile e valida del livello raggiunto in ciascuna delle dimensioni che caratterizzano gli apprendimenti. La valutazione è lo strumento essenziale per attribuire valore alla progressiva costruzione di conoscenze realizzata dagli alunni, per sollecitare il dispiego delle potenzialità di ciascuno partendo dagli effettivi livelli di apprendimento raggiunti, per sostenere e potenziare la motivazione al continuo miglioramento a garanzia del successo formativo e scolastico.

L’impianto normativo
Questi i riferimenti normativi relativi alla valutazione per la scuola Primaria, con particolare attenzione alla riforma intervenuta con l’Ordinanza ministeriale di dicembre.

  • Decreto del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca 16 novembre 2012, n. 254, recante “Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione”;
  • Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62: decreto valutazione recante “Norme in materia di valutazione e certificazione delle competenze nel primo ciclo ed esami di Stato, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera i), della legge 13 luglio 2015, n. 107;
  • Decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 66 recante “Norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera c), della legge 13 luglio 2015, n. 107”;
  • Legge 20 agosto 2019, n. 92, recante “Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica”;
  • Decreto legge 8 aprile 2020, n. 22 , convertito con modificazioni dalla legge 6 giugno 2020, n. 41, concernente “Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato, nonché in materia di procedure concorsuali e di abilitazione per la continuità della gestione accademica”, e in particolare l’articolo 1, comma 2–bis, il quale prevede che “in deroga all’articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 62, dall’anno scolastico 2020/2021, la valutazione finale degli apprendimenti degli alunni delle classi della scuola primaria, per ciascuna delle discipline di studio previste dalle indicazioni nazionali per il curricolo è espressa attraverso un giudizio descrittivo riportato nel documento di valutazione e riferito a differenti livelli di apprendimento, secondo termini e modalità definiti con ordinanza del Ministro dell’istruzione”;
  • Ordinanza n 172 del 4 dicembre 2020.

L’intervista al dirigente scolastico dell’I.C. “Giuseppe Moscato” di Reggio Calabria, l’Avv. Lucia Zavettieri

Un nuovo cambiamento per la valutazione nella scuola Primaria. Prospettive, documenti, rapporti con i bambini e con i genitori. Cos’è la valutazione in senso descrittivo?
Avv. Zavettieri: «Il cambiamento degli strumenti docimologici è espressione di un paradigma culturale in progress, in costante ripensamento. La cultura della valutazione s’inserisce a pieno titolo nel percorso strategico di miglioramento a cui la scuola è chiamata, un percorso di accurata ponderazione su obiettivi, priorità, traguardi e risultati, in un’ottica di qualificazione dell’intero sistema. Pertanto, essa non pertiene solo agli apprendimenti degli alunni, poiché è un intero sistema scolastico ad essere interessato dalla cultura della valutazione, motore ormai divenuto strutturale nell’avviamento dei processi di improvement e accountability. Non dimentichiamo che oltre alla valutazione degli esiti di apprendimento degli alunni, la scuola valuta i docenti neoassunti, valorizza il personale, si autovaluta attraverso il NIV (RAV-PDM-BS), è valutata da parte del NEV. Lo stesso dirigente è oggetto e soggetto di valutazione.
Descrivere analiticamente la valutazione, piuttosto che identificarla sinteticamente e lapidariamente con un numero, è un atto di maggiore trasparenza e di più idonea comunicazione con l’alunno e con la famiglia. Pertanto, il nuovo paradigma docimologico rientra, a mio giudizio, nella vocazione pubblicistica della Pubblica Amministrazione, oltre che evidentemente in quella pedagogico-didattica. Non solo: si tratta di un coinvolgimento più esplicito delle famiglie, solidaristicamente unite nel patto di corresponsabilità educativa che si vede in qualche modo arricchito di un tassello ulteriore».

Finalmente si valuta ciò che effettivamente si fa in classe?
Avv. Zavettieri: «La scuola ha da sempre valutato effettivamente ciò che si fa in classe. Lo faceva anche a modo suo la Appendix Probi del IV secondo d.C. nello stigmatizzare gli errori ortografici, prospettiva pedagogica che nel tempo si è arricchita di nuove sfide e di nuove frontiere. Quello che cambia, nei corsi e ricorsi docimologici a cui abbiamo assistito nei decenni, è l’attenzione al processo, piuttosto che esclusivamente al prodotto, un’attenzione dalle importanti ripercussioni metacognitive».

Cosa cambia effettivamente? È una questione di numeri e giudizi descrittivi?
Avv. Zavettieri: «Come anticipato, non si tratta di tradurre da un sistema valutativo all’altro. Gli inglesi ad esempio dispongono di almeno due parole per inquadrare la valutazione: assessment e evaluation. Direi che il nuovo prototipo docimologico è sbilanciato verso l’evaluation, piuttosto che verso la misurazione della prestazione, data la sua enfasi sul percorso di crescita disciplinare dell’alunno».

Osservazioni e analisi dei prodotti?
Avv. Zavettieri: «L’osservazione dei prodotti rimane pienamente rappresentata, ma si arricchisce di una visualizzazione privilegiata al percorso osservato, monitorato, presidiato».

Cominciare da quello che già fanno e da ciò che è consolidato: la progettazione. Avete proceduto pure voi in questa maniera?
Avv. Zavettieri: «E’ quanto mai pertinente associare alla valutazione la progettazione, che fa da cornice al momento valutativo. In altre parole, la valutazione è, o almeno dovrebbe essere, il frutto di quanto progettato, ma anche l’inizio di una riprogettazione che si è arricchita dello sguardo a ritroso. L’effetto di retroazione (feedback) sintetizza pienamente quanto formativa sia la valutazione per l’insegnante, oltre che per l’alunno. Del resto, il connubio progettazione-valutazione ci fa capire che tradurre in corso d’anno gli strumenti valutativi rischia di tradire la progettazione ex ante qualora questa fosse stata fatta sulla base di rubriche differenti».

Quanto tempo ci vorrà per spiegare ai genitori cosa è cambiato? Cosa dovrà fare l’insegnante?
Avv. Zavettieri: «I consigli di interclasse, oltre che le ore di incontro scuola – famiglia, seppur a distanza, rappresentano la sede idonea al confronto ed al dialogo. Il registro elettronico un’arma poderosa per trasformare le parole in atti formali e scambi concreti».

Valutazione primaria 2020-2021 DS IC Giuseppe Moscato di Reggio Calabria

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