Valutare la dedizione dei docenti? Mazzone: “Non è facile. Molti penserebbero ai favoritismi da parte del dirigente preposto”

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Fa ancora molto discutere l’articolo 108 presente nella legge di bilancio 2022: , i commi 1, lett. a), e 2, lett. a) e b), stabiliscono che le risorse destinate alla valorizzazione della professionalità dei docenti delle scuole statali, di cui all’art. 1, co. 592 e 593, della L. 205/2017 (L. di bilancio 2018), sono volte a premiare anche la dedizione nell’insegnamento, l’impegno nella promozione della comunità scolastica e il costante e qualificato aggiornamento professionale. 

Sul tema è intervenuto anche Carlo Mazzone, professore di Benevento, tra i primi 10 finalisti del Global Teacher Prize 2020.

È un argomento delicatissimo, perché anche l’idea di considerare la dedizione del docente può essere plausibile in via teorica, ma difficilmente applicabile nella realtà: come si valuta la performance di un insegnante?“, si chiede Mazzone intervistato da Donna Moderna.

Giudicare gli insegnanti ai fini dell’aumento dello stipendio potrebbe avere un effetto negativo tra colleghi: si può sempre pensare che esistano favoritismi da parte del dirigente preposto alla valutazione, che può essere visto come un erogatore di benefit, ma non dovrebbe essere così. Ad essere valorizzata dovrebbe essere la figura dell’insegnante in sé, rivalorizzato”, prosegue Mazzone.

Stipendi docenti, con la valorizzazione della professionalità si può arrivare all’aumento a tre cifre voluto da Bianchi. Ma il netto sarebbe ancora basso

Noi facciamo un lavoro che necessita di umanità, passione ed energia, c’è bisogno di serenità e condivisione di intenti, sia con gli studenti che con i colleghi e il dirigente. Piuttosto, secondo me occorrono interventi differenti, che riguardano la scuola e la figura degli insegnanti in generale“, continua il finalista del Nobel per gli insegnanti.

Mazzone però non si fa illusioni: “Purtroppo, anche quando arriveranno, gli aumenti per gli insegnanti si tradurranno in concreto in pochi spiccioli. È un riconoscimento soprattutto simbolico. La questione, piuttosto, è investire davvero nella scuola: solo pochi giorni fa si parlava, invece, di togliere il bonus da 500 euro ai docenti, che è una cifra ridicola se spalmata sui 12 mesi. Solo di fronte a una dura reazione dei docenti si è tornati indietro”

Sarebbe più utile tornare ad avere un dirigente per ogni plesso, perché occorre più presenza fisica costante: in molti paesi all’estero, il preside dirige la scuola e insegna, così ha una maggiore conoscenza delle dinamiche didattiche concrete e anche degli altri insegnanti, per poter premiare quelli più meritevoli. E poi bisogna ridurre il numero di alunni per classe. Per me l’ideale è 15. Se di investimenti si vuole parlare, queste credo che siano le priorità” conclude Carlo Mazzone.

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