Valutare il livello di inclusione in una scuola, l’auto-analisi: questionari da scaricare gratuitamente

Valutare il livello di inclusione percepito in una scuola, mediante la somministrazione dei questionari dell’INDEX, strumento destinato alle istituzioni scolastiche che hanno come obiettivo la trasformazione della loro cultura e delle loro pratiche, è necessario e indifferibile per arrivare a essere delle scuole davvero per tutti. 

L’attenzione deve essere posta su tutti gli alunni della scuola.

Infatti, il termine inclusione non si limita agli alunni disabili oppure agli alunni con bisogni educativi speciali, ma prende in carico l’insieme delle differenze.

In questa dimensione il concetto normativo viene superato per recuperare l’insieme delle espressioni e delle potenzialità di tutti.

Il processo di autoanalisi

Il processo di autoanalisi di un’istituzione scolastica ha l’obiettivo di ridurre le barriere all’apprendimento e la partecipazione degli studenti, monitorando la propria adeguatezza rispetto al modello inclusivo stesso: in questa direzione l’analisi attraverso gli indicatori mira a sostenere lo sviluppo inclusivo delle scuole, mettendo l’accento sui valori e sulle condizioni dell’insegnamento e dell’apprendimento, come si legge nella “Sintesi dei risultati dei questionari di autovalutazione del livello di inclusione scolastica percepito nell’Istituto” dell’Istituto Comprensivo Usini-Uri, diretto dal dirigente scolastico prof. Luciano Sanna.

Non dimentichiamoci, assolutamente, che i passaggi importanti del lavoro coi questionari sono:

  • A chi somministrare: insegnanti, alunni e genitori?
  • Adattamento dei questionari;
  • Come somministrare? -In presenza/a distanza; in situazione “ad hoc” o generica;
  • Analisi dei dati

Il coinvolgimento degli alunni

Questi sono inseriti in una prospettiva di coinvolgimento attivo degli alunni in un processo che mette in relazione le conoscenze formali con quelle personali ed esperienziali.

L’Index for inclusion (Indice per l’inclusione), proposta realizzata da Tony Booth e Mel Ainscow (2002) per il Centre for Studies on Inclusive Education, rappresenta uno dei primi tentativi operativi di caratterizzare il concetto di inclusione all’interno delle strutture scolastiche. Frutto di tre anni di lavoro condotto da un gruppo di insegnanti, genitori, dirigenti, amministratori locali, ricercatori e rappresentanti delle organizzazioni disabili, lo strumento è destinato alle istituzioni scolastiche che hanno come obiettivo la trasformazione della loro cultura e delle loro pratiche per essere la scuola di tutti.

L’Index for inclusion e i quattro componenti

L’indice è costruito attorno a quattro componenti:

  • i concetti chiave che permettono di avere punti teorici di riferimento in grado di sostenere il senso dell’autoanalisi
  • le dimensioni e le sezioni che permettono di organizzare e strutturare l’approccio alla valutazione e allo sviluppo della scuola
  • gli indicatori con domande che consentono un’analisi dettagliata dei vari aspetti che definiscono l’inclusione
  • il processo inclusivo che orienta il percorso di analisi, pianificazione e messa in atto delle decisioni.

Inclusione scolastica è

Prima di procede sulla modalità di monitoraggio dell’inclusione è necessario fissare meglio su quai indicatori costruire il monitoraggio.

Partiamo, dunque, banalmente, ma non troppo, ribadendo che con il monitoraggio dobbiamo verificare se l’inclusione scolastica sia davvero:

  • valorizzare in modo equo tutti gli alunni, le loro famiglie e il gruppo docente; • accrescere la partecipazione degli alunni—e ridurre la loro esclusione;
  • riformare la scuola affinché risponda alle diversità degli alunni;
  • apprendere, attraverso tentativi, a superare gli ostacoli all’accesso e alla partecipazione di particolari alunni, attuando cambiamenti che portino beneficio a tutti gli alunni;
  • migliorare la scuola sia in funzione del gruppo docente che degli alunni;
  • enfatizzare il ruolo della scuola nel costruire comunità e promuovere valori, oltre che nel migliorare i risultati formativi;
  • promuovere il sostegno reciproco tra scuola e comunità.

L’Inghilterra e la scuola per tutti, e l’Italia?

Index per l’inclusione trae origine dal modello sociale di disabilità.

In Inghilterra c’è una decisa critica alle scuole speciali e una seria ed impegnativa battaglia, culturale, per assicurare, agli alunni e alla società, scuole per tutti.

L’Italia detiene, anch’essa, un modello che si orienta verso l’inclusione di tutti gli alunni.

Con questi obiettivi comuni, però:

  • piena partecipazione;
  • massimo apprendimento possibile ma per un gruppo di alunni diverso.

I due concetti si arricchiscono l’uno con l’altro:

  • inclusione porta l’attenzione sul contesto, i suoi ostacoli e i suoi facilitatori;
  • buone prassi di integrazione sono necessarie per una buona inclusione (lettura dei bisogni, metodologie specifiche, gestione della classe eterogenea, collaborazione extrascuola).

Considerazioni

La scuola italiana è complessivamente inclusiva. Realtà della quale tutte le forme di sostegno sono abbastanza coordinate. Questo emerge dai dati dei numerosi piani di miglioramento visionabili.

Alcuni dati ci inducono però ad alcune riflessioni:

  • Il sentirsi «comunità» decresce nei vari ordini di scuola;
  • Le aspettative riposte nei confronti della Scuola da parte delle famiglie vengono in parte disattese alla fine dell’iter scolastico;
  • La motivazione alla partecipazione scolastica da parte egli alunni diminuisce toccando minimi risultati alla conclusione delle classi terminali (fine primo e fine secondo ciclo);
  • Una buona percentuale di docenti non attribuisce alla formazione un ruolo importante per affrontare le diversità degli alunni.

Cosa servirebbe? Quali proposte?

Necessità, immediatamente, rafforzare l’identità inclusiva della Scuola in quanto come afferma Bruner «L’apprendimento è come un attaccapanni: se non si trova il gancio a cui appendere il cappotto, questo cade a terra». Questo attaccapanni e lo strumento che serve. Ma per funzionare dobbiamo, necessariamente, affrontare, in sinergia con gli Enti del territorio e le famiglie, in modo trasversale e pluridisciplinare, alcune tematiche come:

Educazione alla cittadinanza, alla pace e alla convivenza civile per prevenire forme di isolamento e bullismo;

Educazione alla salute e all’ affettività intesa come «star bene a scuola», per prevenire ogni forma di discriminazione, anche di genere e di rispetto del «diverso»;

Educazione ambientale per rafforzare il senso di appartenenza al territorio e alla comunità;

Educazione a un corretto uso delle nuove tecnologie.

Perché, come dice Edgar Morin nell’incertezza della vita, voi docenti avete una missione da affrontare: aiutare gli allievi a imparare a vivere. La conoscenza fine a sé, infatti, non serve, deve invece servire per vivere».

Le fasi del processo di autovalutazione e automiglioramento

Le fasi del processo di autovalutazione e automiglioramento, proposti dalla Libera Università di Bolzano, prevedono le seguenti 5 fasi:

Fase 1: cominciare

Decidere di cominciare Importante condividere:

  • idea di inclusione
  • indicazioni pratiche sul lavoro passaggio formale nel Collegio Docenti si rivela come fondamentale.

Fase 2: autovalutazione

Gli indicatori di Index divengono il contenuto di strumento per l’autovalutazione che raccolgono dati sulla percezione sull’inclusione dei membri della comunità scolastica.

Fase 3: progettare priorità e strategie

La cosa più importante è non temere di compiere scelte e, quindi, di limitare le tematiche rilevanti emerse nell’autovalutazione.

Criteri per la scelta:

– forza della tematica

– diffusione della tematica

– rilevanza della tematica nel contesto.

La cosa più importante è che queste siano realizzabili.

Caratteristiche importanti: Concretezza; Economia e fattibilità in un tempo definito.

Fase 4: realizzare priorità

Mantenere l’attenzione sulle priorità e la motivazione per la realizzazione delle strategie;

Avere una pianificazione chiara e dettagliata e informare tutte le persone coinvolte;

Valutazione in itinere.

Fase 5: revisione del sso

Analisi della documentazione attraverso:

• Questionari di autovalutazione con aggiunta di alcune domande • Interviste e interviste di gruppo con gli insegnanti • Colloqui con le classi di alunni.

I questionari

I questionari sono anonimi, le informazioni che forniscono sono utilizzate nel massimo rispetto della privacy e analizzate solo in forma aggregata, quindi come statistiche. Le risposte sono completamente riservate e coperte dal segreto statistico, ai sensi del DL n. 196/2003 “Codice in materia di protezione dei dati personali”. I questionari sono stati somministrati, in formato digitale, a tutte le componenti della Scuola: Alunni, Docenti, Genitori e Personale ATA. Le informazioni scaturite dall’analisi dei risultati saranno elementi fondamentali da considerare nella revisione del RAV e nella conseguente proposta di miglioramento.

Questionario Valutazione Inclusione LdA

Questionario Valutazione Inclusione LdA docenti

Questionario Valutazione Inclusione LdA ALUNNI PRIMARIA

Questionario Valutazione Inclusione LdA GENITORI INFANZIA

Questionario Valutazione Inclusione LdA GENITORI PRIMARIA E SECONDARIA

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