Valutare gli alunni con disabilità, tutto ciò che c’è da sapere. Scarica esempi documento obiettivi minimi

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La valutazione precede, accompagna e segue i percorsi curricolari. Assume funzione formativa, di accompagnamento dei processi di apprendimento e di stimolo di miglioramento continuo” si legge nelle “Indicazioni”, avendo come oggetto il processo di apprendimento, il comportamento e il rendimento scolastico.

Naturalmente è espressione “dell’autonomia propria della funzione docente, nella sua dimensione sia individuale che collegiale, nonché dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche” come afferma giustamente l’ispettore Luciano Rondanini. È, comunque, il collegio dei docenti che circoscrive le modalità e i criteri per tutelare l’omogeneità, l’equità e la trasparenza, nel rispetto del principio della libertà d’insegnamento assolutamente irrinunciabile.

Valutazione e disabilità

Errori da evitare:

a) di sottostima;

b) di sovrastima.

Riferimenti normativi

Sentenza della Corte costituzionale 215/1987

“Capacità e merito degli alunni con disabilità vanno valutati secondo parametri peculiari, adeguati alle rispettive situazioni di minorazione”.

Parere del consiglio di stato 348/1991

“Non si può configurare un supposto diritto al conseguimento del titolo legale di studio, che prescinda da un oggettivo accertamento di competenze effettivamente acquisito. Il titolo di studio non può essere conseguito da chi rimane al di sotto di quella soglia di competenze che è necessaria per il conseguimento del titolo”.

Art. 318 (D.lgs. 297/94) “Valutazione del rendimento prove d’esame”

1. Nella valutazione degli alunni con handicap da parte dei docenti è indicato, sulla base del piano educativo individualizzato, per quali discipline siano stati adottati particolari criteri didattici, quali attività integrative e di sostegno siano state svolte, anche in sostituzione parziale dei contenuti programmatici di alcune discipline.

2. Nella scuola dell’obbligo sono predisposte, sulla base degli elementi conoscitivi di cui al comma 1, prove d’esame corrispondenti agli insegnamenti impartiti e idonee a valutare il progresso dell’allievo in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

3. Nell’ambito della scuola secondaria superiore, per gli alunni con handicap sono consentite prove equipollenti e tempi più lunghi per l’effettuazione delle prove scritte o grafiche e la presenza di assistenti per l’autonomia e la comunicazione.

4. Gli alunni con handicap sostengono le prove finalizzate alla valutazione del rendimento scolastico, comprese quelle di esame, con l’uso di ausili loro necessari.

Valutazione degli alunni con disabilità (dpr 122/ 2009 – art. 9)

La valutazione degli alunni con disabilità è riferita al comportamento, alle discipline e alle attività svolte sulla base del PEI ed è espressa con voto in decimi.

L’esame conclusivo del primo ciclo si svolge con prove differenziate, comprensive della prova nazionale, corrispondenti agli insegnamenti impartiti, idonee a valutare il progresso dell’alunno in rapporto alle sue potenzialità e ai livelli di apprendimento iniziali.

Le prove sono adattate, ove necessario, in relazione al piano educativo

individualizzato, a cura dei docenti componenti la commissione. Le prove differenziate hanno valore equivalente a quelle ordinarie ai fini del superamento dell’esame e del conseguimento del diploma di licenza.

Gli alunni con disabilità sostengono le prove dell’esame di Stato conclusivo del secondo ciclo dell’istruzione secondo le modalità previste dall’articolo 318 del decreto legislativo n. 297 del 1994.

Processi, prestazioni, voti/giudizi/competenze

La valutazione in decimi/giudizi/competenze va rapportata al P. E. I., che costituisce il punto di riferimento per le attività educative a favore dell’alunno con disabilità.

Si rammenta, inoltre, che la valutazione dovrà essere riferita ai processi e non solo alla prestazione.

Programmazione personalizzata e differenziata

Sul piano concettuale e metodologico, è opportuno distinguere fra la programmazione personalizzata che caratterizza il percorso dell’alunno con disabilità nella scuola dell’obbligo e la programmazione differenziata che, nel II ciclo di istruzione, si può concludere con l’attestato di competenze.

I docenti di sostegno

DPR 122 – Regolamento 2009

I docenti di sostegno, contitolari della classe, partecipano alla valutazione di tutti gli alunni disabili, avendo come oggetto del proprio giudizio relativamente agli alunni disabili, i criteri di cui all’articolo 314, comma 2 del decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297. Qualora un alunno con disabilità sia affidato a più docenti del sostegno, essi si esprimono con un’unica espressione valutativa.

Linee- guida, agosto 2009

Gli insegnanti assegnati alle attività per il sostegno, assumendo la contitolarità delle sezioni e delle classi in cui operano e partecipando a pieno titolo alle operazioni di valutazione periodiche e finali degli alunni della classe con diritto al voto, disporranno di registri recanti i nomi di tutti gli alunni della classe di cui sono contitolari.

La valutazione degli apprendimenti è di esclusiva competenza dei docenti del consiglio di classe nella scuola secondaria, ovvero del team dei docenti nella scuola dell’infanzia e primaria.

Il Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020

Competenze trasversali e orientamento

Il PEI – come previsto dal Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 – definisce gli strumenti per l’effettivo svolgimento dei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, assicurando la partecipazione dei soggetti coinvolti nel progetto di inclusione. A tal fine, nel modello di PEI è dedicato uno spazio alla progettazione dei suddetti percorsi, che dovrà prevedere la loro tipologia (aziendale, scolastico o altro), gli obiettivi del progetto formativo e l’indicazione delle barriere e dei facilitatori nello specifico contesto ove si realizza il percorso.

Diritto allo studio e frequenza

Nel PEI sono indicati gli interventi di Assistenza di base (per azioni di mera assistenza materiale, non riconducibili ad interventi educativi) e gli interventi di Assistenza specialistica per l’autonomia e/o la comunicazione (per azioni riconducibili ad interventi educativi). Sono specificamente indicate le necessità relative all’educazione e sviluppo dell’autonomia (cura di sé, mensa e altro) nonché le necessità di assistenza per la comunicazione agli alunni privi della vista, privi dell’udito e con disabilità intellettive e disturbi del neuro-sviluppo.

Progetto di inclusione e utilizzo delle risorse

Il PEI – come previsto dal Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 – prevede un prospetto riepilogativo ove sia possibile desumere l’organizzazione generale del progetto di inclusione e l’utilizzo delle risorse, con indicazione delle presenze dell’alunno a scuola, delle risorse professionali impegnate nelle attività di sostegno didattico, dell’assistente all’autonomia e/o alla comunicazione, nonché delle collaboratrici o dei collaboratori scolastici impegnati nell’assistenza igienica di base.

Certificazione delle competenze

Il PEI prevede una sezione dedicata a note esplicative che rapportino il significato degli enunciati relativi alle Competenze di base e ai livelli raggiunti da ciascun alunno con disabilità agli obiettivi specifici del PEI.

Verifica finale

In sede di verifica finale del PEI – come previsto dal Decreto Interministeriale n. 182 del 29 dicembre 2020 – si procede alla valutazione globale dei risultati raggiunti. Contestualmente si procede all’aggiornamento delle condizioni di contesto e progettazione per l’anno scolastico successivo.

I criteri della valutazione didattica

Questi i criteri della valutazione didattica come afferma l’ispettore Luciano Rondanini:

criterio assoluto

si basa sul confronto tra i risultati di una prova e un modello prefissato

criterio riferito al sè

basato sul confronto delle prestazioni del singolo alunno rispetto alla situazione iniziale. l’attenzione è posta sul progresso individuale (massimo individualmente possibile);

criterio riferito al gruppo

basato sul confronto tra le prestazioni di ciascuno e quelle della classe.

Valutazione degli alunni disabili art. 318 del D.Lvo 297/1994

Sulla base del PEI, i docenti indicano:

per quali discipline sono stati adottati particolari criteri didattici;

quali attività integrative e di sostegno sono state svolte, anche in sostituzione parziale dei contenuti programmatici di alcune discipline.

Nella scuola dell’obbligo:

prove d’esame corrispondenti agli insegnamenti impartiti.

Nella scuola secondaria di II grado:

prove d’esame equipollenti.

Valutazione degli alunni disabili scuola secondaria di secondo grado O.M. 90/2001 – art. 15

Gli studenti con minorazioni fisiche e sensoriali non vengono, di norma, valutati in modo differenziato;

gli studenti che presentano un deficit di natura psichica potranno fare un percorso scolastico che, sulla base del P.E.I., consenta loro di:

• a) raggiungere un livello di preparazione conforme agli obiettivi didattici previsti dai programmi ministeriali o, comunque, ad essi globalmente corrispondenti (acquisizione del titolo di studio);

• b) raggiungere un livello di preparazione non riconducibile ai programmi ministeriali con una valutazione differenziata riferita al p. e. i. (attestato delle competenze e delle abilità acquisite).

Valutazione secondo obiettivi “minimi”

La valutazione secondo obiettivi “minimi” avviene attraverso:

• ricerca dei contenuti essenziali delle discipline

• sostituzione parziale dei contenuti programmatici di alcune discipline con altri che abbiano la stessa valenza formativa

• predisposizione di prove equipollenti nel corso degli anni scolastici e in occasione degli esami conclusivi (qualifica e/ o diploma)

• le prove equipollenti dovranno accertare conoscenze, competenze, capacità acquisite dallo studente.

Il documento sugli obiettivi minimi adottato da alcune scuole

Alcune scuole hanno adottato un documento che ha la finalità di esplicitare, in modo semplice e sintetico, gli obiettivi minimi che tutti gli alunni al termine di ciascun anno scolastico devono conseguire.

Sono traguardi meno elevati che costituiscono la base per ulteriori abilità e conoscenze realizzabili nel corso dell’anno scolastico nello sviluppo delle diverse U.d.A. Gli alunni, in seguito, avranno l’opportunità di raggiungere obiettivi più ampi ed articolati rispetto a quelli indicati che rappresentano la soglia necessaria per l’ammissione alla classe successiva. Il documento che proponiamo riguarda la scuola Primaria e si riferisce a obiettivi individuati tenuto conto del percorso indicato dalle Indicazioni Nazionali per il Curricolo 2012 e dal documento “Indicazioni Nazionali e Nuovi scenari 2017”, a cura del Comitato Scientifico Nazionale per le Indicazioni Nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. L’Istituto comprensivo “Don Alfonso De Caro” di Fisciano e Lancusi (Sa), guidato con competenza dal dirigente scolastico prof. Prof. Ciro Amaro utilizza un documento con “Obiettivi minimi per la scuola primaria”. Analogamente per gli altri ordini di scuola. Per esempio, l’Istituto Comprensivo Merano 1 diretto dal prof. Fabio Furciniti, grande esperto di didattica e metodologia, ha predisposto un eccellente documento contenente tutti gli obiettivi minimi per la scuola secondaria di primo grado. Si tratta di un eccellente scelta didattica per fronteggiare la richiesta pressante di scuola inclusiva.

CURRICOLO-ESSENZIALE-OBIETTIVI MINIMI

SCUOLA-SECONDARIA-DI-PRIMO-GRADO-Gli-obiettivi-minimi

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