Valorizzazione dell’istruzione tecnica e professionale un impegno trasversale

di Lalla
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red – Pubblichiamo i comunicati del Presidente della Commissione Cultura On. Ghizzoni e dell’Agesc a commento delle parole del Ministro Fornero sulla necessità di valorizzare la formazione tecnica e professionale

red – Pubblichiamo i comunicati del Presidente della Commissione Cultura On. Ghizzoni e dell’Agesc a commento delle parole del Ministro Fornero sulla necessità di valorizzare la formazione tecnica e professionale

Le parole del Ministro "Se ci si laurea male si hanno competenze modeste che portano poco lontano. Meglio non inseguire un titolo per essere dottori per forza, ed avere, invece, una formazione tecnica spendibile. Abbiamo un percorso da fare, perchè abbiamo svilito la formazione tecnica e professionale e indotto tutti a pensare che se uno non frequenta l’università e fa una scuola professionale vale meno di un dottore. Non è così. Abbiamo bisogno di ridare piena dignità al lavoro operaio e tecnico”.

Manuela Ghizzoni, presidente della Commissione Cultura, Scienze e Istruzione della Camera dei Deputati – È giusto ridare dignità alle scuole tecniche e professionali, ma, nel contempo, è necessario fare quanto possibile affinché non vi siano discriminazioni sociali nell’accesso all’istruzione superiore. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla mortificazione dell’istruzione tecnica e professionale, anche in termini di prestigio sociale, prima con un processo di liceizzazione voluto dall’allora ministro Moratti e più di recente con la riforma Gelmini, che ha ancor più specializzato socialmente gli iscritti.

Ma i dati Ocse – spiega la presidente della Commissione Cultura – confermano che anche in momenti di recessione economica un livello maggiore di formazione assicura una più facile permanenza nel mondo del lavoro e una garanzia di reddito maggiore. È dunque necessario che la politica si faccia garante dell’accesso, indipendentemente dalle condizioni sociali e geografiche, all’istruzione terziaria, anche non universitaria, attraverso il potenziamento del sistema di formazione superiore tecnico professionale, e Ghizzoni – che inverta quella tendenza, socialmente odiosa, che prevede una probabilità doppia di conseguire una laurea per i giovani con almeno un genitore laureato.

Lo dobbiamo fare – conclude la Presidente Ghizzoni – per tutti i giovani di talento, per rispettare il dettato costituzionale, per garantire un futuro all’Italia.

AGESC: Siamo in piena sintonia con il Ministro Fornero sulla valorizzazione dell’istruzione professionale S Lo ha dichiarato il Presidente di AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) Roberto Gontero commentando le dichiarazioni del ministro del Lavoro alla cerimonia odierna di premiazione dei 250 migliori laureati torinesi

Dalla rilevazione Isfol 2011 (Istruzione e Formazione Professionale), un giovane su due tra quelli che hanno frequentato un percorso di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) triennale o quadriennnale (dai 14 ai 18 anni), presso agenzie formative private accreditate dalle Regioni, ha trovato il suo primo impiego dopo soli 3 mesi dal conseguimento della qualifica.

Nello stesso tempo, dall¹indagine Excelsior di Unioncamere, risulta che le imprese non riescono tuttora a trovare 130mila tecnici, a causa del disallineamento tra l’offerta formativa della scuola e le effettive esigenze del mondo del lavoro. Lo ha dichiarato il Presidente di AGeSC (Associazione Genitori Scuole Cattoliche) Roberto Gontero, l’organismo che riunisce le famiglie degli alunni della scuola non statale (40mila), commentando le parole del ministro del Lavoro Elsa Fornero intervenuto alla cerimonia di premiazione dei 250 migliori laureati torinesi.

Occorre, dunque, – ha aggiunto Gontero – sviluppare i percorsi di formazione professionale in quelle regioni, responsabili all¹interno del sistema scolastico italiano di questa tipologia educativa, che li hanno abbandonati. In parallelo è opportuno valorizzare e incrementare gli Istituti Tecnici Superiori, introdotti dalla recente riforma. Si tratta, infatti, degli strumenti più validi e concretamente perseguibili per combattere il fenomeno della dispersione scolastica, ovvero dell’abbandono dei giovani della scuola alla fine della secondaria di I grado, che in Italia ormai ha raggiunto quasi il 26%. E¹ urgente ­ ha concluso il Presidente di AGeSC -spostare l’asse dell’impianto educativo italiano verso tipologie formative maggiormente mirate alle reali opportunità di lavoro. La responsabilità prima di ciò ricade sulle famiglie, che possono ri-orientare i giovani verso il lavoro manuale, recuperandone il valore educativo e culturale e, nello stesso tempo, superando il pregiudizio verso l’istruzione tecnica e professionale".

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