Valorizzare la figura dello psicologo nelle scuole. Lettera

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Inviata da Angelo Ventura – Signor Ministro Lucia Azzolina, innanzitutto, intendo rivolgerLe un sentito augurio di buon lavoro, per l’importante ruolo che si trova a ricoprire come Ministro dell’Istruzione

Mi permetto di scriverle come padre, ma anche come cittadino e lavoratore, per manifestare la mia preoccupazione riguardo alla situazione di incertezza e di precarietà in cui versa l’attuale situazione scolastica italiana, soprattutto in questo periodo che tutta l’Italia sta attraversando questo difficile e delicata situazione a causa del Coronavirus e conseguentemente, per richiamare la sua attenzione sul futuro incerto e precario incombe sulla classe docente di ogni ordine e grado.

Come Lei ben sa, la scuola riveste una funzione educativa indispensabile per lo sviluppo e la maturazione personale, culturale e sociale di ogni individuo; in questo momento, Lei si trova a ricoprire un ruolo chiave all’interno del sistema educativo italiano, il cui obiettivo primario è quello di “formare” i giovani di oggi, che naturalmente diventeranno gli uomini di domani, e quindi, in definitiva, quello di garantire un degno futuro “sociale e culturale” al nostro Paese.

Il dossier Istruzione è uno dei più delicati e dei più importanti che il Paese si trovi oggi ad affrontare.

Veniamo, infatti, da più di un decennio di interventi negativi per il mondo dell’Istruzione.

Nel 2008, l’anno della terribile crisi economica che ha colpito il mondo, si è avuto il più drastico taglio di risorse umane e finanziarie che la storia repubblicana ricordi ai danni della Scuola, dell’Università, degli Enti di Ricerca.

Gli interventi normativi che si sono succeduti da allora hanno portato il segno della sottrazione e della deprivazione, aggravando la situazione dell’intero sistema della conoscenza in Italia. Altri paesi più avanzati del nostro, al contrario, nello stesso periodo investivano massicciamente in conoscenza come strumento fondamentale e prioritario per contrastare la crisi. Conto sulla sua sensibilità di persona di scuola – cultura per seguire delle politiche diverse. Per questo mi permetto di inviarle il mio contributo su alcune priorità e alcune urgenze da affrontare.

Queste riflessioni nascono da un approfondito lavoro sul campo e dall’intenso rapporto con i lavoratori della conoscenza.

Un’importante scadenza che merita un impegno particolare del suo Ministero, riguarda lo stanziamento delle risorse per il rinnovo del Contratto del Comparto Istruzione e Ricerca 2019-21.

Infatti, quello appena stipulato è già in scadenza, dato il grave ritardo con cui esso è stato sottoscritto. Il blocco dei contratti fino al 2018 è stato, infatti, un altro pessimo effetto delle politiche cui si accennava prima.
Alla luce di quanto sopra rappresentato, mi permetto di segnalare che, le notevoli carenze di personale docente qualificato che affliggono il mondo della scuola, relativamente al sostegno di persone affette da “disabilità”, potrebbero essere risolte attraverso l’utilizzo di figure professionali
in possesso di lauree specialistiche. Oggi invece a causa di carenze di personale abbiamo una classe non qualificata dove viene assunto con un semplice diploma che non a che vedere sulla disabilità delle persone affette da disturbi psichici, cognitivi comportamentali che purtroppo non avendo
nessuna specializzazione si trova in difficoltà a non sapere affrontare le problematiche dell’individuo scolastico.

Ad esempio, molti giovani laureati in Psicologia, che hanno acquisito un’approfondita conoscenza dei processi psichici, cognitivi e comportamentali del genere umano, potrebbero essere utilizzati
come “figure di sostegno” negli Istituti Scolastici, fornendo un importante contributo personale e professionale agli studenti con “disabilità”, particolarmente bisognosi della presenza di personale altamente qualificato e specializzato.

ln conclusione, il mio modesto appello è quello di invitarLa ad “adoperarsi” per riuscire a trovare nell’immediato una soluzione che, possa garantire l’erogazione costante e non intermittente, o a volte addirittura mancante, di quei servizi ritenuti essenziali, atti a garantire una “normale e dignitosa qualità di vita” alle persone diversamente abili, che si trovano a vivere situazioni di enorme “fragilità” e “vulnerabilità”.

Confidando nella sua sensibilità e certo dell’attenzione che vorrà prestare alle problematiche su esposte, colgo l’occasione per rinnovarLe i migliori auguri di un proficuo lavoro.

La ringrazio per l’attenzione, l’ascolto ed il tempo che vorrà dedicare a questa importante

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