Valori etico-sociali trasmessi non solo al Liceo Classico. Lettera

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Inviato da Prof.ssa Patrizia Talarico* – Egregio Professore Sirleto:ho letto con interesse la sua lettera pubblicata dalla redazione di Orizzonte Scuola, in data 16 febbraio 2019, in merito alla scelta per i Licei degli studenti italiani per l’a.s. 2019/2020 e non ho potuto fare a meno di lasciarmi andare a delle riflessioni che mi hanno indotta a risponderLe.

Sono una sua collega; mi chiamo Patrizia Talarico ed insegno ormai da 34 anni Lingua, Letteratura Italiana e Storia. La mia esperienza da Docente, mi ha offerto la possibilità di conoscere studenti, colleghi e Dirigenti Scolastici delle più disparate Scuole Superiori: dai Licei, agli Istituti Tecnici, ai Professionali, in diverse province del bel paese.

Attualmente insegno in un Istituto di Istruzione Superiore,il San Benedetto, con indirizzi Alberghiero, Agrario e Tecnico-Chimico, a Latina. Di sicuro mi trova d’accordo su quanto afferma in merito al ruolo che i Licei, nel caso specifico del Liceo Classico, giochino nel fornire agli studenti, cittadini del domani, un tipo di “conoscenza critica e , nello stesso tempo, disinteressata della realtà, così come il gusto e la pura fruizione della bellezza artistica”, grazie e soprattutto alla cultura classica. Ma mi permetta di dissentire sulla sua posizione in merito alla formazione Tecnica e, aggiungo, Professionale che, a suo dire, finalizzate ad un rapido inserimento in una società sempre più consumistica, avrebbero favorito “all’affermazione di atteggiamenti e comportamenti che prendono di mira valori etico-sociali quali: la solidarietà, l’accoglienza, il dialogo, la civile discussione e la buona educazione…”

A questo proposito , Professore, voglio metterla al corrente di quanto è successo il 9/02/2019, nella palestra di un Liceo di Latina, nel corso di una sfida di basket tra i padroni di casa e gli studenti del San Benedetto, l’Istituto in cui insegno. Nel corso della partita i tanti ragazzi sugli spalti, hanno iniziato a stuzzicarsi reciprocamente, come spesso accade tra tifoserie rivali: ma dallo stuzzicarsi semplicemente ed in modo goliardico, al proferire offese gratuite con affermazioni del tipo” Noi le mucche non le mungiamo”, ed altri espliciti riferimenti ad “etichette” mortificanti che si affibbiano, in genere, all’attività didattica degli Istituti di Agraria…ce ne vuole. La invito a leggere l’articolo sull’editoriale “Latina Oggi”,che testimonia quanto ho riferito.

Mi domando a questo punto…cosa ha spinto gli studenti del Liceo Classico ad essere così discriminanti ed insensibili nei riguardi dei loro coetanei? In quel contesto la lezione dei Classici mi sembra non abbia prodotto alcun frutto… Caro Professore, i valori cui Lei fa riferimento e sui quali dovrebbe fondarsi la nostra società, contro la “cultura dell’odio”, prima che a scuola, devono essere trasmessi in famiglia. Gli studenti degli Istituti Tecnici e Professionali, non hanno la possibilità di fruire degli insegnamenti di Discipline quali il Latino, il Greco, la Filosofia, ma compensano con l’esperienza di vita quotidiana: la vita, quella vera…quella fatta di sacrificio, di lavoro per contribuire a far quadrare il bilancio familiare. Sono sicura, Egregio Professore che a lei gli studenti non si addormentino in classe, durante le ore di lezione, perché hanno riposato poco e male il giorno prima, dopo aver lavorato tra il tardo pomeriggio e la sera presso aziende agricole locali o strutture ricettive del settore della ristorazione come Bar, Ristoranti e Pizzerie della zona, (mi riferisco a ragazzi maggiorenni, ovviamente).

La Scuola tutta, come Istituzione, a prescindere dalle condizioni socio-economiche dell’utenza, a prescindere dai Curricula, deve perseguire in collaborazione con le famiglie, la formazione dell’uomo e del cittadino del futuro, al fine di “ cancellare” ogni bieca discriminazione che molte volte spadroneggia proprio nelle Scuole, piccole comunità di individui, ma “specchiimpietosi” della nostra società.

*Docente di Lingua, Letteratura Italiana e Storia, presso IIS “San Benedetto” di Latina.

La ripresa del liceo classico contro la deriva dell’odio. Lettera

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